Mondiale Yorkshire 2019
Colbrelli, Viviani, Bettiol e Trentin sul percorso. ''Sarà un mondiale tosto''

Colbrelli, Viviani, Bettiol e Trentin sul percorso. ''Sarà un mondiale tosto''
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E' iniziata ieri la marcia di avvicinamento della Nazionale Italiana verso il Mondiale su strada di Yorkshire 2019. Il Commissario Tecnico  Davide Cassani ha speso la propria Pasquetta in ricognizione sul percorso della prossima rassegna iridata in compagnia di quattro azzurrabili per la prova in linea: Alberto Bettiol, Sonny Colbrelli, Matteo Trentin e Elia Viviani

L'attenzione degli atleti si è focalizzata soprattutto sulla parte finale del traccaito, il circuito di Harrogate che i professionisti ripeteranno sette volte. "In onestà pensavo fosse più tenero - ha commentato Cassani - Il circuito presenta due strappi di cui uno abbastanza impegnativo ed un arrivo leggermente in salita. Non è per velocisti puri ma per uomini che sanno anche recuperare

Circuito tosto – dice Sonny ColbrelliNon è per velocisti puri ma per passisti. Prima di entrare nel circuito ci sono tre salite a cui segue una fase centrale dove si può respirare un poco. Pensare ad un ipotetico arrivo? Potrebbe esserci un arrivo di 10/15 corridori. Vista la presenza di molti punti chiave, sarà proprio il percorso a fare selezione”.

E’ un circuito veramente duro perché nervoso con sali e scendi continui – sottolinea Matteo TrentinC’è una salita decisiva che può fare la differenza. E’ un percorso da Classiche del Nord con molte variabili: la prima parte con strade ampie poi diventa nervoso ed è necessario saper recuperare bene. Mi piace. Molto. Sia nel chilometraggio sia nella morfologia. Sarà un mondiale molto interessante.

Quando entri nel circuito mancano ancora 98 km all’arrivo – mette in evidenza Alberto Bettioled hai già nelle gambe le tre salite e la strada percorsa con l’asfalto ruvido tenendo in considerazione l’incognita del meteo. Poi ci si immette nel circuito che è impegnativo. Sì, è un mondiale duro! Un percorso che richiama le classiche del Nord dove è necessario saper dosare le energie, essere sempre concentrati, tentare il più possibile di stare davanti per non fare fatica nei ranghi inferiori. Duro anche per il chilometraggio: occorre fondo. Più duro di quello di Bergen2017. Il percorso mondiale 2019 è davvero esigente.

Il circuito è nervoso. Strappi. Sali e Scendi, non un attimo di respiro. E a 6/7 km dal traguardo c’è l’ultima salita. Se si sommano i chilometri realizzati per immettersi nel circuito e quelli del circuito, sì, certo è un mondiale che nel complesso è duro e nervoso. Dopo la Milano-Sanremo è la corsa più lunga. C’è da considerare anche questo: il chilometraggio ed in più l’incognita del tempo. Richiama molto le Classiche del Nord” – afferma Elia Viviani.





23/04/2019

Diretta Ciclismo


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