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Trittico delle Ardenne: Gasparotto e Poels gioie meritate, Valverde si scopre battibile

Trittico delle Ardenne: Gasparotto e Poels gioie meritate, Valverde si scopre battibile

(foto: Bettini)

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La stagione delle classiche si è chiusa come da tradizione con il Trittico delle Ardenne. Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi hanno dato vita ad una settimana al cardiopalma fra le Côte di Olanda e Belgio. Le tre corse hanno premiato tre vincitori diversi; se Enrico Gasparotto e Alejandro Valverde già conoscevano il sapore del successo a Amstel e Freccia, per l'olandese Wouter Poels la vittoria alla Liegi è stata la ciliegina sulla torta di una solida carriera. 

Queste le pagelle del Trittico delle Ardenne

Enrico Gasparotto: 9 - Il friulano è stato l'unico corridore in grado di correre per vincere tutte e tre le corse di questa settimana. All'Amstel Gold Race ha saputo bissare il successo del 2012 sbaragliando la concorrenza sul Cauberg e gestendo a piacimento lo sprint a due con Valgren Andersen. La buona prova sul Mur de Huy, che gli è valsa il miglior risultato in carriera alla Freccia (5°) faceva presagire un'altra impresa alla Liegi, ma al nativo di Sacile è mancato lo spunto migliore sul rettilineo di Ans. Senza dubbio il trentaquattrenne della Wanty può ritenersi soddisfatto; l'Italia riscopre un atleta solido, che le grandi squadre si sono lasciate sfuggire troppo facilmente.

Wouter Poels: 8 - L'olandese ottiene alla Liegi il successo che vale una carriera. Con il quarto posto alla Freccia l'atleta della Sky aveva dimostrato di stare bene, ma sulle strade della Doyenne abbiamo assistito ad una lezione di tattica. Per tenere a bada Albasini e Rui Costa sulla Rue Naniot Poels ha mostrato una grande gamba, ma nell'infido finale di Ans la sua sagacia tattica ha avuto la meglio sullo spunto sulla carta migliore dei rivali. Un bel premio per un corridore troppo spesso sottovalutato che ha saputo regalare la prima gioia in una classica monumento al Team Sky.

Alejandro Valverde: 7 - Un po' inspiegabilmente l'Embatido salta l'Amstel Gold Race, ossia l'unica delle tre corse delle Ardenne che manca nella sua pur pregevole bacheca. Il Muro di Huy si è confermato nuovamente il Muro di Alejandro, dal momento che in nessun istante della scalata si è avuto la sensazione che il murciano potesse fallire su un traguardo disegnatogli su misura. Anche alla Liegi lo spagnolo è partito da favoritissimo, e ha fatto scalpore per una volta vederlo senza la forza di inseguire i migliori dopo una giornata passata a menare le danze.

Michael Valgren Andersen: 6.5 - Il leader della Tinkoff doveva essere Kreuziger, e invece all'Amstel è spuntato questo danese che comunque vanta nel proprio palmares due successi alla Liegi under-23. Alla Doyenne il biondo della Tinkoff si conferma atleta solido concludendo nel gruppo di testa. Il suo è uno dei profili più interessanti in vista delle prossime stagioni.

Alberto Rui Costa: 6.5 - La sua settimana è stata un crescendo dall'anonima Amstel al podio della Liegi. Il portoghese Campione del mondo a Firenze si conferma corridore solido, scaltro e resistente quando le condizioni sono al limite. L'impressione è che spesso gli manchi il centesimo per fare la lira.

Tim Wellens: 6 - Il padrone di casa ha il pregio di animare due corse su tre con attacchi alla garibaldina ma comunque coinvolgenti per il pubblico. Dopo aver annunciato che avrebbe corso in maniera oculata la Liegi, si spegne completamente nella giornata più importante restando sempre lontano dalle posizioni che contano. Rimane comunque il prospetto migliore del movimento belga per le classiche vallonate.

Diego Ulissi: 5.5 - Per la prima volta da qualche stagione il livornese era riuscito a preparare al meglio il momento per lui più caldo della stagione. Due buone prove sul Cauberg e sul Mur de Huy avevano fatto sperare i tifosi italiani, ma alla Liegi Ulissi non si è praticamente mai visto. Le qualità ci sono, ma a 27 anni il corridore della Lampre ancora non riesce a fare il salto di qualità sperato.

Daniel Martin e Julian Alaphilippe: 5 - Il doppio podio alla Freccia (che considerando il feeling di Valverde con il Mur vale quasi un successo) faceva presagire fuoco e fiamme da parte del duo della Etixx-Quickstep per la Liegi. In effetti gli uomini in neroblu hanno occupato in massa la testa del gruppo quando la corsa si è accesa, ma né l'irlandese né il francese hanno saputo finalizzare lo sforzo di squadra. Se per Alaphilippe le stagioni migliori sono ancora da venire considerando l'età, Martin si conferma ancora un atleta discontinuo, in grado di primeggiare come di sparire dal vivo della corsa.

Joaquim Rodriguez: 4.5 - Il timido allungo tentato sul Mur de Huy è sembrato un commiato al pubblico del Belgio. Purito sembra aver perso lo smalto dei tempi migliori, e in nessuna delle tre prove dà la sensazione di potersela giocare. Alla fine il suo miglior risultato è l'ottavo posto alla Liegi, anche se neppure alla Doyenne il catalano ha mai messo il naso nelle primissime posizioni.

Michal Kwiatkowski: 4  - C'era? L'ex campione del mondo conclude il Trittico con un DNF all'Amstel, un'assenza alla Freccia e un trentaseiesimo posto alla Liegi. Decisamente poco per lui che 12 mesi fa si era imposto nella classica della birra imponendosi come uno dei talenti emergenti per questo tipo di corse. La sua sconfitta è un po' il trionfo della specializzazione massima: si conferma infatti l'impossibilità di essere competitivi dal pavé delle Fiandre alle Côte delle Ardenne.





25/04/2016

Matteo Pierucci


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