Mondiale Yorkshire 2019
Distanza, meteo e ambiente, tante insidie oltre all'altimetria

Distanza, meteo e ambiente, tante insidie oltre all'altimetria
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Come da tradizione, anche per la rassegna iridata di Yorkshire 2019 l'attesa premondiale è caratterizzata dalla minuziosa indagine sul percorso che assegnerà il titolo di campione del mondo. Il tracciato proposto dagli organizzatori inglesi poi presenta alcune caratteristiche peculiari che lo rendono di difficile interpretazione e ampliano il lotto dei possibili protagonisti.

La prova in linea maschile élite - in programma per domenica 29 settembre -  si disputerà su una lunghezza molto importante, ben 285 chilometri: si tratterà dunque della seconda gara più lunga della stagione dopo la Sanremo. Come ormai da abitudine la corsa si svolgerà in due parti: la prima in linea di 188 chilometri con partenza da Leeds e poi sette tornate sul circuito di 13.8 chilometri intorno alla cittadina di Harrogate.

Già la prima metà di gara sarà estremamente insidiosa. Le prime prove in linea ci hanno mostrato il terreno di battaglia, nella tipica campagna inglese: strade strette fra muri di sassi, terreno aperto e battuto dal vento, continue curve e controcurve, saliscendi senza soluzione di continuità. Le salite principali in questo settore sono tre: Cray al km 68 (4 km al 4,3%, max 9,1%), Buttertubs al km 103 (5 km al 5,2%, max 11,6%) e Grinton Moor al km 130 (4,4 km al 5,3%, max 8,8%). Successivamente il percorso diventerà meno impegnativo, una cinquantina di chilometri tendenzialmente in leggera discesa che conducono all'ingresso nel circuito iridato.

I corridori avranno a che fare con un circuito piuttosto tecnico, più insidioso sul piano planimetrico che altimetrico. Si inizia con un lungo rettilineo su un'ampia sede stradale, prima in salita pedalabile e poi in discesa. Inizia quindi un segmento tortuoso che culmina con il primo dei due strappi, poche centinaia di metri ma con pendenze anche importanti seguiti da un tratto in falsopiano. Attenzione anche alla seguente discesa con tante curve e asfalto viscido, poi il settore più difficile da interpretare con tante curve e continui cambi di pendenza. SI arriva così all'ultimo chilometro e all'imbocco del rettilineo finale, tutto in leggera ma sensibile ascesa fino alla linea del traguardo dove i corridori arriveranno con 3645 metri di dislivello complessivo nelle gambe.

Forse mai come in questo Mondiale le condizioni circostanziali saranno determinanti tanto quanto il tracciato nella definizione dell'andamento di corsa. Le previsioni meteo per domenica annunciano condizioni alquanto ostili: pioggia battente soprattutto al mattino, temperature intorno ai 10° e vento moderato in direzione contraria al senso di marcia dei corridori nella marcia di avvicinamento verso Harrogate, e poi soprattutto laterale lungo il tracciato. Le prime prove di questa rassegna iridata ci hanno mostrato una sede stradale quasi sempre stretta con asfalto scivoloso e la tensione in corsa potrebbe fare il resto. Attenzione dunque ad ogni frangente di gara anche nelle prime battute; l'idea va a Doha quando - in condizioni completamente diverse ma comunque estreme - nella prova regina della rassegna iridata del 2016 oltre metà gruppo venne tagliato fuori dalla contesa già nella prima parte di gara.







25/09/2019

Diretta Ciclismo


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