Giro di Turchia 2018
Percorso con tante occasioni per gli sprinter, confermato il suggestivo finale di Istanbul

Percorso con tante occasioni per gli sprinter, confermato il suggestivo finale di Istanbul
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Poche variazioni al tema nel percorso del Giro di Turchia 2018, penultima corsa a tappe del calendario World Tour. Il format non cambierà rispetto alla passata edizione, nella quale vennero ridotti i tradizionali 8 giorni di gara, con la conferma quindi di 6 frazioni in linea dedicate per lo più alle ruote veloci. Una tracciatura che prevederà invece qualche piccola novità per quel che concerne le sedi di partenza e di arrivo, quasi tutte concentrate, ad eccezione della partenza di Konya e dell’atto conclusivo di Istanbul, lungo la costa sud-occidentale del paese.

 

1° tappa: Konya-Konya (148,4 km)

 

 

Il via del Giro di Turchia sarà ospitato per la prima volta dalla città di Konya, uno dei principali centri della regione dell’Anatolia Centrale. La frazione inaugurale presenterà un profilo abbastanza mosso nella parte centrale, con GPM di 2° categoria al km 62 ed uno di 3° al km 110 di gara. Difficile ipotizzare che queste asperità possano dar fastidio agli sprinter, visti anche i 40 km di strada scorrevole che separano l’ultima asperità dal traguardo cittadino.

 

2° tappa: Alanya-Antalya (149,6 km)

 

 

Poche annotazioni tecniche per una frazione, del tutto pianeggiante, dipanata lungo il Golfo di Antalya. Partenza ed arrivo in due delle località più battute nella storia della corsa, da sempre considerate come dei veri fiori all’occhiello del turismo balneare turco. L’unica insidia potrebbe essere rappresentata dal vento proveniente dal mare, posizionato a sinistra rispetto alla marcia dei corridori, mentre nell’ultimo km bisognerà prestare attenzione ad una a 90° verso sinistra.

 

3° tappa: Fethiye-Marmaris (132,7 km)

 

 

Eccoci di fronte ad un’altra frazione classica del Giro di Turchia, di norma preda dei velocisti. Un minimo di selezione potrebbe comunque verificarsi nelle due brevi ascese poste rispettivamente ai -26 e ai -11 dal traguardo, entrambe con pendenze medie vicine al 7%. Il gruppo dovrebbe comunque annullare i prevedibili tentativi di attacco nella veloce picchiata conclusiva, caratterizzata da strade ampie e lineari. A livello paesaggistico assisteremo senza dubbio ad un altro finale da cartolina, con l’arrivo che sarà situato in uno dei porti più suggestivi dell’Egeo.

 

4° tappa: Marmaris-Selcuk (205,5 km)

 

 

Siamo giunto al momento della tappa regina della corsa, sia per chilometraggio che per difficoltà altimetriche. Dopo un avvio di difficile interpretazione, con un GPM di 1° categoria da scalare tra il km 30 ed il km 40, il gruppo percorrerà le nervose strade della provincia di Mugla, in attesa di un finale che si preannuncia scoppiettante. L’arrivo sarà infatti posto in cima ad una salita di 4 km all’8% di pendenza media, lungo le cui rampe si andranno a decidere le sorti della generale.

 

5° tappa: Selcuk-Manisa (135,7 km)

 

 

Sprinter di nuovo protagonisti in una frazione pensata come puro avvicinamento verso Istanbul. I corridori punteranno infatti verso nord ed affronteranno una giornata che, ad eccezione di un’ascesa di 2 km a metà percorso, non offrirà altri spunti significativi sotto il profilo altimetrico. Un po’ più tortuoso dei precedenti il finale, che sarà articolato nel centro cittadino di Manisa.

 

6° tappa: Istanbul-Istanbul (164 km)

 

 

Elementi scenografici e tecnici si mescoleranno in una tappa conclusiva che è diventata ormai un autentico marchio di fabbrica del Giro di Turchia. Il tratto in linea iniziale presenterà infatti saliscendi continui ed anche piuttosto impegnativi in quanto a pendenze, con i corridori che attraverseranno il Golfo di Izmit sospesi sui 2,6 km dell’Osman Gazi Bridge. L’Eurasia Tunnel, al di sotto del Bosforo, aprirà invece ai corridori le porte di Istanbul e di un’intensa serpentina tra l’area del porto e quella dove si concentrano i principali edifici di culto. Nell’ultimo km ai toboga si aggiungerà anche un tratto in ciottolato, che culminerà ai piedi della maestosa Moschea Blu.





05/10/2018

Marco Bea


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