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Il punto sulla vicenda doping emersa ai mondiali di sci di Seefeld

Il punto sulla vicenda doping emersa ai mondiali di sci di Seefeld
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Il tutto era partito pochi giorni fa: Max Hauke, atleta ventiseienne, viene colto mentre si pratica una microtrasfusione ai Mondiali di Sci di fondo di Seefeld, in Austria. Il ragazzo viene arrestato insieme ad altri quattro atleti colpevoli del medesimo fatto: pratiche dopanti. Sembrava finita così. Si è però ben presto capito che, purtroppo, la vicenda era più estesa di quanto potesse sembrare in un primo momento. Proviamo a mettere in ordine alcuni fatti degli ultimi giorni. 

Nella giornata di ieri erano giunte notizie circa il coinvolgimento nella vicenda di Stefan Denifl, ciclista austriaco, nativo di Fulpmes, classe 1987 e recente vincitore di una tappa alla Vuelta a Espana. Per l'atleta, ex Aqua Blue Sport, fermato venerdì l'accusa è di pratiche dopanti tra cui trasfusioni ematiche. Come ha riferito il pubblico ministero di Innsbruck Denifl ha confessato i fatti che gli sono attribuiti e sta contribuendo in modo fattivo all'indagine. 

Nella giornata odierna si è consegnato alla polizia di Graz un altro atleta: parliamo di George Preidler, ventottenne, appartentenente al team Groupama-Fdj. Il ciclista avrebbe spiegato di "non poter vivere a lungo con questo segreto- aggiungendo- questi ultimi cinque giorni sono stati un incubo, non sapevo se sarei stato scoperto, non sapevo se questo dottore avrebbe confessato tutto. È stato l’errore più grande della mia vita, tutto quello che posso dire è che non potevo vivere con la consapevolezza che avevo imbrogliato. Sui corridori ci sono pressioni sempre crescenti per ottenere nuovi contratti e andare più forte. E a un certo punto la soglia di inibizione svanisce e ci sono medici che assicurano che sia impossibile essere scoperti. Perché l’ho fatto? Perché ci sono periodi in cui ti alleni tutti i giorni e non fai nemmeno un progresso. Così ad un certo punto vuoi di più e il doping ematico non sembra nemmeno troppo complicato." La Groupama-Fdj, accettando il licenziamento immediato dell'atleta, ha sottolineato il completo credo ai principi di trasparenza nella pratica sportiva affermando la più completa inflessibilità rispetto a casi simili. 

Sulle vicende austriache si è espressa anche l'Uci con un comunicato diramato oggi: "«L’Uci è venuta a conoscenza delle rivelazioni emerse nell’inchiesta condotta dalle autorità austriache e dalla Wada nel mondo dello sci nordico. Non essendo coinvolta nell’inchiesta, l’Uci al momento non dispone di informazioni dirette circa le confessioni rese da due corridori. L'Uci ha chiesto alla CAFD (la Fondazione Antidoping del ciclismo) di sollecitare la cooperazione delle autorità austriache e della Wada per raccogliere tutte le informazioni che, direttamente o indirettamente, riguardino il ciclismo. E nel contempo, l’Uci ha dato mandato alla CADF di offrire la massima collaborazione possibile per far procedere l’inchiesta».

Fino a qui i fatti. Sarà nostra premura informare sugli sviluppi della vicenda. La raccomandazione è sempre la stessa: lasciare che sia la giustizia a fare il proprio corso evitando gogne mediatiche e assurde generalizzazioni. 





04/03/2019

Stefano Zago


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