Ciclocross 2019/20
Iserbyt disarciona Aerts nella singolar tenzone di Nommay, successo pesante della Worst tra le donne

Iserbyt disarciona Aerts nella singolar tenzone di Nommay, successo pesante della Worst tra le donne
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In questo primo scorcio di 2020 di ciclocross mancava un vero duello corpo a corpo, ma domenica in Francia i patiti del genere sono stati decisamente accontentati. A Nommay, per l’8° e penultima tappa di Coppa del Mondo, abbiamo infatti assistito ad una sorta di redde rationem tra Toon Aerts ed Eli Iserbyt, che hanno approfittato dell’assenza di sua maestà Mathieu Van der Poel, in pausa preparatoria in vista dell’ultimo concerto a tinte iridate della stagione, per un avvincente e prolungato braccio di ferro. Dallo scambio di colpi a viso aperto ne è uscito vincitore lo scricciolo di Kortrijk, bravo a stringere i denti, specie sul piano psicologico, dopo essere finito all’angolo in un paio di frangenti e a rifilare quindi uno schiaffo morale al suo omologo nelle gerarchie della nazionale belga per il mondiale del primo weekend di febbraio. La manche transalpina del massimo circuito internazionale ci ha fornito anche altri segnali e conferme in chiave Dubendorf, a partire dal consueto dominio orange in campo femminile, che abbiamo analizzato in compagnia di Luca Bramati, con un occhio di riguardo sulle prospettive degli azzurri.

 

Giusto mix di forza e tecnica nel circuito di Nommay, intervallato da strappi brevi quanto arcigni e reso ancor più insidioso dal disgelo, sopraggiunto nella tarda mattinata a smontare, specie in alcuni punti, un fondo altrimenti abbastanza compatto. Senza Mathieu Van der Poel vige incertezza su chi possa prendere il controllo delle operazioni, ma ogni dubbio sulla conformazione della corsa viene fugato in pochi minuti. Nel 2° giro, dopo una breve sortita in avvio di Thijs Aerts, è infatti Eli Iserbyt a dare una scossa al ritmo, trovando però una ferrea opposizione in Toon Aerts, che rilancia con gli interessi con un paio di frustate delle sue. Questo botta e risposta provoca una netta spaccatura tra la coppia al comando ed il drappello alle loro spalle, il cui focus inizia presto ad indirizzarsi verso il 3° gradino del podio. Davanti Iserbyt accetta infatti il guanto di sfida, dimostrandosi per un paio di tornate più reattivo del rivale sul viscoso terreno di gara. L’inerzia torna però ad essere a favore di Aerts nel 6° giro, quando il leader di Coppa piazza una fiammata violenta, che gli permette di guadagnare un vantaggio massimo di 11’’ sul compagno di avventura. Nonostante la legnata subita Iserbyt non si scompone però e, dopo aver superato il momento critico, torna a mettere nel mirino il battistrada, anche grazie ad una leggera flessione di quest’ultimo. Il tentativo di fuga di Aerts, forse troppo sicuro di aver chiuso la partita, si infrange nella 9° e penultima tornata di fronte alla perseveranza dell’alfiere della Pauwels Sauzen, che non esita, appena rientrato, a dare un chiaro segnale di presenza, piazzando un allungo in faccia all’atleta di Mol. Aerts è però duro a morire e, dopo un mezzo giro sulla difensiva, gioca il suo all-in poco dopo il suono della campana, scavando un solco all’apparenza decisivo. Iserbyt tira però fuori un rantolo di energie sufficiente non solo per rifarsi nuovamente sotto, ma anche per completare il definitivo controsorpasso, su un dosso ad un paio di curve dalla retta d’arrivo. Lo scricciolo di Kortijk c’entra quindi un successo pesante a livello di consapevolezza, spezzando tra l’altro un digiuno che durava dal 1° novembre, mentre Aerts si consola con la leadership ormai blindata in Coppa del Mondo, difendibile con una semplice top 10 nell’ultima manche di Hoogerheide anche in caso di vittoria dello stesso Iserbyt. Il gradino più basso del podio di giornata è invece appannaggio di Laurens Sweeck, destinato non a caso ad essere il terzo in comando del Belgio anche tra due settimane a Dubendorf, dove la nazionale di Sven Vanthourenhout potrà contare anche su un jolly del calibro di Wout Van Aert.

 

Eli Iserbyt festeggia sul traguardo di Nommay il suo 8° successo stagionale. Con 4 tappe vinte il classe 1997 belga è stato fino ad ora l’unico, insieme a Mathieu Van der Poel, a timbrare il cartellino in questa edizione della Coppa del Mondo. (foto UCI Cyclocross)

 

 

In ottica mondiale si prevede grande abbondanza, tra le donne, soprattutto per la selezione olandese, con Annemarie Worst e Ceylin Del Carmen Alvarado, rispettivamente 1° e 2° sul traguardo di Nommay, che hanno confermato di avere qualcosa in più rispetto alle rivali. In una gara piuttosto tattica ed equilibrata, risoltasi infatti solo allo sprint, le due leader del movimento neerlandese sono tuttavia state impensierite sia dalla veterana statunitense Katherine Compton, rimasta sulle loro code sino alla retta d’arrivo e coraggiosa nel tentare anche un attacco a sorpresa nel finale, che dalla giovane padrona di casa Marion Norbert Riberolle, estromessa dalla lotta per la vittoria nel 4° giro per via della rottura del cambio. In classifica tutto rimandato a domenica prossima per il round conclusivo di Hoogerheide, dove la Alvarado non potrà permettersi il minimo passo falso per difendere i suoi 5 punti di vantaggio sulla stessa Worst, che con un nuovo successo farebbe suo il challenge al di là di qualsiasi risultato della rivale.

 

Il podio della prova femminile di Nommay: da sinistra a destra Ceylin Del Carmen Alvarado, Annemarie Worst e Katherine Compton. (foto UCI Cyclocross)

 

 

I temi agonistici emersi in Francia hanno fatto da spunto di partenza per un’interessante conversazione di ciclocross che abbiamo intrattenuto questa settimana con Luca Bramati, voce tecnica della Rai nelle varie manche di Coppa del Mondo. L’ex corridore lombardo, bandiera del nostro movimento negli anni ’90, ha tratto con noi le sue valutazioni su quanto visto nella gara regina di domenica, anche in funzione del mondiale: “Senza Van der Poel le gare possono risultare più combattute, ma manca però quel tipo di divertimento che solo lui sa offrire. Dal mio punto di vista commentare o seguire una sua prova dal vivo ti regala delle sensazioni uniche, perché riesce a fare delle cose quasi impensabili in sella. Si tratta senza dubbio di uno spettacolo diverso da quello di Nommay, dove abbiamo comunque assistito ad una bella battaglia tra due ottimi atleti, ma non per questo meno entusiasmante. Personalità come Van der Poel o lo stesso Van Aert sono davvero fuori dall’ordinario e non è un caso se, in Belgio, basta la loro semplice presenza per triplicare il numero degli spettatori paganti rispetto alla media, come accaduto ad esempio a Loenhout a fine dicembre. Non sottovaluterei comunque la crescita di Aerts. Nonostante l’infortunio alle costole si è riproposto in fretta su livelli importanti e credo abbia ancora margine per arrivare a Dubendorf con una condizione simile a quella di Namur, dove ha dimostrato di poter dare fastidio al fenomeno. Al mondiale ti giochi tutto in un giorno e le sorprese sono sempre dietro l’angolo, sebbene Van der Poel rimanga l’indiscutibile favorito. Per il Belgio invece immagino che saranno proprio Aerts e Iserbyt le punte, anche perché Van Aert e Sweeck, per differenti ragioni, offrono meno garanzie”. Il due volte bronzo iridato si è poi soffermato su quelle che, a Dubendorf, saranno le gerarchie delle restanti categorie, soffermandosi anche sulle chance di risultato della spedizione azzurra e, in particolare, di Eva Lechner, con la quale collabora da diverse stagioni come preparatore: “Tra le donne Elite sarà difficile inserirsi tra le olandesi, che sono state assolute protagoniste anche a Nommay, su un terreno che, per via del ghiaccio andato man mano sciogliendosi, potrebbe essere molto simile a quello di Dubendorf. Domenica si è affacciata davanti anche l’Under 23 francese Norbert Riberolle, che mi ha colpito molto per il suo stile di guida su questo tipo di fango. Giudico positiva anche la prestazione della Lechner, che ha vissuto una settimana un po’ travagliata per via di un’influenza. Non essendo sicura della sua gamba ha preferito spingere in maniera un po’ più controllata, altrimenti penso che avrebbe raccolto qualcosa di più del 9° posto. Per continuità di rendimento e capacità di interpretare i circuiti ghiacciati Eva è un po’ il faro della nostra nazionale e sono convinto che non tradirà le attese anche al mondiale. Per il resto sono curioso di vedere come si comporterà la Baroni, che potrebbe essere da top 5 tra le Under 23. Nella stessa categoria al maschile abbiamo invece una carta da podio come Dorigoni. A Nommay ha avuto una pessima giornata, ma in condizioni normali ha tutto le carte in regola per competere ad armi pari con i migliori pari età”.

 

Jakob Dorigoni in azione sul tracciato di Nommay. Nonostante la prestazione deludente in Francia il bolzanino rimane una delle punte più attese della nostra nazionale per il mondiale. (foto UCI Cyclocross)

 

 

Le prove Junior iridate saranno invece un battesimo di fuoco per Filippo Agostinacchio e Lucia Bramati, figlia di Luca, che hanno vissuto il loro inverno di esordio sulle scene internazionale proprio con la maglia della ASD Team Bramati. L’ex vincitore della Coppa del Mondo e del Superprestige ha così descritto le prospettive e lo spirito con cui i suoi due ragazzi dovranno approcciarsi alla manifestazione: “Il loro intento deve essere innanzitutto quello di fare esperienza. Con Lucia abbiamo impostato la stagione per essere al meglio per il tricolore di categoria e l’obiettivo è stato centrato alla perfezione. Per il mondiale si ragionerà più in termini di risultato il prossimo anno e tutto quello che arriverà a Dubendorf sarà di guadagnato. Filippo dal canto suo ha dei mezzi notevoli e potrebbe essere già in grado di concludere tra i migliori 5. Il problema per lui sta nel fatto di non essersi mai cimentato seriamente nel ciclocross prima di questo inverno, cosa che lo porta a commettere degli errori a volte basilari. A Nommay ad esempio ha patito il freddo fino a doversi ritirare, poiché ha optato per i guanti in neoprene, che scaldano poco o nulla quando si corre a basse temperature. La categoria Junior è spesso altalenante e, al di là di una sicurezza come Thibau Nys, potrebbero esserci tanti inserimenti di atleti meno pronosticati, tra i quali speriamo figurino anche i nostri Agostinacchio e De Pretto”.

 

In ottica futura Bramati ha invece fatto il punto non solo sullo sviluppo della sua società sportiva, con l’aggiunta dall’estate della branca di MTB del Trinx Factory Team, ma anche sulla riforma UCI di Coppa del Mondo, che dovrebbe riproporre una tappa italiana a partire dalla prossima edizione: “Il progetto Trinx nasce come costola del Team Bramati, sebbene al momento sarà focalizzato sulla MTB. Quando ci saremo stabilizzati in questa disciplina vedremo se e come integrarlo con la nostra squadra di ciclocross, per la quale abbiamo già una chiara linea di crescita. Nel format 2020/21 della Coppa del Mondo verranno introdotte delle prove riservate esclusivamente alla categoria Junior donne e stiamo prendendo dei contatti in Belgio per consentire a Lucia di disputare, magari insieme ad altri compagni, più tappe possibili del circuito. Come società vogliamo investire fortemente nel ciclocross ed è naturale quindi che il nostro sbocco diventi, prima o poi, quello dei palcoscenici fiamminghi. La riforma UCI potrebbe aprire delle opportunità interessanti a noi e a tutto il movimento italiano, specie qualora dovesse rimanere effettiva anche al di là della prevedibile fase di assestamento del prossimo anno. Il cross al nord è un business che si sorregge sugli incassi garantiti dagli spettatori paganti e sugli ingaggi che gli organizzatori possono di conseguenza offrire ai corridori più forti. L’estensione della Coppa del Mondo, unico circuito in cui gli atleti hanno solo i montepremi come potenziale introito, stravolgerà i meccanismi della giostra e bisognerà vedere come tutte le componenti assorbiranno il cambiamento. Gli interpreti italiani, ad eccezione della Lechner e della Arzuffi, non hanno un appeal tale per potersi permettere, proprio tramite gli ingaggi, di condurre un’attività costante all’estero e rimangono quindi il più delle volte confinati in una sorta di dilettantismo, orientandosi poi più sulla strada o sulla MTB. Con il passaggio da 9 a 16 manche di Coppa il sistema diventerebbe più inclusivo, poiché gli stessi ragazzi delle categorie giovanili avrebbero più possibilità di correre fuori dai confini nazionali e di conquistarsi, tramite i risultati, la visibilità ed i guadagni necessari per intraprendere una carriera da professionisti. Da quello che sappiamo ora infine il massimo circuito mondiale dovrebbe tornare anche in Italia, in una location inedita e ancora da definire con precisione. Il percorso sarà tuttavia sicuramente valido, poiché prima dell’allestimento finale dovrà essere approvato da Adrie Van der Poel, che farà da supervisore tecnico a tutti i circuiti della nuova Coppa del Mondo”.

 

ORDINE D’ARRIVO COPPA DEL MONDO NOMMAY-GARA M:
 
1. Eli Iserbyt BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)
2. Toon Aerts BEL (Telenet Baloise)  a 8’’
3. Laurens Sweeck BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  a 1’16’’
4. Lars Van Der Haar NED (Telenet Baloise)  a 1’28’’
5. Thomas Pidcock GBR (Trinity Racing)  a 1’46’’
6. Corne Van Kessel NED (Tormans Cyclocross Team)  a 1’55’’
7. Quinten Hermans BEL (Tormans Cyclocross Team)  a 1’58’’
8. Gianni Vermeersch BEL (Creafin-Fristads)  a 2’02’’
9. Jens Adams BEL (Hollebeekhoeve Cycling Team)  a 2’04’’
10. Tom Meeusen BEL (Group Hens-Maes Containers)  a 2’07’’
39. Nicolas Samparisi ITA (KTM Alchemist)  -2 LAP
 
ORDINE D’ARRIVO COPPA DEL MONDO NOMMAY-GARA F:
 
1. Annemarie Worst NED (777)  
2. Ceylin Del Carmen Alvarado NED (Alpecin-Fenix)  a 1’’  
3. Katherine Compton USA (KFC Racing)  a 3’’
4. Christine Majerus LUX (Boels-Dolmans)  a 42’’
5. Manon Bakker NED (Experza Pro CX)  a 43’’
9. Eva Lechner ITA (Crefin-Fristads)  a 58’’
16. Francesca Baroni ITA  a 1’56’’
22. Gaia Realini ITA  a 2’28’’
28. Alice Maria Arzuffi ITA (777)  a 2’55’’
34. Silvia Persico ITA (L’equilibrio MTB School)  a 3’28’’
52. Carlotta Borello ITA (GS Cicli Fiorin)  a 6’17’’
65. Marta Zanga ITA (KTM Alchemist)  -1 LAP
 
CLASSIFICA GENERALE COPPA DEL MONDO M (dopo 8 eventi su 9) :
 
1. Toon Aerts BEL (Telenet Baloise)  507 punti
2. Eli Iserbyt BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  466 pt.
3. Michael Vanthourenhout BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  432 pt.
4. Laurens Sweeck BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  429 pt.
5. Lars Van Der Haar NED (Telenet Baloise)  417 pt.
6. Quinten Hermans BEL (Tormans Cyclocross Team)  406 pt.
7. Corne Van Kessel NED (Tormans Cyclocross Team)  375 pt.
8. Gianni Vermeersch BEL (Creafin-Fristads)  358 pt.
9. Mathieu Van der Poel NED (Alpecin-Fenix)  320 pt.
10. Thijs Aerts BEL (Telenet Baloise)  307 pt.
57. Nicolas Samparisi ITA (KTM Alchemist)  37 pt.
64. Gioele Bertolini ITA (Cervelo-FSA CX Pro Team)  28 pt.
83. Cristian Cominelli ITA (Cycling Cafè Racing Team)  12 pt.
 
CLASSIFICA GENERALE COPPA DEL MONDO F (dopo 8 eventi su 9):
 
1. Ceylin Del Carmen Alvarado NED (Alpecin-Fenix)  430 punti
2. Annemarie Worst NED (777)  425 pt.
3. Katerina Nash CZE (Clif Pro Team)  398 pt.
4. Inge Van Der Heijden NED (CCC-Liv)  344 pt.
5. Katherine Compton USA (KFC Racing)  341 pt.
13. Eva Lechner ITA (Crefin-Fristads)  258 pt.
18. Alice Maria Arzuffi ITA (777)  218 pt.
33. Francesca Baroni ITA  116 pt.




21/01/2020

Marco Bea


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