Ciclocross 2019/20
Pioggia, fango e brividi sulla cittadella, Van der Poel vince una battaglia memorabile a Namur, Dorigoni 3° tra gli Under

Pioggia, fango e brividi sulla cittadella, Van der Poel vince una battaglia memorabile a Namur, Dorigoni 3° tra gli Under
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Per gli amanti del ciclocross la data del 22 dicembre 2019 è destinata ad assumere, già che siamo in periodo di feste, un significato quasi liturgico, poiché rimarrà associata per sempre all’eroica battaglia di Namur. Domenica alle pendici della più iconica cittadella fortificata della Vallonia, in occasione della 6° tappa di Coppa del Mondo, si è consumata una delle sfide più crude e drammatiche della storia moderna della disciplina, in una cornice da tregenda per la pioggia, il freddo ed il terreno melmoso. Sul fango e i saliscendi da capogiro del tracciato si sono incrociate le fortune e le disgrazie dei corridori, in una spirale di pathos alla quale non è risultato indenne neanche Mathieu Van der Poel. Il fenomeno di Kapellen si è infatti imposto soltanto al termine di uno scontro all’ultimo sangue con Toon Aerts, tradito da un’incredibile scia di errori nel finale di gara, proprio quando sembrava aver messo all’angolo il neerlandese. Tra chi ha resistito a denti stretti e chi è caduto malamente nella lotta, vedasi in particolare Eli Iserbyt, si è distinto anche il nostro Jakob Dorigoni, il migliore della spedizione azzurra con un 3° posto nella prova Under 23.

Giornata da cuori forti domenica a Namur, sia per la pioggia copiosa e per la relativa umidità, unite ad una temperatura inferiore ai 10°, che per un tracciato inasprito dall’aggiunta di un breve muro in pavè, preceduto da un budello in terriccio trasformato presto in pantano dall’acqua e dai continui passaggi. Le condizioni suggeriscono, anche per entrare in ritmo, una condotta arrembante e Mathieu Van der Poel passa infatti all’offensiva sin dal 1° giro, seminando l’avanguardia del gruppo nel costone in contropendenza. Sulle ruote dell’iridato si riporta tuttavia con relativa facilità Toon Aerts, apparso da subito molto centrato nel tecnico e, soprattutto, assai incisivo nei tratti di salita. Il “driekleur” azzarda nella 2° tornata addirittura un tentativo di fuga solitaria, a seguito di una foratura del rivale, ma il neerlandese è bravo a non andare nel panico e a correre velocemente ai ripari, lasciando comunque sul campo una buona dose di energie per completare il riaggancio. Mentre davanti prosegue il braccio di ferro nelle retrovie tiene invece banco il calvario del leader di Coppa del Mondo Eli Iserbyt, colto da una violenta crisi di freddo e trascinato, una volta costretto all’abbandono a metà gara, quasi a peso morto dal suo staff prima giù dalla sella e poi nel tendone in zona arrivo. Dopo una fase un po’ più tattica, tale da consentire anche il riavvicinamento di un ottimo Thomas Pidcock, lo scambio di colpi tra la coppia di testa torna a salire di intensità nel 6° giro, quando è Van der Poel ad uscire meglio dalla tonnara prima del muro e a provare l’affondo. Aerts reagisce però in maniera veemente e, dopo aver chiuso il buco, insiste nell’azione in una 7° tornata affrontata a testa bassa, nella quale piega la resistenza di Van der Poel, in netto appannamento a causa anche di una nuova foratura. Il fenomeno di Kapellen vacilla ma non crolla del tutto e, durante l’8° e penultimo giro, viene premiato da un errore del belga, disarcionato dalla bici in uno dei declivi di fango più insidiosi del circuito. Fiutato l’odore del sangue il campione del mondo, con il briciolo di forze residue, guadagna la testa all’imbocco della tornata conclusiva, non solo per impostare le proprie linee, ma anche per mettere pressione ad un Aerts in deficit di lucidità e sempre più in balia del suo stesso mezzo. Non a caso lo scontro frontale si risolve in fretta nel solito toboga, dove l’alfiere della Telenet frana malamente sul fianco sinistro, spalancando così le porte al suo avversario. Un Van der Poel oltremodo provato dal freddo e dalla fatica va così a tagliare il traguardo con un urlo liberatorio, mentre l’atleta di Malle chiude 2° davanti al compagno Corne Van Kessel, andato a scavalcare nel finale un Pidcock tradito a sua volta da una rovinosa caduta e dalla rottura del reggisella. Aerts esce dalla battaglia al comando della classifica di Coppa, ma con una costola fratturata, a seguito del patatrac nelle battute conclusive, che potrebbe forzarlo al forfait giovedì a Zolder, rimettendo così in corsa per i giochi un Iserbyt distante ora 52 punti.

 

Stremato Mathieu Van der Poel taglia il traguardo di Namur. La sua esultanza la dice lunga su quanto sia stata sofferta per lui la vittoria. (foto Bettini)

 

 

Condizioni ai limiti del proibitivo anche nella prova femminile, dove è salita in cattedra Lucinda Brand. La campionessa nazionale olandese ha fatto leva sulla sua potenza e sulle sue doti di fondo per vincere il confronto, sviluppatosi per buona parte della corsa a distanza, con Ceylin Del Carmen Alvarado, brava a tenere botta in un contesto sulla carta più idoneo alle atlete di maggior esperienza. La portacolori della Corendon Circus, 2° davanti ad Annemarie Worst, ha rosicchiato ulteriore margine nella generale nei confronti della leader Katerina Nash, difesasi comunque in maniera egregia con la 5° piazza parziale. Non sono purtroppo entrate mai nel vivo della contesa le azzurre Eva Lechner ed Alice Maria Arzuffi, rispettivamente 13° e 20°, con la nota positiva della giornata sul fronte azzurro che è stata quindi rappresentata da Francesca Baroni, che con il suo 21° posto si è lasciata alle spalle tante rivali ben più quotate ed abituato a districarsi nel fango dei circuiti fiamminghi. Fuori dalla top 10 pure la campionessa del mondo Sanne Cant, che non ha dato continuità alla buona prestazione del giorno prima nel Waaslandcross di Sint-Niklaas, dove aveva ottenuto, pur al cospetto di un campo partenti piuttosto spoglio, il primo successo stagionale.

 

Lucinda Brand in azione sul circuito di Namur, al termine del tratto in contropendenza. Anche per le donne la giornata si è rivelata dantesca. (foto Bettini)

 

 

Pur con un percorso meno martoriato dal maltempo anche le gare delle categorie giovanili del mattino hanno offerto uno spettacolo avvincente. A livello Junior nuova affermazione di Thibau Nys, a segno fino ad ora in tutte le manche stagionali di Coppa, che ha regolato con margine l’elvetico Dario Lillo e il francese Remi Lelandais. Tra i 4 azzurri al via si è distinto invece il classe 2003 Filippo Agostinacchio, 5° al traguardo e prospetto da seguire proprio sui circuiti più impervi. Ancora meglio ha fatto nella prova Under 23 Jakob Dorigoni, salito sul gradino più basso del podio dopo aver lottato a viso aperto con i rivali anche per il bersaglio grosso. Il successo è andato allo svizzero Kevin Kuhn, sempre più saldo anche in testa alla generale, mentre il nostro portacolori è stato battuto soltanto dall’olandese Ryan Kamp in un serrato sprint dei battuti, che ha coinvolto pure il belga Timo Kielich. Il bolzanino in forza alla Selle Italia Guerciotti ci ha raccontato qualche dettaglio in più della sua gara, minata purtroppo anche dalla sfortuna: “Domenica ho bucato per ben 3 volte, di cui una nel penultimo giro, ai piedi dello strappo in pavé, proprio quando ero in procinto di attaccare. Appena cambiata la bici ho fatto una tornata a tutta e sono riuscito a raggiungere Kuhn al comando sull’ultima salita lunga, ma una nuova foratura, almeno stavolta più vicina ai box, mi ha impedito di giocarmi il testa a testa per il successo. Col senno di poi ho forse sbagliato ad optare per una pressione delle gomme troppo bassa, sebbene la pioggia abbia fatto affiorare diversi sassi taglienti lungo il percorso, specie sul fondo delle pozzanghere, impossibili da individuare e da evitare per noi corridori. Al di là di questi inconvenienti sono molto felice della mia prova, anche perché si trattava del mio esordio stagionale in Coppa del Mondo. Nonostante la posizione arretrata in griglia di partenza sono uscito bene dal traffico e dalle cadute in avvio, avvertendo delle ottime sensazioni, specie nei tratti da spingere, anche quando viaggiavo nel drappello al comando. Con il nuovo disegno il circuito è diventato più pericoloso, ma meno duro rispetto al passato, almeno a mio avviso. Al netto del dislivello maggiore i distacchi sono stati più contenuti degli anni scorsi e questo è un elemento significativo a sostegno della mia idea. Mi sono divertito anche quest’anno a Namur, ma senza dubbio preferivo la vecchia versione del tracciato”. Dopo un autunno compromesso dalla frattura dello scafoide il campione italiano in carica della categoria sembra aver ritrovato in fretta la miglior condizione e punta adesso ad un finale di stagione in progressione: “Come forma mi sento davvero bene e penso di poter migliorare ulteriormente nel periodo delle feste, visto che, da qui a Capodanno, correrò ancora in Belgio a Zolder, Loenhout e Diegem. Senza l’infortunio sarei arrivato a questo punto della stagione con un ritmo gara più consolidato, ma c’è ancora tempo per crescere in vista dei campionati italiani e dei mondiali, obiettivi che ho segnato con il cerchietto rosso. Non c’è ancora nulla di definito al 100% per la rassegna tricolore di Schio, ma ora come ora penso di presentarmi al via della prova Under 23. Nella mia categoria avrò senza dubbio i favori e le pressioni del pronostico, ma ciò non significa che sia automatico conquistare un altro titolo, data anche la presenza di un avversario molto competitivo come Filippo Fontana. A Dubendorf mi aspetto invece una gara molto equilibrata, sia per il tracciato piatto e veloce, che per l’assenza di un vero e proprio uomo di riferimento. I nomi più pericolosi secondo me sono quelli del padrone di casa Kevin Kuhn e di Antoine Benoist, che sta ragionando da tempo in funzione dell’appuntamento iridato, ai quali aggiungerei pure Ryan Kamp, senza dubbio il più costante fino ad ora tra gli atleti belgi ed olandesi. Nel complesso però ci sono una decina di ragazzi che hanno le carte in regola per vincere e io spero di figurare tra questi”.

 

Jakob Dorigoni festeggia il suo ritorno in Coppa del Mondo con un 3° posto. Ecco il suo tricolore sul podio di giornata al fianco di Ryan Kamp e del vincitore Kevin Kuhn. (foto Bettini)

 

 

 

ORDINE D’ARRIVO COPPA DEL MONDO NAMUR-GARA M:

1. Mathieu Van der Poel NED (Corendon-Circus)
2. Toon Aerts BEL (Telenet Baloise)  a 55’’
3. Corne Van Kessel NED (Telenet Baloise)  a 1’14’’
4. Thomas Pidcock GBR (Trinity Racing)  a 1’31’’
5. Tim Merlier BEL (Creafin-Firstads)  a 1’41’’
6. Lars Van Der Haar NED (Telenet Baloise)  a 1’48’’
7. Michael Vanthourenhout BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  a 1’56‘’
8. Marcel Meisen GER (Corendon-Circus)  a 2’02’’
9. Laurens Sweeck BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  a 2’23’’
10. Thijs Aerts BEL (Telenet Baloise)  a 3’11’’
23. Gioele Bertolini ITA (Cervelo-FSA CX Pro Team)  a 4’56’’
42. Nicolas Samparisi ITA (KTM Alchemist)  -3 LAP
47. Cristian Cominelli ITA (Cycling Cafè Racing Team)  -4 LAP
49. Lorenzo Samparisi ITA (KTM Alchemist)  -4 LAP
 
ORDINE D’ARRIVO COPPA DEL MONDO NAMUR-GARA F:
 
1. Lucinda Brand NED (Telenet Baloise)  
2. Ceylin Del Carmen Alvarado NED (Corendon-Circus)  a 16’’  
3. Annemarie Worst NED (777)  a 1’21’’
4. Evie Richards GBR (Trek Factory Racing)  a 1’34’’
5. Katerina Nash CZE (Clif Pro Team)  a 1’45’’
13. Eva Lechner ITA (Crefin-Fristads)  a 3’27’’
20. Alice Maria Arzuffi ITA (777)  a 4’36’’
21. Francesca Baroni ITA  a 4’51’’
36. Sara Casasola ITA  a 6’44’’
46. Gaia Realini ITA  a 8’
60. Letizia Borghesi ITA (Aromitalia Vaiano)  -2 LAP
64. Giada Borghesi ITA (Team Lapierre)  -3 LAP
76. Marta Zanga ITA (KTM Alchemist)  -3 LAP
 
ORDINE D’ARRIVO COPPA DEL MONDO NAMUR-GARA UNDER 23 :
 
1. Kevin Kuhn SUI
2. Ryan Kamp NED  a 6’’
3. Jakob Dorigoni ITA  ’’
4. Timo Kielich BEL  a 7’’
5. Antoine Benoist FRA  a 32‘’
19. Antonio Folcarelli ITA  a 2’15’’
32. Filippo Fontana ITA  a 4’05’’
 
ORDINE D’ARRIVO COPPA DEL MONDO NAMUR-GARA JUNIOR:
 
1. Thibau Nys BEL
2. Dario Lillo SUI  a 45’’
3. Remi Lelandais FRA  a 1’19’’
4. Lennert Belmans BEL  a 1’27’’
5. Filippo Agostinacchio ITA  a 1’35’’
24. Bryan Olivo ITA  a 3’35’’
32. Lorenzo Masciarelli ITA  a 4’28’’
DNF Davide De Pretto ITA
 
CLASSIFICA GENERALE COPPA DEL MONDO M (dopo 6 eventi su 9):
 
1. Toon Aerts BEL (Telenet Baloise)  400 punti.
2. Eli Iserbyt BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  348 pt.
3. Michael Vanthourenhout BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  332 pt.
4. Lars Van Der Haar NED (Telenet Baloise)  313 pt.
5. Laurens Sweeck BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  294 pt.
6. Quinten Hermans BEL (Telenet Fidea)  293 pt.
7. Corne Van Kessel NED (Telenet Baloise)  275 pt.
8. Gianni Vermeersch BEL (Creafin-Fristads)  257 pt.
9. Mathieu Van der Poel NED (Corendon-Circus)  240 pt.
10. Thijs Aerts BEL (Telenet Baloise)  226 pt.
59. Gioele Bertolini ITA (Cervelo-FSA CX Pro Team)  28 pt.
66. Nicolas Samparisi ITA (KTM Alchemist)  19 pt.
83. Stefano Capponi ITA (Pro Bike Riding Team)  10 pt.
 
CLASSIFICA GENERALE COPPA DEL MONDO F (dopo 6 eventi su 9):
 
1. Katerina Nash CZE (Clif Pro Team)  323 punti
2. Ceylin Del Carmen Alvarado NED (Corendon-Circus)  290 pt.
3. Annemarie Worst NED (777)  280 pt.
4. Inge Van Der Heijden NED (CCC-Liv)  256 pt.
5. Maghalie Rochette CAN (Specialized/Feedback Sports)  252 pt.
18. Eva Lechner ITA (Crefin-Fristads)  166 pt.
20. Alice Maria Arzuffi ITA (777)  155 pt.
49. Francesca Baroni ITA  47 pt.
 
CLASSIFICA GENERALE COPPA DEL MONDO UNDER 23 (dopo 4 eventi su 7) :
 
1. Kevin Kuhn SUI  205 punti
2. Ryan Kamp NED  180 pt.
3. Antoine Benoist FRA  140 pt.
4. Thomas Mein GBR  124 pt.
5. Timo Kielich BEL  116 pt.
20. Jakob Dorigoni ITA  45 pt.
23. Filippo Fontana ITA  28 pt.
29. Antonio Folcarelli ITA  22 pt.
 
CLASSIFICA GENERALE COPPA DEL MONDO JUNIOR (dopo 4 eventi su 7):
 
1. Thibau Nys BEL  240 punti
2. Dario Lillo SUI  148 pt.
3. Lennert Belmans BEL  140 pt.
4. Ward Huybs BEL  139 pt.
5. Remi Lelandais FRA  117 pt.
10. Davide De Pretto ITA  78 pt.
15. Filippo Agostinacchio ITA  59 pt.
34. Lorenzo Masciarelli ITA  14 pt.





24/12/2019

Marco Bea


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