Giro d'Italia 2019
Le voci della vigilia: Nibali, Roglic, Viviani, Jungels, Dumoulin

Le voci della vigilia: Nibali, Roglic, Viviani, Jungels, Dumoulin

(foto: Bettini)

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Alla vigilia del Giro d'Italia 2019 sono sfilati di fronte ai microfoni i protagonisti annunciati della Corsa Rosa. Nel quartier tappa di Bologna si sono presentati ai cronisti i due capitani della Deceuninck-QuickStep Elia Viviani e Bob Jungels, il beniamino di casa Vincenzo Nibali, i grandi favoriti della vigilia Roglic e Dumoulin e tanti altri campioni che a partire da domani animeranno la gara.

Elia Viviani ha detto: "Abbiamo una squadra più equilibrata rispetto allo scorso anno tra chi lavorerà per le volate e chi per le ambizioni di classifica, ma con Fabio Sabatini e Florian Sénéchal sono messo molto bene. Probabilmente solo Caleb [Ewan] e forse [Arnaud] Démare hanno una squadra completamente costruita per le volate ma credo che Fernando [Gaviria] sia il mio rivale più forte. Correre al Giro con la maglia tricolore è una extra motivazione per vincere tanto quanto l'anno scorso, anche se la competizione sembra più difficile tra i velocisti. La corsa termina nella mia città natale, Verona, e sicuramente voglio completarla. Mi piacerebbe indossare la Maglia Ciclamino sul podio finale come l'anno scorso. Questo è ciò che tiene motivato un velocista fino all'ultimo giorno".

Bob Jungels ha aggiunto: "Posso confermare che abbiamo una squadra molto equilibrata, con uno dei migliori velocisti del mondo ed io che punto ad una buona classifica fino a Verona. Con possibili sprint nei primi dieci giorni, è un percorso adatto a tutti. Ho il privilegio di essere un corridore versatile, quindi posso competere per la classifica di un grande giro dopo aver corso le Classiche. Non mi considero uno dei favoriti. Altri hanno dimostrato di essere più forti nel passato ma è una sfida che sono orgoglioso di accettare".

Vincenzo Nibali ha dichiarato: "Sono molto calmo alla vigilia di questo Giro. Come sempre ho preparato bene la gara e ho l'obiettivo di correre al meglio. Abbiamo deciso che il Giro sarà il mio obiettivo principale quest'anno. Sempre più ciclisti arrivano in Italia in grande forma anno dopo anno e rendono il Giro sempre più internazionale. È difficile nominare tutti i favoriti ma al momento Tom Dumoulin, Primoz Roglic, Mikel Landa e Simon Yates sono i miei rivali più importanti. Essendo superstizioso, non voglio dire altro, a parte che sono qui per un bel risultato. Mi manca vincere. La mia ultima vittoria è stata troppo tempo fa [la Milano-Sanremo 2018]. Alzare le braccia al cielo è la cosa più bella per un atleta". 

"Ho la sensazione di essere in buone condizioni - si è sbilanciato Tom Dumoulin - La Liegi-Bastogne-Liegi non è andata benissimo, ma penso che fosse dovuto al brutto tempo. Non so se è possibile vincere il Giro e il Tour nello stesso anno, io sono qui per vincere il Giro. Non mi aspetto nulla al momento. C'è una possibilità che prenda la Maglia Rosa già sabato se avrò le gambe giuste, ma non sto pensando a cosa fare se vincessi la crono di apertura. È una bellissima crono, adoro questo tipo di finali in salita".

Parola poi ai portacolori della AG2R La Mondiale. Prima è toccato a Alexis Vuillermoz: "Mi sono preparato bene per questa stagione e mi sono comportato bene fino alla Tirreno-Adriatico, dove sono caduto. Ora credo di essere al 90% della mia condizione. L'ultimo 10% è il più difficile da raggiungere, ma conto di essere fresco e ho tanta voglia di fare bene. Non mi concentrerò sulla Generale perché potrei avere degli alti e bassi, ma non è nel mio stile rinunciare e perdere una mezz'ora di proposito. Potrei sorprendere... Ho un grande ricordo del mio primo Giro cinque anni fa. Ero vicino ai primi 10 [11esimo] ed abbiamo vinto la classifica a squadre. Il Giro ha sempre una bellezza unica". Il suo compagno di squadra Tony Gallopin ha aggiunto: "Presto molta attenzione alla tradizione ed alla storia del mio sport. Non molti ciclisti hanno vinto una tappa in ogni grande giro. Voglio diventare uno di loro".

Il favorito numero 1 secondo i bookmakers è lo sloveno Primoz Roglic che è apparso piuttosto fiducioso: “Abbiamo iniziato la stagione andando davvero forte, sia io che tutta la squadra. Dopo la Tirreno-Adriatico abbiamo avuto un duro ritiro d’allenamento e corso il Giro di Romandia. È stata una buona preparazione ma il Giro sarà una gara completamente diversa. Non ho dovuto nascondermi in quella corsa. Ogni gara che inizio la corro per vincere. Il Giro sembra duro sulla carta. Ho fatto la ricognizione delle tappe principali di montagna. Posso fare bene su tutti i terreni. Sento più pressione rispetto al mio primo Giro di tre anni fa ma è normale. Sarà molto importante divertirsi in corsa, altrimenti una gara di tre settimane diventa troppo lunga e troppo dura per tutti”. Il passista Jos van Emden gregario dello sloveno ha aggiunto: “Abbiamo un obiettivo: vincere il Giro. È un obiettivo più grande di quello che potrei avere personalmente, ovvero vincere le prove contro il tempo. La cronometro di apertura poi è troppo dura per le mie caratteristiche”.

Attesa per il ritorno al Giro di Arnaud Démare il quale ha dichiarato: “Mi aspettavo di più dalle Classiche, sono stato il primo ad essere rimasto deluso. Vengo al Giro con il desiderio di alzare le braccia al cielo… sono pronto per la mia personale rivincita. Ho scelto di correre il Giro perché il percorso mi si addice di più rispetto al Tour de France di quest’anno, più adatto alle ambizioni di classifica generale di Pinot. Abbiamo una squadra orientata allo sprint e vogliamo vincere più tappe possibili, tenendo presente che qui il livello dei velocisti è molto alto”.

Fra i rivali del francese anche Caleb Ewan, queste le sue parole: “Penso che ci saranno cinque o sei opportunità per le volate, non molte ma abbastanza. La mia integrazione alla Lotto Soudal è stata buona finora. Mi è mancato solo l’ultimo elemento del treno, Jasper De Buyst, che è caduto alla prima tappa della Parigi-Nizza e non era ancora in grado di aiutarmi in Turchia. Ci vuole tempo prima che un velocista ed il suo ultimo uomo lavorino al meglio, e cominciare al Giro non è certo l’ideale ma va bene così. Provo un po’ più di pressione rispetto al passato essendo al mio primo grande giro con la Lotto Soudal, ma preferisco sentire la pressione e una squadra che mi consideri il capitano piuttosto che il contrario”. Fra i suoi compagni anche Victor Campenaerts che ha aggiunto: “Non ho fatto una preparazione specifica per il Giro. Il record dell’ora era l’obiettivo principale. L’allenamento in quota mi ha messo in buona forma e spero di avere ancora delle buone gambe. La cronometro di Verona sembra la miglior tappa sulla carta per me. Sabato posso ottenere un buon risultato ma sarà difficile battere Roglic e Dumoulin. Nel prologo non ci saranno benefici da un eventuale cambio di bici prima dell’ultima salita. Tutto ciò di cui ho bisogno è un rapporto più agile”.

Per il Team INEOS ha preso la parola uno dei tanti giovani schierati, Tao Geoghegan Hart: “Il Tour of the Alps mi ha dato sicurezza. Pavel Sivakov ed io ci siamo goduti la gara. Era la nostra prima volta al centro dell’attenzione con cerimonie sul podio e conferenze stampa, non eravamo abituati ad arrivare all’hotel un’ora dopo i nostri compagni di squadra. Il Team Sky era famoso per le corse a tappe. Abbiamo vinto la nostra ultima gara come Team Sky e abbiamo anche vinto la prima gara come Team Ineos con Chris [Lawless] e Eddie [Dunbar] non lontano da lui in generale. È stato molto strano sentire la notizia di Egan Bernal, ero in sella con lui la mattina quel giorno. È stato uno shock per tutti coloro che hanno lavorato con l’obiettivo di supportarlo per mesi. Questo sport è davvero brutale, ma un grande giro offre molte opportunità rispetto a qualsiasi altra corsa. Egan tornerà presto, ora tocca a noi di Ineos rendere questo Giro speciale. Stiamo portando molta energia ed entusiasmo in questa corsa correndo da squadra giovane”.

Parola a un altro forte candidato al podio finale, il colombiano Miguel Angel Lopez: “Abbiamo preparato un calendario di avvicinamento molto dettagliato con la squadra. Ho corso in Colombia, poi in Europa alla Parigi-Nizza ed alla Volta Catalunya. Abbiamo una squadra piuttosto forte qui, spero che saremo al 100%. Non ho provato tutte le tappe, solo le crono e alcune montagne della terza settimana, quelle decisive. Se perdessi più di due minuti da Tom Dumoulin e Primoz Roglic in totale nelle tappe contro il tempo si complicherebbero le cose, ma non penso che andrà male perché non sono interamente piatte”.

Simon Yates ha detto: "Nessuno sa davvero come sarà il meteo sabato, è solo una previsione. Di solito voglio conoscere il tempo dei miei avversari, quindi partirò come da piano originale, ultimo dal mio team. Non cambierò la bici prima alla salita. Ci sono molti favoriti per il Giro, credo di essere in ottima forma e sono fiducioso nel poter vincere; ho fiducia nelle mie capacità. Ho dedicato gli ultimi dodici mesi a questa gara ora. So che le prove a cronometro renderanno il mio compito più difficile avendo avversari come Dumoulin e Roglic ma ho vinto l'ultima cronometro che ho fatto [alla Parigi-Nizza]. Vedremo cosa succederà già alla prima tappa". Sempre in casa Mitchelton, Esteban Chaves ha aggiunto: "Simon ha vinto La Vuelta e quello che ha fatto al Giro l'anno scorso è stato incredibile. Ha dimostrato di essere un grande campione e sono qui per dare tutto per aiutarlo a vincere la Classifica Generale".

Mikel Landa ha dichiarato: "Ho sempre adorato il Giro ed è bello essere qui con una squadra forte e con molta fiducia. È un'opportunità unica per me. Le brutte esperienze che ho avuto in passato mi hanno insegnato molto. Credo di avere la stessa buona condizione di quando ho fatto podio nel 2015. Sono uno dei tanti favoriti". Il suo Team Manager Eusebio Unzue ha aggiunto: "Non ho mai visto Mikel in così grande forma come oggi alla partenza al Giro. Ho solo paura della sfortuna, è quello che ha condizionato le sue prestazioni in passato".





10/05/2019

Matteo Pierucci


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