Vuelta a la Region de Murcia 2019
Si torna a due giorni di gara, Valverde il favorito numero uno

Si torna a due giorni di gara, Valverde il favorito numero uno
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Il ciclo di gare di febbraio in terra iberica prosegue venerdì e sabato con la Vuelta a Murcia, che per la sua 34° edizione effettuerà un gradito ritorno al passato. Nell’ottica di un progressivo progetto di rilancio della manifestazione gli organizzatori hanno infatti portato da uno a due i giorni di corsa, riproponendo quindi un format, come quello della breve prova a tappe, abbandonato dalla stagione 2013. Una scelta senza dubbio apprezzata dai team e dai corridori, in cerca in questo periodo di contesti dove testarsi con condizioni climatiche miti, come testimoniato dalla presenza nella startlist di 6 realtà World Tour e di alcuni nomi di grido.

 

Il percorso

188,8 km complessivi nella prima frazione, che potrebbe prestarsi a più soluzioni. Dalla partenza di Yecla il gruppo si tufferà verso la Costa Calida, con i primi 2/3 del percorso che saranno in lieve ma costante discesa. A circa 40 km dal traguardo la strada comincerà però ad impennarsi verso il GPM di 3° categoria dell’Alto Cabeza de la Plata, lungo 4,2 km e con una pendenza media del 5%. Una salita non certo trascendentale quindi, ma potenzialmente adatta a qualche colpo di mano, vista anche la rapida picchiata che separerà la vetta dal traguardo di San Javier, con i soli ultimi 5 km dal profilo pianeggiante. Ricetta classica invece nella seconda giornata di gara, sulla distanza dei 177,3 km, che ricalcherà in buona parte il tracciato della prova secca andata in scena in questi ultimi anni. Dopo lo start da Beniel i corridori doppieranno l’Alto de El Garruchal  e l’Alto de Aledo, entrambi di 3° categoria, che faranno da antipasto al Collado Bermejo, ascesa di 7 km al 7% intitolata come ormai da tradizione a Marco Pantani, protagonista su queste rampe di un numero dei suoi nel 1999. Allo scollinamento mancheranno ancora 75 km all’arrivo di Murcia, non privi però di insidie. Oltre all’incognita vento, spesso incessante nella regione in questo periodo dell’anno, ci sarà da fare i conti ancora con il GPM dell’Alto de la Cresta del Gallo, 4,4 km al 6,5%, posto ad una dozzina di km dalla conclusione.

 

I favoriti

L’uomo più atteso sarà senza dubbio Alejandro Valverde (Movistar), non soltanto per il fattore campo favorevole. Il campione del mondo punterà infatti a siglare la sua prima vittoria in maglia arcobaleno davanti al pubblico di casa, con l’obiettivo di ritoccare il suo record di 5 trionfi e di regalare, come accaduto spesso nelle ultime edizioni, anche dei bei lampi di spettacolo. Il pericolo principale per l’Imbatido, apparso già in bello spolvero tra Challenge Mallorca e Vuelta Valenciana, sarà rappresentato dalle numerose bocche da fuoco dell’Astana. Oltre al detentore della corsa Luis Leon Sanchez i kazaki potranno fare leva pure su Pello Bilbao e Jakob Fuglsang, al debutto stagionale ma sempre competitivo su questi percorsi. Dopo l’esordio positivo alla Valenciana vorrà dare continuità pure Matteo Trentin, faro di una Mitchelton-Scott che potrebbe sorprendere, non solo in ottica di un successo parziale, con Dion Smith e Robert Stannard, entrambi in discreta evidenza all’Herald Sun Tour. In casa Team Katusha-Alpecin occhio alla doppia opzione Simon Spilak e Daniel Navarro, a segno qua nel 2013, mentre non ci stupirebbe vedere nei piani alti della classifica finale anche Serge Pauwels (CCC Team) e Patrick Konrad (Bora-Hansgrohe), corridori capaci di carburare nel modo giusto già nel mese di febbraio. Più difficile in questa primissima porzione della stagione decifrare invece gli equilibri delle formazioni Professional, che presenteranno diversi elementi all’esordio assoluto nel 2019. Sulla carta i nomi che sembrano fornire più certezze in chiave generale sono quelli di Rein Taaramae (Direct Energie), altro ex vincitore della corsa, Nick Van der Lijke (Roompot – Charles), José Herrada (Cofidis), Sergei Chernetski (Caja Rural – Seguros RGA), Aleksandr Vlasov (Gazprom-Rusvelo) ed Aimé De Gendt (Wanty – Groupe Gobert). Curiosità infine sull’impatto in un simile palcoscenico del campione italiano Junior Samuele Rubino (Kometa Cycling Team), alla prima esperienza della carriera al fianco dei professionisti. 





14/02/2019

Marco Bea


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