Tour de France 2015
Contador, Froome e Quintana all'assalto del trono di Nibali

Contador, Froome e Quintana all'assalto del trono di Nibali
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Da varie stagioni non si ricorda un Tour de France così ricco di campioni e pretendenti alla malia gialla finale. Gli occhi di tutti saranno puntati sui big-4, i favoritissimi per la vittoria: in rigoroso ordine alfabetico Alberto Contador, Chris Froome, Vincenzo Nibali e Nairo Quintana. Questi quattro campioni sono i migliori interpreti dellecorse a tappe nel gruppo, partono pressoché alla pari ed hanno tutti ottimi motivi per sperare di arrivare in giallo a Parigi.

Alberto Contador

PERCHÉ SI – Dopo un paio di stagioni in sordina, il 2014 ci ha riconsegnato un Contador più pimpante che mai. il palmares del Pistolero è unico, così come la fantasia con cui interpreta le corse. Lo spagnolo è un ottimo cronoman, sa approcciare le tappe di media montagna ed è uno dei migliori scalatori del ciclismo moderno.
PERCHÉ NO – La grande incognita riguarda la sua condizione dopo le fatiche del Giro d’Italia. Quello che sta per cominciare è un Tour duro fin dai primi giorni, che non da la possibilità di attendere l’ultima settimana per essere al top. La Corsa Rosa ha posto grossi interrogativi anche riguardo al team: Basso, Kreuziger e Rogers non si sono mai visti, ed insieme a Majka dovranno cambiare marcia per essere utili alla causa.

Chris Froome

PERCHÉ SI – Perché se sta bene le sue frullate in salita sono incontenibili per tutti. Quando decide di cambiare ritmo la sua frequenza di pedalata è impressionante, e fa la differenza. Dalla sua parte avrà una squadra fortissima e disegnatagli addosso: Porte, Thomas, Roche, Kennaugh e Konig sono passisti-scalatori in grado di assottigliare il gruppo con un passo costante ma elevato, spianando la strada ad un attacco finale del capitano. Il keniano potrà inoltre mettere da parte un buon gruzzoletto di secondi nella cronometro iniziale.
PERCHÉ NO – La mania sua e del Team Sky di controllare il gruppo è un arma a doppio taglio: se l’andamento regolare della corsa è interrotto da qualche inconveniente, sembrano andare sempre nel caos. E di tappe mosse, difficili da interpretare in questo Tour ce ne sono a bizzeffe. La sua abilità in sella non è delle migliori, e in alcune giornate (soprattutto sul pavé) potrebbe pagarlo.

Vincenzo Nibali

PERCHÉ SI – Sulla carta lo Squalo non è il migliore dei quattro né in salita, né a cronometro, né sullo scatto. Ma nessuno sa cogliere l’attimo come lui: i suoi rivali dovranno stare attenti ogni giorno in ogni istante, perché Nibali può sempre inventarsi qualcosa. Il siciliano gode anche di maggiore esperienza nelle Classiche, e questo sarà un enorme vantaggio sul pavé e sulle coté che caratterizzeranno molte tappe. Infine, scongiuri a parte, Nibali sembra quello più al riparo da inconvenienti: la sua maniacale preparazione, la sicurezza in sella e la concentrazione continua finora gli hanno evitato cadute e guai; il ché, in una corsa nevrotica come il Tour, è un bel vantaggio. La Astana potrà spalleggiarlo bene, grazie ad una selezione affiatata e dalla qualità media molto alta in ogni terreno.
PERCHÉ NO – Come detto, a parità di condizioni fisiche e ambientali il wattaggio dei suoi rivali, sia in salita che a crono, è migliore. Nibali non ha lo scatto di Contador, il cambio di ritmo di Froome o la freschezza di Quintana, e i suoi detrattori potrebbero dire che non ha mai battuto nessuno di loro in un corpo a corpo. Attenzione anche all’assenza di Vanotti, storica “seconda metà” di Nibali in corsa.

Nairo Quintana

PERCHÉ SI – Perché già le prestazioni al Tour 2013 e al Giro 2014 sono state regali, ma parliamo pur sempre di un classe ’90 nel pieno della maturazione. Se, nei suoi misteriosi allenamenti colombiani, Quintana è riuscito a crescere ulteriormente, potremmo avere di fronte il più forte scalatore del lotto. Dei quattro è quelli meno obbligato a vincere, essendo ancora agli albori della propria carriera, e questa leggerezza mentale potrebbe facilitarlo. Inoltre al suo fianco avrà Alejandro Valverde, una spalla niente male.
PERCHÉ NO – In primis perché non ha l’esperienza degli altri tre, soprattutto nelle tappe meno lineari. Inoltre sembra fra i favoriti quello meno tagliato per il pavé, e l’esperienza del 2014 dimostra che le pietre possono scavare solchi importanti. Paradossalmente la presenza di Valverde potrebbe anche essere un handicap: l’Embatido gli ha giurato fedeltà, ma conosciamo bene la sua voglia di primeggiare e le difficoltà incontrate in nazionale quando c’era da dividere la corona.

Gli outsider

La startlist offre tanti nomi importanti di corridori che scatterebbero in prima fila in tutte le altre corse a tappe della stagione. Partiamo da Thibaut Pinot, definitivamente esploso con il podio al Tour 2014. Il capitano della FDJ è la grande speranza dei francesi che gli hanno disegnato un Tour su misura, senza cronometro e con tante tappe di alta montagna: vedremo se basterà per fargli salire l’ultimo gradino ed accodarlo ai big-4.

Sul podio di Parigi 12 mesi fa c’era anche Jean Christophe Peraud, il trentottenne francese dovrà condividere la leadership in casa Ag2r con Romain Bardet, di 13 anni più giovane: i due formano un’ottima coppia in salita, e sarà la strada ad indicare chi dei due sarà il capitano. La carrellata sui padroni di casa prosegue con Warren Barguil e Pierre Rolland: il ventitreenne della Giant-Alpecin deve sbloccarsi in un grande giro, provando a tenere duro sulle tre settimane; il leader della Europcar invece è uno scalatore puro e su un percorso del genere ha la top10 nel mirino.

Spera di fare un buon Tour de France Joaquim Rodriguez; lo spagnolo conta su un percorso adattissimo alle proprie caratteristiche, con tantissimi strappi, molte salite lunghe e senza crono. Di contro Purito deve convivere con il logorio fisico che avanza, e a 36 anni non sembra più avere la capacità di recupero per puntare al podio finale.

Attenzione a Tejay Van Garderen, che al Criterium del Delfinato ha dato filo da torcere a Froome. Lo statunitense della BMC avrebbe forse preferito qualche chilometro di crono in più, ma può migliorare il 5° posto raggiunto due volte (2014 e 2012), suo miglior risultato alla Grande Boucle. Altro atleta a stelle e strisce interessante è Andrew Talansky: lo scorso anno si presentò come uno dei pretendenti al podio, ma le sue quotazioni sono scese drasticamente dopo qualche mese ricco di infortuni: se sta bene il capitano del Team Cannondale-Garmin può tornare a giocare un ruolo di primo piano. Anche il suo compagno di squadra, Daniel Martin, potrebbe avere qualche chance di raccogliere un buon piazzamento anche se il suo obiettivo sono le tappe.

Molte punte in casa LottoNL – Jumbo: gli olandesi credono molto in Wilco Kelderman, uno dei giovani più promettenti per le corse a tappe, ma possono giocare le carte di riserva Robert Gesink e Laurens Ten Dam, due atleti solidi che fanno della regolarità la propria arma principale. Un solo uomo di classifica per la Etixx-Quickstep: si tratta di Rigoberto Uran, sulla carta uomo da top5 ma provato dalle fatiche di un Giro d’Italia corso di rimessa.

Vedremo se Alberto Rui Costa (Lampre-Merida) cercherà di tenere duro sulle tre settimane o si dedicherà alla ricerca di almeno un successo parziale. La Trek punta su una buona coppia, quella formata da Bauke Mollema e Julian Arredondo: l’olandese offre maggiori garanzie, ma il colombiano apprezzerà sicuramente il percorso ricco di montagne. Curiosità per i due fratelli Yates, Adam e Simon: questa coppia australiana di ventitreenni è pronta a mettersi alla prova alla prima apparizione sulle strade del Tour. Difficile attendersi subito qualcosa, anche se le qualità per esplodere le hanno entrambi.

Qualche compagno dei big-4 potrebbe infine ritrovarsi in classifica a causa del forfait dei compagni più quotati: Rafal Majka per la Tinkoff-Saxo, Richie Porte per il Team Sky, Jakob Fuglsang per la Astana e Alejandro Valverde per la Movistar potrebbero occupare un posto al sole se avranno la possibilità di fare la propria corsa.

Il borsino dei favoriti

 Contador, Froome, Quintana, Nibali

 Pinot

 Rodriguez, Van Garderen

 Valverde, Majka, Mollema, Kelderman, Talansky, Bardet, Porte, Peraud

 Fuglsang, Arredondo, Ten Dam, Gesink, Uran, Martin, Rui Costa, A. Yates, S. Yates, Bargul, Rolland, Kreuziger

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02/07/2015

Matteo Pierucci


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