Stagione 2018
Valverde: punto a Giro, Vuelta e Mondiale per centrare finalmente l'oro

Valverde: punto a Giro, Vuelta e Mondiale per centrare finalmente l'oro

(foto: Bettini)

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A 37 anni e nel pieno del recupero dal più grave infortunio della carriera, non si affievolisce minimamente la voglia di correre di Alejandro Valverde. Il corridore murciano è lontano dalle competizioni dallo scorso 1 luglio quando cadde rovinosamente nella cronometro inaugurale del Tour de France che gli costò fra l'altro la frattura della rotula; nonostante qualche voce lo volesse in sella già in questo finale di anno, il suo rientro alle corse avverrà solo nel 2018 - al Tour Down Under o al Challenge di Mallorca - ma in un'intervista a El Pais (Clicca qui per la versione originale) l'Embatido ha dichiarato di avere le idee chiare per la prossima stagione.

"Nel 2018 non voglio correre il Tour de France - ha dichiarato l'atleta della Movistar -  A decidere è Eusebio Unzué (General Manager del team ndr.) ma potendo scegliere l'anno prossimo mi vorrei dedicare alle Classiche, Giro d'Italia, Vuelta a Espana ed infine al Mondiale. Per il Tour ci sono Nairo Quintana e Mikel Landa. Il Campionato del Mondo asutriaco di Innsbruck sarà duro, molto duro, al Mondiale ho sei medaglie ma nessuna d'oro e mi restano pochissime chance di vincerlo".

Idee chiarissime dunque, anche se molto dipenderà da come Valverde rientrerà dall'infortunio. "Il recupero sta andando bene per ora, ma fino a quando non si inizia a correre è difficile capire. Ma non tornerei a correre se non pensassi di poter essere più forte che mai. Con il passare degli anni diventa più difficile fare i sacrifici che necessita la vita del corridore, ma se ti piace... Ma adesso corro senza paura, senza pressioni, me la godo. Quando sono in buona forma non ho paura di fallire come da giovane, quindi posso fare azioni più rischiose che un tempo non osavo fare, me la gioco e a volte mi va bene".

Quanto la caduta di Dusseldolf lo condizionerà in futuro? "Quando riprenderò a correre avrò un po' di paura. Soprattutto nei giorni piovosi. Ma quando sei in corsa di solito non pensi alla paura, non pensi che stai andando a 90 all'ora su un tubolare da 2 pollici. Quando si scende lungo una strada stretta con molte curve, dove è più pericoloso, lì non pensi e vai giù naturalmente. Ma quando sei su un rettilineo, a 80 o 90, a volte guardo il tachimetro e penso a quando velocemente sto andando".

Il prossimo anno non ci sarà Alberto Contador, storica nemesi di Valverde che commenta così il ritiro del connazionale:" Lui è stato la mia ossessione, il mio rivale. Siamo entrambi spagnoli, a tutti piace vincere ma contro uno spagnolo è ancora meglio. Alberto è molto competitivo in tutte le gare. Vincere contro di lui mi ha sempre fatto sentire ... "Wow, ho sconfitto Alberto", ma la nostra è sempre stata solo una rivalità sportiva. Ho saputo che più di 10 anni fa, Contador ha detto a José Miguel Echavarri che voleva venire nella mia squadra per non dover dividere i galloni di capitano con me. Entrambi eravamo agli inizi. Ma penso che lui puntasse al Tour e avrebbe potuto farlo. Io sono sempre stato competitivo nei grandi giri, ma mai abbastanza per vincere un Tour. Ho centrato diversi podi ma sono stato in grado di lottare per vincere sono alla Vuelta".





09/10/2017

Matteo Pierucci



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