Milano-Torino 2019
Bernal e Higuita contro Valverde, sfida generazionale a Superga

Bernal e Higuita contro Valverde, sfida generazionale a Superga

(foto: Press Room RCS)

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Uno dei passaggio più importanti nell'autunno italiano ricco di eventi è la Milano-Torino in programma mercoledì 9 ottobre. La classica organizzata da RCS Sport taglia quest'anno il prestigioso evento delle 100 edizioni e lo fa confermando i tratti che l'hanno contraddistinta dalla rinascita del 2012 ad oggi: partenza nell'hinterland milanese, un lungo avvicinamento pianeggiante al capoluogo piemontese e poi la doppia scalata a Superga.

Il disegno della corsa unito alla favorevole posizione in calendario hanno attirato in questi anni squadre e corridori di prestigio, desiderosi di testarsi alla MiTo in vista dell'imminente Lombardia Dal 2012 hanno scritto il proprio nome nell'albo d'oro  campioni come Alberto Contador, Miguel Angel Lopez e Rigoberto Uran oltre agli italiano Diego Ulissi, Giampaolo Caruso e Diego Rosa. La scorsa edizione andò al francese Thibaut Pinot che pochi giorni dopo si impose anche nella Classica delle foglie morte. Plurivincitore della corsa è Costante Girardengo che fra il 1914 e il 1923 conquistò per ben 5 volte questa corsa.

Il percorso

Varie modifiche sono state apportate al tracciato che comunque non perde la propria fisionomia generale. Gli organizzatori hanno dato una sforbiciata al percorso portando la lunghezza complessiva da 200 a 179 chilometri. La partenza rimane a Magenta mentre il segmento che ha subito variazioni è quello centrale: niente divagazione per le colline del Monferrato ma solo pianura attraverso l'alessandrino. Il risultato è un ulteriore alleggerimento del tratto di avvicinamento a Torino che appare come una tavola da biliardo lunga 150 chilometri.

Gli animi si accenderanno una volta che il gruppo transiterà all'ombra di Superga per scalare il Colle. La strada per arrivare in vetta misura 4.9 chilometri e presenta una pendenza media del 9.1%; il settore più impegnativo è quello centrale con un paio di rampe al 14-15%. Al primo passaggio i corridori svolteranno a destra ai -700 metri per tuffarsi in discesa; quasi 6 chilometri all'ingiù comprese varie curve tecniche, poi 7 chilometri pianeggianti per tornare all'imbocco dell'erta che conduce al traguardo.

I favoriti

Il finale molto impegnativo restringe di molto il lotto dei possibili vincitori: il traguardo di Superga è appannaggio esclusivo degli scalatori puri che non mancano nella startlist.

Il nome più altisonante è quello di Egan Bernal, che dopo il trionfo al Tour ha focalizzato il proprio mirino sulle classiche italiane. Il colombiano non ha ancora mostrato lo stesso spunto della Grande Boucle e anche a Torino potrebbe lasciare il campo in casa INEOS a Tao Geoghegan Hart e Diego Rosa (già vincitore nel 2015) per poi giocare tutte le proprie carte al Lombardia di sabato. Fra li esarabajos attenzione massima va rivolta a Sergio Higuita (EF) uno degli atleti più in crescita del panorama internazionale.

A fronte dell'ascesa di un giovane come Higuita, non sembra volersi eclissare la stella di Alejandro Valverde, che per la Movistar sembra decisamente più in palla rispetto all'altro spagnolo Mikel Landa. Altre firme di prestigio sono quelle di Ada Yates (Mitcheltonn) e Jakob Fuglsang (Astana), entrambi in luce nelle scorse giornate fra Giro di Croazia e semiclassiche italiane. La rassegna dei possibili protagonisti annovera poi David Gaudu (Groupama-FDJ), Giulio Ciccone e Bauke Mollema (Trek), Rafal Majka e Davide Formolo (BORA), Warren Barguil (Arkea) e Wilco Kelderman (Sunweb).





07/10/2019

Diretta Ciclismo


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