Vuelta a Espana 2019
Domani scatta la Vuelta a Espana: le voci degli uomini di classifica

Domani scatta la Vuelta a Espana: le voci degli uomini di classifica
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Poco più di ventiquattro ore e l'attesa sarà finita. Scatterà infatti domani sera, alle ore diciannove, la settantaquattresima edizione della Vuelta a Espana. Ad inaugurare la gara che assegna la prestigiosa maglia rossa, la "roja" per tutti gli spagnoli, sarà una cronometro a squadre di 13.4 chilometri in quel di Salinas de Torrevieja. Da sabato 24 agosto a domenica 15 settembre saranno 21 frazioni e 3272,2 chilometri di passione e spettacolo: tra pomeriggi caldissimi e asperità dalle pendenze arcigne. Veri e propri elementi qualificatori della corsa ispanica. I giorni che precedono la partenza di un Grande Giro hanno rituali ben precisi: nel tardo pomeriggio di ieri la presentazione dei team, tra ieri e oggi le conferenze stampa delle varie squadre.

In questa ottica redazione di Diretta Ciclismo vi propone qui di seguito una selezione di voci di uomini di classifica e atleti che potrebbero ben figurare: Primoz Roglic (Jumbo Visma), Nairo Quintana e Alejandro Valverde (Movistar), Miguel Angel Lopez e Jakob Fuglsang (Astana), Fabio Aru (Uae Team Emirates), Rigoberto Uran (Education First Drapac) e Esteban Chaves (Mitchelton Scott). 

Primoz Roglic (Jumbo Visma): "So che molti mi considerano il favorito, in realtà non so se lo sono davvero. Una cosa è certa: arrivo qui bene e non guardo ai rivali. Penso solo a me stesso e ho una grande squadra, io conto su di loro e sono sicuro che non mi deluderanno dando il massimo. È stato un peccato non andare al Tour, lo so benissimo. Però bisogna fare delle scelte: per garantire prestazioni di alto livello in quella gara devi essere molto ben preparato e non ero proprio nelle migliori condizioni dopo aver concluso il Giro d'Italia. La mia scelta è dipesa solo edvesclusivamente da questo fatto. In ogni caso quello è passato ora bisogna guardare al presente e il presente è la Vuelta a Espana. Quindi spero solo di essere al mio miglior livello in questo momento per la Vuelta. La strada me lo dirà presto". 

Nairo Quintana (Movistar): "Naturalmente ci sono ambizioni da podio, sarebbe inutile nasconderlo. Sono venuto a lottare per questo traguardo. Lo dico lucidamente: se non fossi stato pronto non sarei venuto. Sto bene, mi sento in forma e voglio chiudere questo periodo in Movistar nelle migliori condizioni. Ad affiancarmi ho davvero una buona squadra, come sempre del resto, e insieme a Valverde speriamo di giocarci al meglio le nostre carte, le nostre possibilità. Tutto dipenderà dalle risposte che mi darà il mio corpo. In fondo a contare sono sempre le gambe. Spero di essermi ripreso bene dopo il Tour. Il favorito è per tutti Roglic. Primoz un corridore completo, senza dubbi superiore nelle prove a cronometro. Questo non deve intimorirci o farci sentire sconfitti, al contrario deve solo spingerci a trovare un modo per contrastarlo: la cronometro è lunga e io cercherò di difendermi come meglio posso. Per l'America Latina vincere la Vuelta sarebbe un altro sogno realizzato" 

Alejandro Valverde: (Movistar): "Sarebbe molto bello vincere qualche tappa e indossare la maglia rossa, sarebbe un onore per me, però dobbiamo vedere cosa accadrà nella cronosquadre. Siamo una squadra battagliera, non ci arrendiamo e daremo sempre il massimo. Quest’anno sono concentrato sulla Vuelta, l’anno scorso era diverso perché pensavo soprattutto al mondiale. Quest’anno è un percorso duro, ma c’è un ventaglio di favoriti molto più ampio e lo ritengo più difficile. Ora devo pensare alla Vuelta e farlo nel miglior modo possibile. Non credo di poter vincere la classifica finale. In un grande giro devi tenere per ventuno giorni, sto molto bene ma non credo di essere a quel livello adesso. Arriviamo qui con un leader come Nairo Quintana e poi vedremo come andrà. Non mi tiro fuori, per il momento credo che proverò a restare davanti. Carapaz doveva essere uno dei leader ed è chiaro che la sua assenza cambierà l’approccio della squadra. La Vuelta è caratterizzata da molte tappe piene di sorprese e di insidie. Non ci si può distrarre nemmeno un giorno e anche se le tappe di montagna sono quelle che potrebbero far segnare le maggiori differenze, ci saranno altri giorni molto duri". 

Miguel Angel Lopez (Astana): "Nonostante manchino alcuni nomi importanti il gruppo partenti di questa Vuelta è di assoluto valori, tanti nomi e tante qualità diverse. Ci saranno più opzioni, varie interpretazioni di gara ma, proprio per questo, grandi possibilità. Mi auguro di migliorare i risultati dello scorso anno. Nei pronostici sono avanti, è normale. Io però voglio restare con i piedi per terra: andiamo avanti con calma e vediamo dove possiamo arrivare. A mio avviso la cronometro di Pau sarà un punto importante di questa corsa. Spero di non perdere troppo tempo. Da lì arriveranno le montagne, ci saranno tappe con più di 4000 metri di dislivello e alcuni arrivi oltre i 2000 metri. Credo possa esserci terreno per giocare le nostre carte. In squadra siamo molto contenti per il ritorno di Jakob (Fuglsang): è un uomo di grande esperienza, con un gran potenziale. Un sogno? Secondo me sarebbe qualcosa di eccezionale se tre ciclisti latinoamericani vincessero Giro d'Italia, Tour de France e Vuelta a Espana. Sarebbe qualcosa di impressionante poter fare qualcosa di simile a quello che hanno fatto i britannici la scorsa stagione vincendo i tre Grandi Giri con Froome, Thomas e Simon Yates". 

Jakob Fuglsang (Astana): "Sosterrò la squadra e proverò a vincere una tappa. Sarebbe molto bello per me. Sarà necessario vedere come starò in corsa. Ad essere sincero non ho davvero guardato il percorso. La Vuelta è sempre molto dura, con percorsi impegnativi. Sarà difficile e ci saranno opportunità anche per me. Ho dovuto trascorrere più di una settimana senza una bicicletta prima di tornare. Non è stato facile riprendere, la motivazione non è la stessa. Abbiamo avuto dei bei giorni di allenamento prima di arrivare qui, vedremo. Non sono al top della condizione. Spero di essere abbastanza bravo da aiutare la squadra, trovare le mie gambe nel corso della Vuelta e finire forte. Dopo la Vuelta rimarranno comunque grandi obiettivi da inseguire. Questa è la prima volta che Miguel e io partecipiamo insieme a un Grande Giro. Vedremo come andrà ma sono sicuro che andrà bene".

Fabio Aru (Uae Team Emirates): "Il Tour è andato molto meglio di quanto tutti ci potevamo aspettare: speriamo che qui alla Vuelta vada ancora meglio. Arrivo qua in una buona condizione, posso fare bene ma non so quanto bene. C’è il terreno e la strada per dimostrare quello che sono. Visto come si erano messe le cose a inizio stagione con l’infortunio, sembrava fosse già un miracolo essere qua. Invece ho già disputato il Giro di Svizzera e il Tour de France quindi mi sono potuto presentare qui in Spagna con qualche gara nelle gambe. Un passo importante. È stata una stagione particolare. Quello che voglio, e per cui sto lottando, è tornare ai miei livelli, ai livelli che mi competono. Chissà che non possa dimostrarlo già qui. Difficile dirlo. Prima o poi sono sicuro che ci riuscirò. Pogacar? Sicuramente è un atleta di grandissimo talento e di grandissimo valore. È molto giovane, sarà per lui una gara in cui fare esperienza. Se potrò dargli qualche consiglio, lo farò ben volentieri. Ci sarà da divertirsi anche per lui". 

Rigoberto Uran (Education First Drapac): "La Vuelta è una bellissima gara. Ho vinto delle tappe qui ma non sono mai salito sul podio. Questa è una grande motivazione. Quest’anno è stato un poco insolito. Ho fatto pochissimi giorni di gare e mi sono sentito bene al Tour, quindi vedo una grande opportunità qui alla Vuelta, specialmente con il team forte che avremo in gara." 

Esteban Chaves (Mitchelton Scott): "Vorrei davvero riuscire a brillare in questa corsa. Il mio dovere è affrontare tutto giorno dopo giorno, con tenacia e tranquillità. Alla Vuelta ci sono sempre sorprese ed è questo che rende la corsa divertente. Per me correre qui è più semplice che mai: io amo la Spagna. Dobbiamo approfittare della vita da ciclisti, a volte dimentichiamo che stiamo vivendo il nostro sogno".





23/08/2019

Stefano Zago


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