Giro d Italia 2020
Evenepoel conferma la propria presenza

Evenepoel conferma la propria presenza
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Fra i motivi di curiosità verso il Giro d'Italia 2020 se ne aggiunge uno di grande rilevanza: Remco Evenepoel ha annunciato che debutterà nei Grandi Giri in occasione della prossima Corsa Rosa. In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport il fenomeno belga, etichettato da molti come nuovo Eddy Merckx, ha analizzato i propri obiettivi per la stagione alle porte, in particolare le Olimpiadi di Tokyo oltre al Giro.

"Con la squadra ne abbiamo cominciato a parlare ad agosto - ha detto il ventenne fiammingo alla Rosea - quando ho avuto la certezza di partecipare ai Giochi di Tokyo, dove la crono sarà un obiettivo. Il Giro sarà una parte importante del percorso verso l’Olimpiade, si concilia benissimo, ma ovviamente ha un grande valore in se stesso. Potrò scoprire un po’ di più i miei limiti, al massimo ho fatto corse di 9 giorni. Andrò al Giro senza stress o ambizione per risultati particolari o altro. L’idea è di venire, fare esperienza. Due settimane, tre, magari solo dieci giorni se sarò già vuoto e non vorrò finirmi. Cercherò di dare in ogni occasione il meglio di me a partire dalla tappa inaugurale. E' una crono e io a crono vado bene, anche se è meno di 10 km e io mi esprimo meglio in quelle più lunghe. In una prova così può succedere tutto. In una super-giornata puoi sbaragliare la concorrenza. Altrimenti, puoi arrivare ultimo!Mi preparerò per dare tutto e poi venga quello che venga. Vengo al Giro per imparare e diventare migliore".

Da parte del campioncino belga parole al miele anche nei confronti dell'Italia:"Il vostro è un paese pazzo per il ciclismo, come il mio Belgio. E la corsa è piena di energia. Di spettacolo. E’ forse l’unico dei grandi giri in cui non riesci a prevedere che cosa possa succedere. Questo mi piace. Può cambiare tutto quasi ogni giorno. E’ entusiasmante. «Da pro’, la prima gara fatta in Italia è stata la Adriatica Ionica, e ho vinto una tappa. I miei successi più importanti li ho preparati a Livigno. Da juniores, la prima corsa da voi è stata il Giro di Lunigiana... e ho vinto. Il pubblico mi ha trasmesso amore, energia, rispetto. Sì, correre in Italia è un piacere puro.".

Infine qualche valutazione sulle sue ambizioni future e sulla generazione d'oro di cui è protagonista assieme ai vari Barnal, Pogacar e Van der Poel:"Qualche anno fa il ciclismo è stato un continuo attendere, attendere, attendere, ma ora sta cambiando. Pensi a Froome al Giro 2018. Ha attaccato a 80 km dalla fine di quella tappa con il Colle delle Finestre. Ha vinto il Giro, così. E’ un esempio. Magari ti ritrovi con altri nove corridori, nessuno ha compagni, è uno contro uno…se te la senti, non bisogna esitare. Prendi e vai. Non bisogna avere paura di tentare qualcosa, anche se sembra una pazzia, per raggiungere qualcosa di grande. E questo modo di essere piace al pubblico. Più attacchi ci sono, più il ciclismo è bello. In futuro voglio diventare un uomo da Grandi Giri, sto lavorando per questo. Le lunghe salite sono un po’ come le crono: tanto tempo ad alta potenza con accelerazioni. I parametri dicono che posso essere adatto ai grandi giri, ma va verificato. Se mi staccheranno, lavorerò di più. Ma anche se non mi staccheranno, dovrò farlo. Diventare ilo migliore di questa generazione sarà molto molto difficile. Significherebbe vincere tanto e bene, però è una sfida straordinaria e ci posso provare. E magari tra 15 anni ci ritroveremo a discutere se sarà stato davvero così".

 





10/01/2020

Diretta Ciclismo


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