Giro d'Italia 2018
Gianluca Brambilla in esclusiva: Giro tosto ma chiuso in crescendo, Vuelta e Trek prima di pensare alla nazionale

Gianluca Brambilla in esclusiva: Giro tosto ma chiuso in crescendo, Vuelta e Trek prima di pensare alla nazionale

(foto: Bettini)

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In un Giro d’Italia ingeneroso nei confronti degli attaccanti da lontano c’è stato giocoforza poco spazio per atleti come Gianluca Brambilla. Il lombardo in forza alla Trek-Segafredo, uscito di classifica già nelle frazioni siciliane, ha cercato il colpo grosso inserendosi in maniera assidua nelle fughe, senza però trovare il bandolo della matassa. Le maglie difensive oltremodo strette del gruppo e una gamba lontana dai fasti della campagna rosa del 2016, conclusasi con un successo di tappa e due giorni da leader della generale, lo hanno costretto ad accontentarsi della 5° piazza parziale di Cervinia, con la quale ha comunque dimostrato di essere salito di colpi rispetto alla prima settimana. A ridosso della partenza della frazione conclusiva di Roma l’ex portacolori della Quick Step ha tirato le somme del suo Giro ai nostri microfoni, lasciando uno spiraglio aperto per un’eventuale convocazione per i mondiali.

 

La vittoria di tappa è mancata nonostante i numerosi tentativi. Che bilancio possiamo tracciare del tuo Giro?

“Ho concluso la corsa in crescendo e alla fine mi sento di valutare questa avventura in maniera positiva. Sono contento soprattutto per l’atteggiamento e la voglia con cui ho affrontato le ultime frazioni. Ho provato a rendere onore alla squadra fino all’ultimo, andando all’attacco in quasi tutte le giornate adatte alle mie caratteristiche”.

 

Avendola vissuta da dentro qual è stata la principale difficoltà di questa edizione della Corsa Rosa?

“Quest’anno in particolare abbiamo affrontato ogni tappa a testa bassa e anche a me è capitato più di una volta di arrivare la sera in albergo davvero vuoto di energie. Dal mio punto di vista le giornate più stressanti sono state proprio quelle di Bardonecchia e Cervinia. In entrambi i casi ho tenuto duro per rimanere il più possibile con i migliori e posso dire di aver tirato fuori ogni singola goccia dal mio serbatoio”.

 

Come proseguirà la tua stagione a livello di programmazione?

“Con il team non abbiamo ancora stabilito nel dettaglio i prossimi impegni, ma è probabile che, data la buona gamba con cui sono uscito dal Giro, tornerò molto presto ad attaccarmi un numero alla schiena. Per quel che concerne i GT invece al 90% dovrei rientrare nella selezione per la prossima Vuelta”.

 

La Vuelta potrebbe essere un trampolino ideale per conquistare il pass per il mondiale di Innsbruck. Pensi già all’eventualità di una convocazione in azzurro?

“Mi farebbe sicuramente piacere far parte della spedizione, anche perché capitano raramente dei mondiali così adatti a chi, come me, ha caratteristiche più da scalatore. Non voglio che questa possibilità diventi però un chiodo fisso per me. Prima di tutto ci tengo infatti ad ottenere dei bei risultati con la maglia della Trek-Segafredo, mentre alla nazionale ci penserò soltanto a tempo debito”.





30/05/2018

Marco Bea


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