Mondiale Innsbruck 2018
Camilla Alessio in esclusiva: l'argento di Innsbruck mi ripaga di tanti sacrifici, in futuro vorrei proseguire anche con gli studi

Camilla Alessio in esclusiva: l'argento di Innsbruck mi ripaga di tanti sacrifici, in futuro vorrei proseguire anche con gli studi

(foto: Bettini)

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A regalarci il metallo più nobile al mondiale di Innsbruck 2018 è stata la Junior padovana Camilla Alessio, argento nella prova a cronometro di categoria. L’atleta classe 2001, in forza al Team Lady Zuliani, ha stupito le più quotate avversarie e gli addetti ai lavori, rimanendo al comando, dopo essere scattata per seconda dai blocchi di partenza di Wattens, per quasi tutta la durata della gara. Soltanto l’olandese Rozemarijn Ammerlaan ha saputo fare meglio della nostra portacolori, che a conti fatti ha mancato l’oro per appena 7’’. La giovanissima azzurra, 7° poi nella corsa in linea, ci ha parlato in esclusiva della sua medaglia e della sua esperienza iridata, palesando una maturità ed una consapevolezza non comuni per una ragazza della sua età.

 

Ciao Camilla e complimenti per la bella medaglia. In questi giorni hai avuto modo di realizzare l’importanza del tuo risultato, anche a livello personale?

“Questo podio mi ha davvero cambiato la stagione, ripagandomi dei tanti sacrifici degli scorsi mesi. Nell’ultimo periodo mi sono spesso portata dietro un senso di insoddisfazione, visto che in gara non riuscivo mai a raccogliere i risultati sperati, pur faticando molto in allenamento. Per fortuna quella gioia che cercavo da tanto è arrivata, anche un po’ a sorpresa, nell’ultimo impegno di questo 2018. Non c’è giorno in cui non mi capiti di ripensare alla mia medaglia, sempre con grande orgoglio”.

 

Che accoglienza hai ricevuto al tuo ritorno in Italia?

“Una volta a casa i miei genitori hanno dato una grandissima festa, alla quale hanno partecipato pure i miei compagni di classe e i miei professori. Alcuni di loro non sapevano che facessi ciclismo a così alti livelli e, dopo avermi seguito in tv, mi hanno detto di essere rimasti molto colpiti di quanto possa essere difficile ed appassionante questo sport. Tante persone intorno a me si sono rese davvero conto di cosa significhi praticare una simile attività e sono molto contenta anche per questo motivo”.

 

Sette secondi sono davvero un’inezia in una prova a contro le lancette come quella di lunedì scorso. C’è addirittura qualche rimpianto per l’oro sfiorato?

“Rivedendo la mia prova mi è capitato di riflettere soprattutto sulla partenza, che è avvenuta con la strada bagnata. Il terreno era talmente scivoloso che sono dovuta rimanere seduta in avvio, mentre l’olandese ha potuto affrontare anche le primissime curve in piena spinta. La differenza tra di noi è stata scavata proprio nelle fasi iniziali, visto che tra l’intermedio ed il traguardo, a parità di condizioni climatiche, le ho rosicchiato 3’’. Sono consapevole però che i se ed i ma non contano nulla ed il secondo posto rappresenta comunque un risultato straordinario per me”.

 

Dopo questa medaglia pensi che affronterai la tua seconda stagione da Junior con più fiducia e con più certezze?

“Quest’anno ho imparato che bisogna dosare bene i carichi di lavoro e anche in futuro non intendo farmi condizionare troppo da quanto ottenuto al mondiale. Tanti atleti nelle categorie giovanili tendono a strafare o a cambiare atteggiamento dopo un risultato importante, mentre io voglio continuare a crescere in maniera graduale e naturale, ragionando come se non fosse successo nulla. È ovvio tuttavia che il pensiero di questo argento mi aiuterà molto ad andare avanti, specie nei momenti di difficoltà”.

 

Nella gara in linea come nazionale avete offerto una prestazione di gruppo davvero valida, senza però salire sul podio. C’è più amarezza per il quarto posto finale od orgoglio per il modo in cui avete condotto la corsa?

“A livello personale mi sono presentata al via senza particolare ambizioni. Io e Matilde Vitillo, essendo entrambe al primo anno, avevamo come obiettivo principale quello di fare esperienza e di aiutare le compagne più esperte. Dal mio punto di vista penso di aver svolto al meglio il mio compito e non ho alcun tipo di rammarico. In queste gare si corre per l’Italia e sono convinta di aver fatto del mio meglio per onorare la maglia azzurra”.

 

Hai lasciato intendere di voler proseguire in futuro anche con gli studi e di mantenere anche un piano alternativo a quello del ciclismo. Speri quindi di poter fare strada anche al di fuori del mondo dello sport?

“In tutta onestà al momento la scuola è la mia priorità. Adesso frequento il liceo scientifico a Cittadella ed per il futuro ho già in programma di iscrivermi all’università, indipendentemente dalla possibilità o meno di diventare un’atleta professionista. Devo ammettere che le mie energie sono concentrate quasi di più sullo studio che sulla bici, in attesa di capire come potrà evolversi la mia carriera”.





02/10/2018

Marco Bea


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