Ciclocross 2019/20
Van der Poel bullizza i rivali a Koksijde e Wachtebeke, in esclusiva la voce di Alice Arzuffi sulla riforma della Coppa del Mondo

Van der Poel bullizza i rivali a Koksijde e Wachtebeke, in esclusiva la voce di Alice Arzuffi sulla riforma della Coppa del Mondo
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Nel ciclocross pensare di contrastare Mathieu Van der Poel, quando è nelle sue giornate migliori, risulta un semplice esercizio di fantasia, per non dire di follia. Nell’ultime weekend di gare il fenomeno di Kapellen ha infatti siglato, tra l’Ambiancecross di Wachtebeke e la sabbiosa manche di Koksijde di Coppa del Mondo, una doppietta di vitruviana perfezione, rispolverando quella tirannia agonistica con cui aveva cannibalizzato la passata stagione. La progressiva crescita di condizione dell’iridato suona sempre più come un “allarme rosso” per i suoi rivali fino ad oggi più quotati, mai entrati davvero in partita in entrambe le prove e, con tutta probabilità, ridimensionati in termini di ambizioni anche per le prossime settimane. Se nel breve periodo la disciplina si sta direzionando verso equilibri precisi altrettanto non si può dire in una prospettiva più a lungo termine, con l’estensione della Coppa del Mondo a 16 tappe, elemento chiave della riforma UCI pronta ad entrare in vigore dall’annata 2020-21, che desta numerose perplessità soprattutto tra gli atleti. A rappresentanza di questi ultimi si è spesa di recente anche la nostra Alice Maria Arzuffi, che in questa uscita ci ha fornito un quadro di quanto emerso nel meeting di categoria di Tabor di sabato scorso.

 

Nel nostro racconto partiamo tuttavia da quanto accaduto sabato all’Ambiancecross, evento esterno ai principali circuiti fiamminghi ma capace, sotto la regia del boss della Pauwels Sauzen-Bingoal Jurgen Mettepenningen, di attirare tanti nomi di grido. Nonostante il fattore campo i “padroni di casa” appaiono da subito piuttosto spuntati, a causa anche della giornata no di Eli Iserbyt, relegato sin dal 1° giro ad un’anonima gara di retrovia. In assenza del proprio uomo di riferimento sono Michael Vanthourenhout e Laurens Sweeck a prendere il pallino della corsa, ma le loro accelerate non provocano particolari scossoni nella folta pattuglia di testa. La spaccatura decisiva avviene nella 4° tornata, quando le scivolate di Toon Aerts e dello stesso Vanthourenhout aprono il campo alla fuga a 3 di Quinten Hermans, Tim Merlier e Mathieu Van der Poel, ritrovatosi al comando senza colpo ferire dopo un avvio piuttosto sornione. Fiutata l’occasione il campione del mondo non si lascia pregare e passa presto all’offensiva, iniziando a lavorare ai fianchi i compagni di avventura, decisi a non mollare facilmente la presa. A metà del 6° giro, grazie ad una notevole fiammata lungo il ponticello artificiale, il neerlandese schianta di netto i rivali e si presenta sulla retta d’arrivo forte di un vantaggio di ben 17’’, guadagnati nell’arco di 1 km scarso. Van der Poel conclude quindi in scioltezza le ultime tornate, mentre alle sue spalle Merlier, salito oltremodo di colpi dopo gli Europei, ha ragione di Hermans nel duello per la piazza d’onore. Si ferma invece ai piedi del podio la rimonta di Thomas Pidcock, giunto davanti ad un Diether Sweeck capofila inatteso dei Pauwels Sauzen, andati forse un po’ a risparmio in vista della dura prova di Koksijde del giorno dopo.

 

Sulla sabbia non si può tuttavia bluffare e i valori emersi a Wachtebeke vengono infatti estremizzati domenica a Koksijde, nel round di Coppa del Mondo storicamente più adatto agli specialisti fiamminghi, abituati a mangiare pane e arena sin da bambini. A differenza di Tabor il fardello della 3° fila in griglia fa il solletico a Mathieu Van der Poel, rimbalzato in fondo al plotone dopo aver messo piede a terra nella prima curva, per evitare una caduta innescata da Nicolas Cleppe, Daan Soete e Tim Merlier. Nella tornata inaugurale il fenomeno di Kapellen si rende infatti autore di una rincorsa spaziale, grazie una condotta oltremodo aggressiva, sia in sella che a piedi, nei numerosi settori di sabbia del circuito. L’iridato divora la bellezza di 40 atleti e si presenta addirittura in testa al primo passaggio sulla retta d’arrivo, in compagnia di un Laurens Sweeck che, facendo leva sulle sue doti tecniche, aveva provato un affondo esplorativo. Il belga originario di Leuven, forse più disilluso che arrendevole, non prova neanche a contenere l’ulteriore cambio di passo di Van der Poel, che giunge al giro di boa della gara con ben 40’’ di margine sui più immediati inseguitori. Mentre l’olandese viaggia verso uno dei successi più dominanti della sua carriera, alle sue spalle si lotta invece per il podio e per una dose di punti importante per la generale. Nell’ultimo giro Sweeck riesce a smarcarsi dalla guardia dei Telenet Baloise e a centrare il massimo risultato possibile, relegando Toon Aerts al 3° posto e facendo così un piccolo favore al compagno Eli Iserbyt, scottatosi malamente dopo una timida opposizione al “ciclone Van der Poel” in avvio e rimbalzato fino al 13° posto, in un contesto che ha sempre faticato a digerire. Il leader di Coppa del Mondo mantiene un tesoretto di 18 lunghezze sul campione belga, ma dovrà ritrovare presto la bussola, anche a livello psicologico, se non vuole vanificare quanto di buono fatto tra settembre e ottobre.

 

Mathieu Van der Poel in azione sul circuito di Koksijde. Quella del campione del mondo è stata un’autentica lezione di potenza, tecnica ed approccio sullo sabbia. (foto Bettini)

 

 

In campo femminile invece la gara di Koksijde si è presto tramutata in un mini-campionato nazionale olandese, con le atlete orange che hanno occupato il blocco le prime 5 posizioni. Il successo è andato alla fine a Ceylin Del Carmen Alvarado, uscita di forza nell’ultimo giro dopo aver ricucito sul tentativo di anticipo di Lucinda Brand, 2° davanti alle connazionali Yara Kastelijn, Inge Van Der Heijden e Annemarie Worst, tutte evase a braccetto nelle fasi iniziali. In classifica resiste al comando la ceca Katerina Nash, braccata però in maniera sempre più pressante dalle inseguitrici neerlandesi, con la Alvarado in particolare, 4° a meno di 50 punti dalla leader, che ha quasi del tutto annullato l’handicap delle tappe disertate oltreoceano. L’handicap dello spot arretrato in griglia ha invece tarpato le ali ad Alice Maria Arzuffi, brava comunque a risalire fino all'8°’posizione, davanti all’altra nostra punta di diamante Eva Lechner. La brianzola ha comunque confermato un ottimo stato di forma, a seguito anche del podio sfiorato all’Ambiancecross, dove ha dovuto arrendersi a Sanne Cant e Laura Verdonschot nello sprint per la piazza d’onore, in una gara segnata dall’assolo della Kastelijn. Piazzamenti che lasciano però un po’ di amaro in bocca, come confermato dalla diretta interessata ai nostri microfoni: “I risultati del weekend, seppur buoni, non credo rispecchino la mia attuale condizione. Sabato sono stata beffata allo sprint dopo aver condotto a lungo la corsa in 2° posizione, mentre domenica, una volta uscita dal traffico, ho fatto registrare tempi in linea con quelli delle migliori. Dispiace anche perché una top 5 a Koksijde vale molto, poiché è un tracciato dove servono abilità ed esperienza per emergere. Puoi capire come affrontare la sabbia soltanto girandoci sopra con costanza e in questi anni in Belgio ho fatto dei grandi progressi a riguardo, presentandomi domenica con un grado di consapevolezza e fiducia che, fino a pochi anni fa, non avrei mai pensato di acquisire su questo particolare terreno. Adesso ho in programma un mini-ritiro con la squadra a Benicàssim, ma abbiamo impostato il tutto, a differenza dell’anno scorso, per non perdere confidenza con il ritmo gara. Staremo infatti via 6 giorni a cavallo delle prove di Kortrijk e Zonhoven, senza quindi delle vere e proprie interruzioni nel calendario. Anche in Spagna, al di là di qualche test specifico, il lavoro sarà pressoché analogo a quello di una settimana di routine e di preparazione all’impegno della domenica”.

 

Podio tutto orange nella prova femminile di Koksijde. Da sinistra a destra Lucinda Brand, Ceylin Del Carmen Alvarado e Yara Kastelijn. (foto Bettini)

 

 

L’azzurra in forza al team 777 ci ha inoltre parlato del clima di fermento che sta agitando il circus in questo periodo, a seguito del varo del nuovo format di Coppa del Mondo, passata sotto l’egida della società Flanders Classics e destinata a dilatarsi oltremodo dalla prossima annata. Una novità imposta dai vertici di Aigle senza consultare addetti ai lavori ed atleti, che sabato scorso a Tabor si sono riuniti per esporre ai propri delegati, ovvero Katerina Nash e Simon Zahner, i punti di criticità da sollevare nel vertice con l’UCI previsto ad inizio settimana. Criticità che la stessa Arzuffi, presente all’incontro in Repubblica Ceca, ha così tenuto a sottolineare: “Ampliare la Coppa del Mondo da 9 a 16 tappe mi sembra una soluzione un po’ estrema, che non tiene per nulla conto dei costi sostenuti da noi corridori per le trasferte. La scelta di disputare 8 di queste 16 gare in Belgio è molto squilibrata e va in direzione contraria rispetto alla globalizzazione della disciplina. In questo modo infatti il ciclocross si ridurrà sempre più ad un discorso tra i top rider fiamminghi, che potranno giocarsi in casa più del 50% del massimo circuito mondiale, con tutti i vantaggi economici e logistici del caso. Al momento inoltre l’UCI ha comunicato soltanto le date delle varie prove, senza specificare nulla né sulle relative location, né su come si svilupperà del resto del calendario. In concomitanza delle manche di Coppa ci deve infatti essere la possibilità di inserire degli eventi internazionali in altri paesi, magari anche di classe C1, così da consentire ad un numero ampio di atleti di correre ad alti livelli e di raccogliere punti. Una delle proposte emerse a Tabor ad esempio è quella di comprimere la porzione di stagione occupata dalla Coppa, magari inserendo 2 tappe di fila in uno o più weekend, per lasciare spazio ad altre gare o circuiti. Si era parlato poi di introdurre un sistema di scarti, lasciando buoni per la classifica solo i migliori risultati, ma così si andrebbe, a mio avviso, a svalutare tutto il circuito. Gli atleti sarebbero infatti spinti a disertare gli appuntamenti più scomodi, con ripercussioni negative sulla profondità e la qualità delle startlist. La Coppa del Mondo è la competizione più rappresentativa del movimento globale e, senza questo presupposto, perderebbe gran parte del suo fascino e prestigio”. Molti dei nodi della questione viaggiano senza dubbio attorno a questioni finanziarie e commerciali, sulle quali la 25enne di Seregno ha avanzato delle considerazioni significative: “Il tetto minimo di budget per allestire una tappa di Coppa del Mondo dalla prossima edizione andrà addirittura a raddoppiare, dai 20.000 € attuali fino ai 50.000, mettendo in difficoltà tanti organizzatori. Bisogna aggiungere poi che in questa manifestazione ci sono dei vincoli stringenti anche per gli spazi pubblicitari, che al momento sono gestiti soltanto per il 40% dai comitati locali. Non avrebbe senso quindi farsi carico di costi maggiori senza la possibilità di dare maggiore visibilità ai propri sponsor. I cambiamenti per definizione disorientano e minano delle certezze, ma qua mi sembra che ci sia davvero il rischio di fare dei passi indietro in termini di appeal nei confronti di chi vuole investire nel ciclocross. A Tabor la coordinatrice del settore ciclocross dell’UCI Christelle Reille ci ha tuttavia spiegato che l’UCI ha già ricevuto le adesioni e le relative documentazioni per 14 delle 16 tappe, il che ci ha lasciato abbastanza sorpresi”. In chiusura è stata rimarcata la necessità di un maggiore coinvolgimento nel processo decisionale da parte dei corridori di vertice, purtroppo poco partecipi, specie in campo maschile, quando si tratta di confrontarsi su tematiche come quelle della riforma e del prize money: “Quando si parla di questioni relative al futuro del nostro sport penso che tutti siano tenuti ad interessarsi. Capisco che in tanti preferiscano concentrarsi su altro alla vigilia delle gare, ma all’incontro di sabato scorso saremmo stati sì e no in una quindicina, quando mi sarei aspettata almeno il doppio delle presenze. I cambiamenti di cui stiamo discutendo del resto toccano anche i campioni più affermati, specie dal lato strettamente economico. Lo stesso Van der Poel rischierebbe di perdere una buona fetta di introiti, considerando che c'è una differenza non da poco tra quello che puoi guadagnare, tramite ingaggi, nelle prove in Belgio e nelle tappe di Coppa, dove gli unici ingressi sono dettati dal prize money. Stiamo in ogni caso parlando di cifre astronomiche rispetto a quelle che guadagniamo noi, sebbene i montepremi, sia per i piazzamenti parziali che per la generale, siano stati ritoccati a rialzo anche per noi da quest’anno. Per la stagione 2021-22 si arriverà ad una perfetta equiparazione delle tabelle tra uomini e donne, ma ad oggi le differenze rimangono davvero esagerate. L’8° posto a Koksijde per capirci mi è valso 450 €, mentre il mio corrispettivo al maschile è tornato a casa con 1.500 €”.

 

Alice Maria Arzuffi immortalata con la propria assistente tecnica Brenda Verelst sul traguardo di Koksijde. La brianzola sta seguendo con grande attenzione gli sviluppi di queste settimane sulla riforma della Coppa del Mondo. (foto UCI-Cyclocross)

 

 

 

ORDINE D’ARRIVO AMBIANCECROSS WACHTEBEKE-GARA M:

1. Mathieu Van der Poel NED (Corendon-Circus)
2. Tim Merlier BEL (Creafin-Fristads)  a 14’’
3. Quinten Hermans BEL (Telenet Baloise)  a 23’’
4. Thomas Pidcock GBR (Trinity Racing)  a 43’’
5. Diether Sweeck BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  a 55’’
6. Toon Aerts BEL (Telenet Baloise)  a 1’09’’
7. Jim Aernouts BEL (Telenet Baloise)  a 1’11’’
8. Felipe Orts Lloret ESP (Cyclo-Cross Team Teika)  a 1’30’’
9. Michael Vanthourenhout BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  a 1’43’’
10. Daan Soete BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  ‘’
 
ORDINE D’ARRIVO AMBIANCECROSS WACHTEBEKE-GARA F:
 
1. Yara Kastelijn NED (777)
2. Sanne Cant BEL (IKO-Crelan)  a 17’’
3. Laura Verdonschot BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  a 18’’
4. Alice Maria Arzuffi ITA (777)  ‘’
5. Ellen Van Loy BEL (Telenet Baloise)  a 1’22’’
14. Rebecca Gariboldi ITA (Team Cingolani)  a 2’38’’
 
ORDINE D’ARRIVO COPPA DEL MONDO KOKSIJDE-GARA M:
 
1. Mathieu Van der Poel NED (Corendon-Circus)
2. Laurens Sweeck BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  a 25’’
3. Toon Aerts BEL (Telenet Baloise)  a 35’’
4. Lars Van Der Haar NED (Telenet Baloise)  a 40’’
5. Quinten Hermans BEL (Telenet Baloise)  a 50’’
6. Corne Van Kessel NED (Telenet Baloise)  a 1’02’’
7. Marcel Meisen GER (Corendon-Circus)  a 1’05’’
8. Michael Vanthourenhout BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  a 1’19‘’
9. Tim Merlier BEL (Creafin-Firstads)  a 1’28’’
10. Thomas Pidcock GBR (Trinity Racing)  a 1’33’’
41. Nicolas Samparisi ITA (KTM Alchemist)  -3 LAP
43. Lorenzo Samparisi ITA (KTM Alchemist)  -4 LAP
 
ORDINE D’ARRIVO COPPA DEL MONDO KOKSIJDE-GARA F:
 
1. Ceylin Del Carmen Alvarado NED (Corendon-Circus)  
2. Lucinda Brand NED (Telenet Baloise)  a 6’’
3. Yara Kastelijn NED (777)  a 8’’
4. Inge Van Der Heijden NED (CCC-Liv)  a 21’’
5. Annemarie Worst NED (777)  a 24’’
8. Alice Maria Arzuffi ITA (777)  a 1’25’’
9. Eva Lechner ITA (Crefin-Fristads)  a 1’47’’
39. Rebecca Gariboldi ITA (Team Cingolani)  a 7’48’’
 
CLASSIFICA GENERALE COPPA DEL MONDO M (dopo 5 eventi su 9) :
 
1. Eli Iserbyt BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  348 punti
2. Toon Aerts BEL (Telenet Baloise)  330 pt.
3. Michael Vanthourenhout BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  284 pt.
4. Lars Van Der Haar NED (Telenet Baloise)  263 pt.
5. Quinten Hermans BEL (Telenet Fidea)  257 pt.
6. Laurens Sweeck BEL (Pauwels Sauzen-Bingoal)  250 pt.
7. Gianni Vermeersch BEL (Creafin-Fristads)  217 pt.
8. Corne Van Kessel NED (Telenet Baloise)  210 pt.
9. Jim Aernouts BEL (Telenet Baloise)  195 pt.
10. Nicolas Cleppe BEL (Telenet Baloise)  190 pt.
76. Nicolas Samparisi ITA (KTM Alchemist)  10 pt.
78. Stefano Capponi ITA (Pro Bike Riding Team)  10 pt.
86. Lorenzo Samparisi ITA (KTM Alchemist)  7 pt.
 
CLASSIFICA GENERALE COPPA DEL MONDO F (dopo 5 eventi su 9):
 
1. Katerina Nash CZE (Clif Pro Team)  268 punti
2. Anna Kay GBR (Experza Pro CX)  228 pt.
3. Kaitlin Keough USA (Cannondale Cyclocrossworld)  224 pt.
4. Ceylin Del Carmen Alvarado NED (Corendon-Circus)  220 pt.
5. Inge Van Der Heijden NED (CCC-Liv)  219 pt.
18. Eva Lechner ITA (Crefin-Fristads)  128 pt.
21. Alice Maria Arzuffi ITA (777)  124 pt.
57. Rebecca Gariboldi ITA  31 pt.




26/11/2019

Marco Bea


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