Giro dell'Emilia 2018
Una parata di stelle a caccia del successo sulle rampe di San Luca

Una parata di stelle a caccia del successo sulle rampe di San Luca
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Si disputa domani sabato 6 ottobre l’edizione numero 101 del Giro dell’Emilia, appuntamento storico dell’autunno italiano. Anche in questa stagione il calendario regala a questa corsa un ruolo di estremo rilievo, in quanto inserita tra il campionato del mondo e il Lombardia.

IL PERCORSO:
Sulle orme di ciò che sarà l’apertura del prossimo Giro d’Italia, l’ormai celeberrimo arrivo posto in corrispondenza del Santuario di San Luca segna la conclusione di un tracciato si dipana lungo oltre 207 chilometri, confermandosi impegnativo e adatto agli attaccanti. Una volta lasciato l’abitato di Bologna, già al km 22 la corsa affronta il primo GPM di giornata, la salita di Mongardino, che nei suoi 1.900 metri raggiunge punte che sfiorano il 10%. Ascesa ben più lunga è invece quella che porta agli 896 metri del passo Brasimone, che presenta una pendenza media del 5%. Dopo la lunga discesa, la corsa affronta la rampa di Ganzole (2 km con punte al 10%), per poi approcciare il circuito finale San Luca-Casaglia: questo anello conclusivo è lungo 9,3 chilometri e dovrà essere completato per 4 volte. Al termine della quarta tornata è posto il traguardo, quando l’ascesa al San Luca (2,1 km al 10% di pendenza media) con le sue punte fino al 18% avrà ormai sancito il vincitore di giornata.

I FAVORITI:
Dodici mesi fa fu un trionfo per la Bahrain-Merida, grazie al successo in solitaria di Giovanni Visconti, che anticipò sul traguardo il compagno Vincenzo Nibali. Le condizioni affinché anche quest’anno si ripresenti una situazione simile ci sono tutte, anche in considerazione della presenza in squadra di uomini del calibro di Domenico Pozzovivo e Matej Mohoric. Una startlist di primo livello, però, amplia i pretendenti all’edizione 2018 ad un cospicuo lotto: a cominciare dal fresco vicecampione del mondo Romain Bardet, a cui solo Alejandro Valverde ha impedito di presentarsi ai nastri di partenza in maglia iridata. Il transalpino guida una Ag2r che vede tra i partenti anche carte interessanti come Alexis Vuillermoz, Alexandre Geniez e Pierre Latour. In grande forma è apparso anche la medaglia di bronzo di Innsbruck Michael Woods, al timone della EF Drapac con Rigoberto Uran, colombiano come Egan Bernal e Sebastian Henao del Team Sky e quel Miguel Angel Lopez che sulle rampe finali potrebbe trovare lo spunto giusto. La FDJ affida le proprie ambizioni di successo alla buona condizione di Thibaut Pinot e sulla freschezza di David Gaudu, mentre Simon Yates e Mikel Landa sono gli uomini più attesi rispettivamente in casa Mitchelton e Movistar. Da non sottovalutare, inoltre, Primoz Roglic, in grado anche di sferrare un attacco dalla distanza.
Oltre ai già citati uomini Bahrain, è folto il gruppo azzurro: partendo da Gianni Moscon, quinto sul traguardo mondiale e in grado di reggere sulle impervie rampe finali. Altri reduci dalle fatiche iridate sono Dario Cataldo, Damiano Caruso, Alessandro De Marchi e Gianluca Brambilla, ai quali è lecito aggiungere il portacolori della LottoNL Jumbo Enrico Battaglin e quello della Bardiani Giulio Ciccone.







05/10/2018

Giovanni Sassi


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