Volta a Catalunya 2019
Sette tappe e tanta salita, decisivi gli arrivi in quota di Vallter 2000 e La Molina

Sette tappe e tanta salita, decisivi gli arrivi in quota di Vallter 2000 e La Molina
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Le brevi gare a tappe torneranno a farci compagnia da lunedì con la 99° edizione della Volta a Catalunya, nono evento stagionale del calendario World Tour. Il percorso sarà come da tradizione favorevoli agli uomini da GT e agli scalatori, con 2 arrivi di alta montagna e tanti km all’insù nelle 7 frazioni complessive, che andiamo adesso ad analizzare nel dettaglio.

 

Tappa 1. Calella-Calella (164 km)

 

 

Anche quest’anno si parte dal centro costiero di Calella, sede della frazione inaugurale della manifestazione dal 2012. Il tracciato presenterà tuttavia uno scenario che di marittimo avrà ben poco, visto che il gruppo virerà dopo pochi km verso l’entroterra, per andare ad affrontare ben 3 GPM di 1° categoria tra il km 30 ed il km 110 di gara. Il Port de Santa Fe del Motseny (17,5 km al 5,4%) l’Alt El Muntanyà (3,9 km al 7,3%) ed il Coll Formic (6,6 km al 4,9%) scandiranno le fasi centrali della tappa, prima della picchiata di ritorno verso Calella, intervallato dal più breve e semplice Port de Collsacreu, classificato come GPM di 3° categoria. Nonostante il finale oltremodo sarà quindi difficile assistere ad uno sprint di massa, con la corsa che, visti i 3000 m di dislivello positivo, potrebbe prendere una piega movimentata anche a diversi km dalla conclusione.

 

Tappa 2. Matarò-Sant Feliu de Guìxols (166,7 km)

 

 

Dopo i primi accenni di montagna si passa ad una frazione più in stile classica, dipanata interamente lungo la Costa Brava. Il gruppo transiterà per la prima volta sulla linea del traguardo a 40 km dal termine, per approcciare un circuito finale che avrà nell’Alt de Romanyà (5,8 km al 4,5%) il proprio punto focale. Allo scollinamento dovranno essere percorsi ancora 25 km e per i team decisi a tenere cucita la corsa ci sarà quindi tutta la possibilità di disinnescare eventuali attacchi. Le poche ruote veloci presenti dovranno tuttavia guadagnarsi l’arrivo a ranghi compatti, prestando inoltre attenzione alla retta conclusiva, tutta leggermente in salita.

 

Tappa 3. Sant Feliu de Guìxols-Vallter 2000 (179 km)

 

 

L’asticella andrà alzarsi in maniera considerevole nella 3° giornata di gara, la prima con arrivo in quota. Dopo i primi 2/3 di frazione pedalabili la strada comincerà ad inerpicarsi ai -60, con le ascese di 1° categoria del Port d’Oix (7,7 km al 5,2%) e del Port de Rocabruna (7,3 km al 5,8%), posti in rapida sequenza. Queste difficoltà faranno però soltanto da antipasto all’ascesa finale verso la stazione sciistica pirenaica di Vallter 2000, lunga 11,2 km e dalla pendenza media del 7,6%. Oltre che dalla durezza della scalata i corridori dovranno fare i conti, per la prima volta in questa stagione, anche con l’altitudine, visto che all’arrivo si toccheranno i 2150 m.

 

Tappa 4. Llanars-La Molina (150,3 km)

 

 

Si rimane sui Pirenei Orientali per la tappa regina, che promette spettacolo sia per il profilo altimetrico che per la distanza relativamente breve, spesso foriera nel ciclismo moderno di attacchi da lontano. Dopo i primi 20 km di picchiata il gruppo affronterà infatti senza soluzione di continuità il Coll de Coubet (9,2 km al 5,5%) ed il temibile Port de la Creuta (19,9 km al 4,7%), prima della doppia scalata a La Molina, 11,4 km al 4,3% intervallati da un breve discesa a ridosso dell’ultima rampa. Un traguardo che sa di tradizione dunque, essendo stato proposto sempre dall’edizione 2014, dove potrebbero essere scavati, al netto delle pendenze non proibitive, anche dei distacchi importanti.

 

Tappa 5. Puigcerdà-Sant Cugat del Vallés (188,1 km)

 

 

Spazio ai velocisti che avranno superato al meglio le difficoltà delle due giornate precedenti nella frazione più lunga della corsa. In avvio il Port de la Collada de Toses (20,5 km al 3,1%) farà da trampolino di lancio per la fuga della prima ora, che in seguito potrebbe trovare anche terreno fertile per difendersi dal ritorno del plotone. Dalla vetta la tappa si svilupperà infatti nel cuore del territorio catalano, alternando tratti di veloce discesa ad altri di saliscendi fino al traguardo.

 

Tappa 6. Valls-Vila Seca (169,1 km)

 

 

Altra tappa nervosa e di difficile lettura tra le strade della provincia di Tarragona. Pur con soli 2 GPM di 3° categoria i primi 120 km presenteranno infatti ben poca pianura, con il percorso che potrebbe quindi strizzare ancora una volta l’occhio ai coraggiosi di giornata. Completamente pianeggiante invece il finale, che presenterà anche un anello cittadino da ripetere due volte.

 

Tappa 7. Barcellona-Barcellona (143,1 km)

 

 

La Volta a Catalunya rimane fedele al proprio tradizionale epilogo, che si consumerà lungo lo scenografico circuito di Barcellona, lungo 13 km e da ripetere 8 volte. Ad ogni tornata la fila del gruppo andrà ad assottigliarsi lungo le rampe del celebre promontorio del Montjuic (2,1 km al 5,2%), in cui si decideranno sia le sorti della tappa che quelle della generale, in caso di distacchi risicati. Nel complesso il tracciato si presterà a più soluzioni e dovrà essere interpretato anche con estrema accortezza tattica. 





23/03/2019

Marco Bea


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