Gran Premio di Lugano 2019
Nibali ed Aru ripartono dalla loro Lugano, Mohoric, Pogacar Chaves e tanti azzurri tra i favoriti

Nibali ed Aru ripartono dalla loro Lugano, Mohoric, Pogacar Chaves e tanti azzurri tra i favoriti

(foto: Bettini)

condividi la pagina:

Graditi ritorni e tanta Italia per la 73° edizione del Gran Premio Città di Lugano, appuntamento che, per prossimità territoriale ed albo d’oro, è sempre stato apprezzato sia dai corridori che dagli appassionati nostrani. Anche quest’anno la classica ticinese sarà terreno di caccia per diversi reduci del Giro o per chi intende approcciare a marce alte la marcia di avvicinamento ai campionati nazionali e al Tour. L’interesse della prova sarà alimentato anche dalla presenza di Vincenzo Nibali e del rientrante Fabio Aru, in una startlist, a forte predominanza azzurra, composta da 3 squadre World Tour, 5 Professional e 9 Continental.

 

Il percorso

179,2 km totali, circa 6 in meno rispetto allo scorso anno, per una prova strutturata in un circuito di 22,4 km da ripetere 8 volte. Il tracciato, pur con qualche accorgimento, non cambierà in sostanza fisionomia rispetto alla sua più recente versione e sarà dipanato tra le due ramificazioni principali del Lago Ceresio, per un dislivello complessivo, viste sia le strade nervose che gli sporadici tratti di pianura previsti, di ben 4000 m. I primi 6 km di ogni tornata saranno infatti in costante ascesa, fino al GPM di Collina d’Oro, dal quale gli atleti si tufferanno in una discesa piuttosto tecnica. Dopo un breve settore di respiro, lungo le sponde dell’insenatura di Agno, si tornerà a salire verso l’abitato di Sorengo, con un’impennata di 2 km. Un trampolino di lancio ideale per gli attaccanti, visto che negli ultimi 4 km, tutti in secca picchiata, sarà davvero difficile organizzare un inseguimento. Il lungolago di Lugano farà da cornice alle battute conclusive, con lo striscione d’arrivo che sarà posto in Riva Vincenzo Vela.

 

I favoriti

Grande attesa e curiosità su come si comporterà Vincenzo Nibali (Bahrain Merida), che ha optato per la corsa di casa, da ormai 7 anni si è stabilito con la famiglia proprio nella cittadina ticinese, per avviare la fase di transizione tra il Giro e il Tour. Sulla carta il messinese potrebbe tuttavia mettersi a disposizione di Matej Mohoric, atleta capace di esaltarsi come pochi altri in questo genere di percorsi e potenziale carta vincente per l’ultimo giro. Quello di domani rappresenterà invece un nuovo inizio per un altro luganese d’adozione come Fabio Aru (UAE Team Emirates), al rientro alle competizioni dopo il lungo stop per l’intervento dello scorso aprile all’arteria iliaca. Il sardo approfitterà di questa prova per riassaporare il ritmo gara e cercherà di dar manforte ai più rodati compagni Diego Ulissi e Tadej Pogacar, vera rivelazione tra i neopro’ di questa stagione e fresco dominatore del Giro di California. Dopo un Giro chiuso in crescendo sarà da tenere d’occhio anche Esteban Chaves (Mitchelton-Scott), che sarà spalleggiato non solo dall’highlander Michael Albasini, mai da sottovalutare nelle prove di un giorno soprattutto in terra elvetica, ma anche dal rookie azzurro Edoardo Affini, in evidenza la settimana scorsa al Giro di Norvegia con una vittoria di tappa e con il 4° posto nella generale. Punteranno a capitalizzare al meglio la condizione acquisita nell’ultima Corsa Rosa i ragazzi della Bardiani-CSF, guidati da Giovanni Carboni e Manuel Senni, al pari di quelli della Nippo Vini Fantini Faizanè, che si affideranno nel finale a Marco Canola Juan Josè Lobato nella speranza di una gara più controllata del previsto. Soluzioni tattiche differenti per la Israel Cycling Academy, pronta a dare battaglia con il ticinese Matteo Badilatti e con Kristian Sbaragli, 2° lo scorso anno e cliente scomodo in caso di sprint più o meno ristretto. Più di un’opzione interessante anche per la Neri Sottoli-Selle Italia-KTM, che potrà fare sia corsa d’attacco, con Giovanni Visconti e Simone Velasco, che d’attesa, data la presenza nella selezione di spunto e resistente come Davide Gabburo. Uno sviluppo di gara selettivo potrebbe infine favorire degli outsiders come Evgeny Shalunov (Gazprom-RusVelo), Roland Thalmann (Team Vorarlberg Santic), Simone Ravanelli (Biesse Carrera) ed Andrea Bagioli (Team Colpack), con gli ultimi due che sono gli elementi più interessanti tra i giovani in forza alle compagini Continental italiane al via. 





08/06/2019

Marco Bea


ALTRE NOTIZIE CORRELATE

condividi la pagina:
ALTRE NOTIZIE

condividi la pagina:



Associazione Diretta Ciclismo
via S.Pertini 159 - 55041 Camaiore (LU) - P.IVA 02302740465
Questo sito non è una testata giornalistica o similare e viene aggiornato senza alcuna periodicità esclusivamente in base ai contenuti dei collaboratiri del sito, pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62/01.
Informazioni su privacy e disclaimer Archivio