Parole a pedali
Parole a pedali. Sul mondo con il giocattolo di Gaia Tormena

Parole a pedali. Sul mondo con il giocattolo di Gaia Tormena
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Tra capitomboli e comodità, sfide e divertimento, sogni realizzati e desideri chiusi nel cassetto, la bicicletta crea legami indissolubili e richiede dedizione, impegno e sacrificio, presupponendo ritmi stretti che a 17 anni devono pedalare insieme allo studio.

Se non facessi questo sport potrei andare forse anche meglio, però ad ora sono stata in grado di conciliarli abbastanza. La scuola è al primo posto! Mi è capitato di saltare degli allenamenti per studiare.” - È con orgoglio che la valdostana Gaia Tormena parla del suo terzo anno di liceo linguistico terminato con una media finale superiore all’8.  Risultato che stupisce piacevolmente in mezzo alla lunga serie di altri meriti sportivi che l’hanno proclamata regina indiscussa dell’Eliminator.

Il 2019, infatti, l’ha vista esordire in azzurro, conquistare vittorie in coppa del mondo, dominare prima l’Italia, poi l’Europa e ancora il mondo.

“La rivelazione del 2019”. Così è stata definita la sprintosa portacolori del G.S. Lupi Valle D’Aosta che, partita dalla sua valle è salita sul tetto più alto di una disciplina della mountain bike che le sta stretta, pur calzandole a pennello ed è, trasudando tutte le emozioni della sua scalata magica, che commenta: “Diciamo che è stata una stagione inaspettata per me e per tutti quelli che mi seguono!”.

 

 

Qual è la prima cosa che hai pensato quando hai indossato la maglia iridata?

“Sul palco delle premiazioni la mia reazione è stata un "Wow!" detto ad alta voce e chi era lì con me sul palco potrebbe confermare.

Mi sono detta: "È davvero quella che ho sempre visto sui giornali e in foto! È proprio bella!"”

 

Che vista c'è dal tetto più alto del mondo e cosa c'è dietro a questo sogno realizzato?

“Credo sia la stessa vista che avevo prima di questo grande successo, mi da solo più sicurezze in me stessa. La strada è stata dura e in salita. Ho fatto molti sacrifici per arrivare fin qua. Adesso la strada continuerà a salire perché confermarsi è sempre difficile, però vedo un possibile futuro rigoglioso e quindi da dopo questi risultati sono ancora più spronata ad impegnarmi per fare bene. Tutto ciò accompagnato da molta, moltissima passione per questo sport senza la quale non avrei motivo di farmi il mazzo tutti i giorni!

Dietro questo successo posso dire che c'è un grande lavoro di squadra della quale fanno parte anche i miei genitori, il mio allenatore e i miei amici.”

 

Passione. Qualcuno la definisce l'essenza della vita... sei d'accordo?

“Totalmente d'accordo, è ciò che ci fa venir voglia di impegnarci in qualsiasi cosa.”

 

La tua passione per la bici com'è nata e com'è diventata così grande?

“Ho iniziato ad andare in bici da piccolissima. Sono entrata nella mia prima squadra all'età di 4 anni e mezzo. Ho iniziato quasi subito a far le gare e andavo molto bene! È nata come una mia passione, non ho nessun ciclista in famiglia. Una volta scoperta mi ci sono innamorata e non l'ho mai più abbandonata. Con il passare degli anni ho iniziato ad impegnarmi sempre di più, il livello delle gare ha iniziato ad alzarsi ed ero sempre più curiosa di sapere cosa ci fosse oltre. Dal regionale sono passata al nazionale e da quest'anno alla coppa del mondo/mondiali. Ora mancherebbero le olimpiadi, peccato che l'Eliminator non sia ancora una disciplina olimpica!!

Ho provato anche molti altri sport, ma nessuno mi ha mai appassionato come la bici.

Bici fuoristrada, perché la bici da strada l'ho provata facendo qualche garetta, ma non mi è piaciuto molto... Un po' monotona per i miei gusti. Mi piace seguirla, ma non troppo praticarla a livello agonistico.

Dedico alla bicicletta abbastanza tempo perché è una delle cose che amo di più! Di puro allenamento sono meno di 2 ore al giorno in media, ma non c'è solo quello. La uso anche come mezzo di trasporto (anche se ho la moto, spesso preferisco la bici) e come giocattolo per divertirmi! Oltre al ciclismo c'è lo studio a cui dedico parecchio tempo e qualche festa con gli amici quando gli impegni lo permettono!

 

Ma la moto?

“Ho un motard beta tutto nero con adesivi bianchi catarinfrangenti!

Io abito ad Aosta collina, circa a 1000 m.s.l.m. e a una decina di chilometri dal centro città. La moto è un modo per raggiungerlo in fretta, senza dovermi fare la salita per tornare a casa in bici. Per quanto riguarda il tipo di moto non ho mai amato gli scooter, soprattutto esteticamente. Abbiamo trovato questo in occasione ed è stato un colpo di fulmine! Mi piacciono anche i motori oltre alle bici! Non me ne intendo molto, ma salire su una macchina sportiva o su una moto da strada ha sempre il suo fascino!!”

 

Cosa ti piace della mountain bike e perché ti dedichi all'eliminator? Ci spieghi di cosa si tratta?

“La mountain bike ti permette di stare a stretto contatto con la natura e non c'è bisogno di una vera e propria strada asfaltata per allenarsi/divertirsi. Sono molto legata alla mia valle. Partire da casa e poter andare e tornare in bici ad un rifugio di montagna credo sia impagabile! Allenarsi su sentieri di montagna e incontrare scoiattoli ed altri animali pure! Mi ritengo davvero mooolto fortunata ad essere nata in un posto del genere.

L'Eliminator mi piace perché è una specialità che si addice benissimo alle mie capacità. Sono una sprinter e sono anche brava a guidare il mezzo. Io e la bici siamo un pezzo unico!

Il cross country eliminator è una disciplina sprint della mountain bike. Si sviluppa su un tracciato che può essere su terreno naturale o nel centro città lungo tra i 500 e gli 800 metri. La gara inizia con le fasi di qualifica a cronometro da effettuare singolarmente sulla distanza di un giro. I migliori 16 tempi femminili e i primi 32 tempi maschili passano alla fase successiva, le batterie ad eliminazione che solitamente si sviluppano su 2 giri del percorso se quest'ultimo è abbastanza corto. Per quanto riguarda le donne si parte dai quarti di finale, per gli uomini, dagli ottavi. Le batterie sono da 4 componenti, i primi due che passano l'arrivo vanno avanti, gli altri due sono eliminati. Arrivati alla fine delle semifinali si formano la finale A (o big final) valida per il 1°->4° posto, e la finale B (o small final) valida per il 5°->8° posto. Questo è l'XCE!”

 

C'è un ricordo particolare dei tuoi anni in sella che non dimenticherai mai?

“Si, molti! Uno a cui però penso spesso sono le cadute nel bosco sopra casa. Da piccola amavo andare a fare tecnica da sola, facevo le impennate, i salti, gli slalom, e molto spesso mi capitava di cadere, prendere delle botte e rialzarmi ridendo!!

Oppure ricordo con piacere le gite in compagnia in montagna, nella nostra fantastica valle d'Aosta! Scena divertentissima.”

 

Il sogno nel cassetto che ti andrebbe di condividere con noi?

“Beh, che l'Eliminator diventasse disciplina olimpica! Sarebbe fantastico. Se questo non dovesse succedere, mi impegnerò al massimo per cercare di raggiungere la qualificazione a quest'evento nel cross country anche se la vedo molto difficile come cosa. Fino a prova contraria, però, crederci non costa nulla, basta vedere la gara di giovedì, era un sogno che vedevo ancora lontano eppure ce l'ho fatta! Mai dire mai.”

 

 

 

“Vorrei ringraziare la mia squadra (G.S. Lupi Valle d'Aosta), la mia famiglia, il mio allenatore Paolo Riva, tutti i miei amici che mi sostengono e mi accompagnano durante gli allenamenti e tutti coloro che in questo periodo mi sono stati accanto anche solo con un messaggio. Sono tutti fondamentali per me!!!”





30/08/2019

Ilenia Milanese


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