Adriatica Ionica Race 2018
Percorso variegato e tanti campioni per la prima edizione

Percorso variegato e tanti campioni per la prima edizione
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Debutto in grande stile per la Adriatica Ionica Race, la nuova corsa italiana organizzata da ASD SportUnion e pensata dal campione degli anni 80/90 Moreno Argentin. La manifestazione andrà in scena dal 20 al 24 giugno, una posizione di calendario favorevole fra Giro e Tour, e grazie alla presenza di vari campioni avrà addosso gli occhi di tutti gli appassionati. 

Il percorso a cavallo fra Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia presenta opportunità per tutti, dagli scalatori ai velocisti agli uomini da classiche. Le squadre al via saranno 16, fra cui ben 5 di categoria World Tour. Particolarmente agguerrite saranno le 4 Professional italiane che in questo appuntamento si giocano punti pesanti per la Ciclismo Cup.

Il percorso

La corsa sarà strutturata su cinque tappe: una cronometro a squadre, una tappa di alta montagna, un paio di frazioni mosse ed una con esito in volata pressoché scontato. Si inizia mercoledì 20 giugno con la cronosquadre Musile di Piave – Lido di Jesolo di 23.3 chilometri; l'altimetria di questa prova è completamente piatta, mentre la planimetria ha un andamento sinuoso soprattutto nella seconda parte. Si tratta dunque di un tracciato su cui le squadre più adatte a questo genere di esercizio potranno far segnare differenze importanti rispetto agli avversari. Sempre da Lido di Jesolo inizierà la seconda frazione, 152 chilometri suddivisibili in tre tronconi. La prima parte sarà la più semplice, quasi 70 chilometri pianeggianti fino a Giavera del Montello.Presso la cittadina sede del Mondiale 1985 inizierà il primo dei due GPM - entrambi pedalabili - che segnano la seconda parte della tappa. Il finale poi sarà ondulato con 4 salitelle fra cui un doppio passaggio sullo strappo di Asolo; non è da escludere che qualche velocista passi indenne queste difficoltà ma eventuali attaccanti avranno certamente terreno su cui sbizzarrirsi.

La frazione regina di questa edizione inaugurale sarà la terza, un vero e proprio tappone dolomitico degno di un grande giro. I corridori potranno scaldarsi nei primi 70 chilometri pianeggianti da Mussolente a Fiera di Primiero. La prima grande montagna da scalare sarà il Passo Rolle, 20.5 chilometri tendenzialmente pedalabili con una pendenza media del 5.9%. La seguente discesa sarà piuttosto breve e condurrà all'imbocco del Passo Valles, una salita più breve della precedente (4100 metri di lunghezza) ma dalle pendenze ben più ardue (la media è del 8.6% ma si supera a lungo il 10%). Una volta entrati in Trentino gli atleti avranno la possibilità di rifiatare lungo la discesa verso l'Agordino e poi un tratto di fondovalle. A Caprile la strada riprenderà a salire prima verso Colle Santa Lucia e poi verso la montagna più leggendaria di questa corsa, il Passo Giau: si tratta di una delle asperità più dure d'Europa, quasi 10 chilometri con una pendenza media del 9.8%. Con ogni possibilità chi arriverà primo in vetta sarà poi il vincitore della classifica generale.

Fuga da lontano o volata a ranghi compatti sono i due possibili epiloghi per la tappa numero 4, la San Vito di Cadore - Grado di 229 chilometri. L'avvio sarò tutto in leggera discesa fino all'imbocco del Passo Crosetta, al km 70. Quest'unica asperità di giornata è molto lunga (oltre 20 chilometri all'insù) ma la pendenza è blanda e allo scollinamento mancheranno ben 136 chilometri all'arrivo. La seconda metà di gara sarà tutta in pianura fino al traguardo sul lungomare di Grado dunque o arriverà la fuga della prima ora oppure i velocisti si daranno battaglia. 

La parola fine all'Adriatica Ionica 2018 verrà posta a Trieste nell'affascinante scenario di Piazza Unità d'Italia. La tappa conclusiva si compone di un tratto in linea di 81 chilometri da Grado a Trieste e poi di un circuito nel capoluogo giuliano di 6100 metri da ripetere 7 volte. Gli unici due GPM saranno posti nel primo troncone, ma anche il finale sarà insidioso con una salitella che animerà l'anello triestino. Anche in questo caso possibile lo sprint ma anche un attacco solitario,

I favoriti

La startlist di questa prima edizione è ricca di grandi firme, soprattutto per quanto riguarda le volate. Quello di Elia Viviani è senza dubbio il nome più pesante fra gli iscritti; il veneto avrà dalla sua una Quick-Step giovane ma molto ben attrezzata per gli sprint con Martinelli, Hodeg. Asgreen e Knox pronti a comporre un treno di spessore; dovrebbe godere di maggior spazio il protagonista della scorsa primavera Niki Terpstra. Il principale rivale per Viviani sarà Mark Cavendish (Dimension Data)che in vista del Tour deve ritrovare la condizione migliore dopo un avvio di 2018 sottotono. Sempre fra gli sprinter attenzione a Simone Consonni (UAE) che al recente Giro di Slovenia ha centrato il primo successo fra i pro'; valida alternativa al giovane bergamasco è rappresentata dal più esperto Ben Swift. Altri due azzurri pronti a lanciarsi in volata sono l'ex campione italiano Giacomo Nizzolo (Trek) e Riccardo Minali, impegnato con la divisa della Nazionale.

Fra gli uomini di classifica parte con i favori del pronostico Giulio Ciccone; l'abruzzese della Bardiani-CSF potrà fare benissimo sul Giau se la condizione sarà la stessa del finale del Giro d'Italia; il greenteam dovrà però limitare i danni nell'impervia cronosquadre inaugurale. Vengono dalla Corsa Rosa altri due possibili protagonisti come Gianluca Brambilla (Trek) e Giovanni Visconti, che per una volta avrà la Bahrain Merida tutta a propria disposizione. Tris di punte per la UAE Team Emirates che va dall'esperto Darwin Atapuma ai giovani Valerio Conti e Edward Ravasi, tutti scalatori in grado di fare bene nel tappone decisivo. Vengono dal sudamerica altri due papabili vincitori finali, il colombiano Jarlinson Pantano (Trek) e l'ecuadoregno Jhonatan Narvaez (Quick-Step).

Folta e molto qualitativa la lista di coloro che andranno all'assalto delle tappe mosse. Selezione di spessore per la Nazionale Italiana che schiera il rientrante Matteo Trentin e Moreno Moser. Da non sottovalutare anche Fabio Felline (Trek) che pounterà a smuovere la corsa magari assieme a corridori come Kristian Sbaragli (Israel) e Steve Cummings (Dimension Data). Puntano almeno a un successo parziale anche le Professional italiane i cui capitani dovrebbero essere Francesco Gavazzi e Manuel Belletti (Androni), Marco Canola e Damiano Cunego (Nippo), Matteo Busato (Wilier) ed Enrico Barbin (Bardiani).

 

Sintesi video di tutte le tappe dell'Adriatica Ionica Race 2018 dalle ore 17.00 grazie a PMG Sport 

Tutte le corse della Ciclismo Cup sono prodotte e distribuite da PMG Sport ( www.pmgsport.it , facebook PMGliveSport)

Di seguito tutte le altimetrie





18/06/2018

Matteo Pierucci


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