Liegi-Bastogne-Liegi 2018
Undici côtes e il Saint Nicolas finale per entrare nella storia della Doyenne

Undici côtes e il Saint Nicolas finale per entrare nella storia della Doyenne

(foto: Diretta Ciclismo)

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La "Doyenne", la decana delle classiche, o più semplicemente la magia della Liegi-Bastogne-Liegi 2018 andrà in scena domenica 22 aprile. Edizione numero 104 per la gara sospesa tra due spettacoli: quello del Nord delle classiche primaverili tra Francia, Belgio e Olanda e quello della carovana rosa pronta a tingere le strade del ciclismo in Italia. 

Partenza da Liegi, passaggio a Bastogne e arrivo a Liegi, più precisamente ad Ans, dopo 258 in cui la pianura non la si vede nemmeno in lontananza. Se dovessimo tradurla in côtes da Bonnerue a Saint Nicolas saranno 11 strappi per testare la caparbietà degli atleti in gara. Da subito il tracciato sarà vallonato, si arriverà in rapida successione alla Côte de Bonnerue e al duplice passaggio da Bastogne che inverte la rotta di marcia dei corridori: da qui si ritorna indietro per andare verso il traguardo di Ans. Tutta salita o quasi. Saremo al chilometro 109 di gara quando il plotone si arrampicherà lungo lo stretto tracciato della Côte Saint Roch, solo un chilometro ma con pendenze che toccano e sorpassano la doppia cifra (11,2%) in mezzo a caseggiati tipici. La possibilità di fare selezione aumenterà però con l'aumentare dei chilometri e con la ripetitività delle salite: dalla planimetria si evincono i primi dati, anche numerici, importanti per comprendere l'evoluzione della gara. Dal chilometro 152 al chilometro 180 saranno presenti ben quattro côtes: Mont-Le-Soie (4 km al 6,1%), Côte de Pont (1 km al 9,6%), Côte de Bellevaux (1 km al 6,4%) e infine la temibilissima Côte de là Ferme Limbert, solo 1200 metri ma con punte che raggiungono il 12% di pendenza. Nel giro di quindici chilometri altre due côtes: Rosier (4,4 km al 5,9%) e Maquisard (2,5 km al 5%) condurranno gli atleti ai meno cinquanta dal traguardo. 

Qualcuno potrebbe pensare di aver lasciato alle spalle il peggio ma in realtà la parte più dura deve ancora venire; otto strappi sono già superati, mancano "solo", si notino le virgolette, tre côtes, ma i nomi sono da far tremare i polsi ad ogni appassionato di ciclismo. Luoghi carichi di storia ciclistica e di emozioni che si rinnovano ad ogni edizione. Il chilometro 222.5 sarà nel bene o nel male negli annali della Liegi 2018: qui inizia la Redoute, due chilometri con una pendenza media che sfiora il 9%. Le sorti di alcuni grandi potranno decidersi proprio in questo tratto, fondamentale sarà uscire bene da questa asperità infatti il tempo ha insegnato che rimanere nelle retrovie potrebbe essere fatale in vista della Côte de la Roche-aux-faucons che seguirà dopo un tratto intermedio al chilometro 239. Superati i 1300 metri con pendenza media dell'11% di questa Côte solo due ostacoli si porranno tra gli atleti e il taglio del traguardo ad Ans e al passaggio sul podio: saremo al chilometro 239 quando il plotone troverà la Côte de Saint Nicolas, poco più di un chilometro ma con pendenza media dell'8,6% che a soli cinque chilometri dal traguardo potrebbe spegnere le speranze di gloria di molti. Passaggio quanto mai decisivo, in particolare negli ultimi anni, quello della Côte d'Ans, si sale piano ma costantemente dai milleduecento metri all'arrivo fino ai duecento metri dallo striscione finale, serve ancora freschezza e lucidità di gambe ma anche di testa: gli ultimi finali sono stati un'escalation di emozioni, vista l'indecisione e l'equilibrio portato dai grandi nomi in corsa. Nel 2018 la storia potrebbe ripetersi. 





20/04/2018

Stefano Zago


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