Tour de San Luis 2015
Quintana ancora favorito su un percorso selettivo

Quintana ancora favorito su un percorso selettivo

(foto: Bettini)

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Nonostante la concomitanza con il più celebrato Santos Tour Down Under, il Tour de San Luis continua a fare incetta di partecipazioni eccellenti. Anche nel 2015 la corsa argentina sarà il primo banco di prova stagionale per vari campioni, che hanno scelto di affinare la condizione al caldo del Sud America. Sarà dunque ancora sfida fra i big del panorama ciclistico mondiale e i beniamini locali che provano a sfruttare la principale vetrina della stagione.

Il percorso

Oltre al meteo benevolo, la principale attrattiva del Tour de San Luis continua ad essere un tracciato ben disegnato, molto vario e aperto a tutti i corridori.

Si comincia con una tappa pianeggiante, anche se sull’arrivo di Villa Mercedes lo scorso anno una fuga da lontano beffò le squadre dei velocisti che iniziarono troppo tardi l’inseguimento. Già alla seconda giornata ci sarà da fare sul serio con l’arrivo in quota al Mirador de Potredor; il traguardo è posto in vetta ad una salita di 4800 metri al 6.8% di pendenza media che ridisegnerà la graduatoria generale.

Nella terza frazione di nuovo spazio alle ruote veloci, anche se gli sprinter puri dovranno penare per giungere in testa a Juana Koslay dopo 176 km ricchi di saliscendi. Una nuova tappa decisiva sarà la quarta, con l’arrivo  all’Alto el Amago. La salita finale è decisamente selettiva, con i suoi 10.5 km al 7.2%; inoltre l’ascesa è piuttosto irregolare: si parte con un tratto pedalabile che anticipa un muro all’11%, poi ancora un frangente più facile prima del muro finale con pendenze ancora in doppia cifra che sgretoleranno definitivamente il gruppetto dei migliori.

I molti scalatori si dovranno difendere nella quinta tappa, una cronometro totalmente pianeggiante di 17.4 km interamente nelle strade della città di San Luis. Ma la frazione regina è la sesta, con il traguardo di Filo Sierras Comechingones. Questa salita inedita misura ben 16 chilometri, ed anche le pendenze sono piuttosto severe (la media è del 7.8%). Per i primi 8500 metri si ripercorrerà la strada verso il Mirador del Sol, storico traguardo della corsa argentina; in questa edizione però i corridori proseguiranno per ulteriori 7500 metri, con rampe che presentano pendenze in doppia cifra. Sicuramente non mancherà lo spettacolo.

La chiusura sarà come da tradizione a San Luis, con un circuito di 34 km da ripetere 3 volte: saranno i velocisti a mettere la parola fine sulla corsa

I favoriti

Il campione uscente Nairo Quintana è sicuramente il favorito numero 1 anche in questa edizione; il colombiano della Movistar in salita è inarrivabile per tutti, e anche a crono sa difendersi. Al suo fianco è presente Igor Anton, che in caso di forfait del leader ha le carte in regola per travestirsi da capitano. Altro nome importante è quello di Daniel Moreno (Katusha); il “gemello” di Purito Rodriguez dovrà sfruttare una delle poche occasioni in cui la squadra è al suo servizio, anche se nei 17 km contro il tempo potrebbe perdere molti secondi.

Attenzione poi a Carlos Betancur, che deve rifarsi dopo un finale di 2014 da incubo; il colombiano della Ag2r ha le doti per vincere sugli arrivi in salita, ma ci vorrà la bella copia del corridore ex Acqua&Sapone. Curiosità per la prova di Michal Kwiatkowski; l’iridato è il favoritissimo per la cronometro, ma ha sempre patito le salite lunghe che al San Luis non mancano: se arrivasse alla quinta tappa non molto distante dagli scalatori puri, diventerebbe l’osservato speciale.

Altri nomi interessanti per la maglia rossa sono quelli di Janez Brajkovic (Unitedhealthcare), Przemilsaw Niemiec (Lampre), Tom Danielson (Cannodale-Garmin), Thomas Voeckler (Eurocar) e Miguel Angel Rubiano (Colombia). Per l’Italia il volto da seguire è quello di Mattia Cattaneo, giovane scalatore della Lampre-Merida che può fare bene sulle arcigne pendenze che lo attendono.

I padroni di casa non staranno però a guardare: Sergio Godoy e Enzo Moyano sono i capitani della San Luis Somos Todos, la formazione argentina che attende questa corsa con trepidazione spesso uno dei loro atleti ha fatto l’exploit ritrovandosi a duellare con atleti ben più quotati.

Molto attesa anche la lotta per le 3 volate previste. Mark Cavendish è il favorito d’obbligo, potendo anche contare su una Etixx-Quickstep coesa, organizzata e molto ben attrezzata. Il suo principale sfidante sarà Sacha Modolo (Lampre-Merida), che proprio al San Luis nella scorsa edizione ha trovato una delle poche gioie di un 2014 costernato di problemi fisici. Grande curiosità intorno alla prova di Jakub Marecko, che è la punta di diamante della Nazionale italiana schierata dal CT Cassani; le due vittorie dell’ex Zalf alla Vuelta a Tachira hanno sorpreso tutti, e a 20 anni è già in grado di duellare con i migliori sprinter al mondo. Occhio poi a Yauheni Hutarovich (Bretagne), Leonardo Duque (Colombia) e a Nicolas Marini, altro giovane interessantissimo in forza alla Vini Fantini.

Cercheranno di indovinare l’attacco giusto alcuni uomini piuttosto importanti come Enrico Batttaglin (Italia), Filippo Pozzato (Lampre), Oscar Gatto (Androni) e Mauro Finetto (Italia), tutti atleti dotati della classe necessaria per sparigliare le carte ai velocisti.





19/01/2015

Matteo Pierucci


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