Adriatica Ionica Race 2019
Dagli sterrati alle Dolomiti, tanti protagonisti per la seconda edizione

Dagli sterrati alle Dolomiti, tanti protagonisti per la seconda edizione
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Prosegue il processo di crescita della Adriatica Ionica Race che dopo aver rotto il ghiaccio nel 2018 propone quest'anno dal 24 al 28 luglio la seconda edizione. L'evento pensato ed organizzato da Moreno Argentin propone nuovamente un percorso accattivante che prevede volate, salite, strappi e anche lo sterrato. Anche per questo motivo la corsa ha attratto numerose squadre, ben 19 di cui 8 di categoria World Tour. Dodici mesi fa il successo andò al giovanissimo talento Ivan Ramiro Sosa, passato in inverno dalla Androni alla Sky, mentre il mattatore degli sprint fu Elia Viviani che si aggiudicò ben 3 successi parziali.

Il percorso

La corsa si aprirà con una tappa che in realtà non è una tappa. La prima frazione è segnalata infatti all'UCI come criterium, dunque non valido ai fini della classifica generale. I corridori saranno impegnati in un particolarissimo prologo in linea di soli 2700 metri per le vie di Mestre, per giunta in orario serale. Una prova tutta nuova che potrebbe regalare spettacolo in uno sprint velocissimo. Si comincerà a fare sul serio al secondo giorno di corsa con una tappa piatta ma dalle mille insidie. La partenza avverrà nei pressi di Venezia, a Favaro Veneto, e per un centinaio di chilometri i corridori potranno proseguire agevolmente. Ai -80 dal traguardo di Grado è però posto il primo dei 6 settori in sterrato, per complessivi 21 chilometri sulle strade bianche. Da non sottovalutare anche il pericolo vento sul lungomare che conduce a Grado.

La tappa regina dal punto di vista altimetrico è la terza che condurrà la carovana dalla pianura di Palmanova alle cime delle Dolomiti. La prima asperità da affrontare sarà il Passo Rest (14 km al 5%) seguito a stretto giro di posta dal Passo Pura (12 km al 7% e soprattutto dalla Sella Ciampigotto, quasi 15 chilometri al 5% per giungere a ben 1739 metri di quota. Dopo il passaggio da Auronzo di Cadore i corridori imboccheranno la strada per giungere al Lago di Misurina, ai piedi delle spettacolari Tre Cime di Lavaredo: sono 6.3 chilometri al 7.9% che decreteranno il vincitore e daranno un netto scossone alla classifica. La giornata seguente presenta una tappa, la Padola-Cormons di 204 chilometri, per lunghi tratti agevole su strade tendenzialmente in discesa. Nel finale però verranno affrontati tre strappi impegnativi fra cui il Monte Quarin (1800 metri al 6%) in vetta al quale sarà posto il traguardo.

Il finale avverrà a Trieste come già accaduto nel 2018. Dopo un avvio pianeggiante e un GPM lungo ma pedalabile i corridori si immetteranno in un circuito di 6 chilometri da ripetere 6 volte che comprende anche un paio di salitelle che potrebbero regalare gli ultimi sussulti anche in ottica generale.

I favoriti

Nonostante il folto numero di squadre World Tour, la Androni-Sidermec si presenta con una squadra attrezzata per centrare il bis. In particolare proveranno ad emulare il conterraneo Sosa i sudamericani Kevin Rivera e Daniel Munoz, accompagnati dagli azzurri Fausto Masnada e Mattia Cattaneo. La principale attrazione mediatica sarà rappresentata da Remco Evenepoel, il diciannovenne campioncino della Deceuninck che punta a stupire nuovamente dopo aver conquistato in giugno il Giro del Belgio. Gioventù al potere anche in casa Trek-Segafredo con Nicola Conci e Niklas Eg che si giocheranno la leadership in strada. Leader unico invece per gli altri team World Tour, con Mark Padun per la Bahrain, Joe Dombrowski per la EF, Winner Anacona per la Astana, Jan Polanc per la UAE e Louis Meintjes per la Dimension Data. Fra le formazioni Professional invece occhi puntati soprattutto su Dayer Quintana (Neri Sottoli) e Ben Hermans (Israel Cycling Academy).

Molti nomi anche per quanto riguarda le ruote veloci. In questo caso la firma più prestigiosa è quella di Mark Cavendish che torna in corsa dopo la scottante esclusione dal Tour. In velocista di riferimento dovrebbe però essere Alvaro Hodeg (Deceuninck) i cui principali sfidanti saranno Phil Bauhaus (Bahrain), Manuel Belletti (Androni), Sacha Modolo (EF), Kristian Sbaragli (Israel) e Juan Lobato).

Non mancano poi i corridori da classiche che avranno modo di divertirsi soprattutto sugli sterrati di Grado. L'attenzione sarà rivolta soprattutto sul vincitore dell'ultima Roubaix Philippe Gilbert oltre agli altri specialisti delle strade sporche come Sep Vanmarcke, Jurgen Roelandts e il nostro Davide Ballerini.

Le altimetrie

 

 

 





23/07/2019

Diretta Ciclismo


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