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Manifesto del tifoso del ciclismo

Manifesto del tifoso del ciclismo

(foto: Bettini)

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Forse a Diretta Ciclismo non saremo eccezionali giornalisti, ma di sicuro siamo grandi tifosi del ciclismo. Abbiamo seguito innumerevoli eventi su un paracarro, dalle corse Allievi al Tour de France, dalla Toscana alla Spagna al Belgio. L'incidente in cui è incappato Vincenzo Nibali - che del movimento ciclistico italiano e mondiale è portavoce e uomo immagine - ha riportato in auge il problema della sicurezza in corsa.

Si può disquisire all'infinito sulle pecche organizzative di ASO ma è impensabile transennare 3350 chilometri di strade e controllare ogni attimo con la Gendarmeria. Perciò la sicurezza degli atleti che tanto amiamo dipende, è sempre dipesa e sempre dipenderà in gran parte dai tifosi che sono il primo pericolo ma anche le prime guardie del corpo dei corridori.

Per questo motivo pubblichiamo il Manifesto del tifoso del ciclismo, 10 regole di condotta per chi segue le corse a bordo strada per evitare che lo spettacolo si trasformi in tragedia.

1) Il tifo è un carburante fondamentale per gli atleti, ma ricordati che loro stanno faticando terribilmente. Non hanno bisogno di spinte, né di gente che gli corre di fianco. Sono lì per competere e hanno bisogno del giusto spazio per farlo

2) Se proprio te lo chiedono puoi dargli dell'acqua, ma sarebbe meglio non tirargliela in faccia a tutta forza: i gavettoni a Ferragosto, please.

3) La tv è lì per riprendere la gara e non i tifosi vestiti da scemi. Per quello ci sono i reality e le sfilate di moda.

4) La fotografia è un'arte meravigliosa, ma se sei Steve McCurry o Roberto Bettini. Le tue foto ricordo non sono più importanti dei sacrifici che fanno gli atleti, anche di quelli che arrivano ultimi.

5) Che nel ciclismo sia assolutamente necessario tifare tutti è una grandissima cavolata: si può anche tranquillamente avere un atleta che ci sta antipatico, ma l'antipatia si può dimostrare stando in silenzio e non applaudendolo invece di volerlo tirare giù dalla bici, lanciargli del piscio o offendergli la mamma.

6) I fumogeni lasciateli a casa: provate a correre finché non scoppiate, poi accendetevene uno sotto il naso. Capirete cosa vogliamo dire...

7) Se un atleta cade non lo rialzate: non potete sapere quali danni abbia riportato e potreste davvero peggiorare le cose.

8) Le bandiere sono belle, ma i ciclisti non sono tori: non ha senso sventolargliele a un centimetro dalla faccia

9) Il ciclismo permette di vedere posti meravigliosi: abbiatene rispetto. I rifiuti si riportano via o si mettono nei bidoni. Non si lasciano in cima allo Stelvio.

10) E infine: quando stiamo a bordo strada, facciamo parte di un grande spettacolo, estremamente complesso. Non siamo noi i protagonisti, ricordiamolo sempre.





20/07/2018

Matteo Pierucci


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