Parigi-Tours 2019
tracciato da imboscate con la conferma dello sterrato, Naesen e Kung guidano un lotto di favoriti senza big

tracciato da imboscate con la conferma dello sterrato, Naesen e Kung guidano un lotto di favoriti senza big
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Sempre in bilico tra decadenza e rinascita la Parigi-Tours numero 113 si appresta a vivere la sua seconda edizione con la rinnovata quanto discussa fisionomia varata nel 2019. Quest’anno è stato infatti confermato l’esperimento dello sterrato, piatto forte di un finale di gara oltremodo inasprito anche a livello altimetrico rispetto al disegno tradizionale. Una soluzione adottata per scrollarsi di dosso la fastidiosa nomea di “nobile caduta in disgrazia”, che non ha tuttavia trovato ampi consensi all’interno dei team della massima serie. Le compagini World Tour al via infatti saranno soltanto sette, due in meno rispetto al 2018, con l’assenza della Deceuninck-Quick Step in particolare che ha tenuto banco per la promessa (mantenuta) di Patrick Lefevre di non schierare più i propri atleti in una prova che “non ha nulla a che vedere con il ciclismo su strada”. La speranza degli organizzatori rimane quella di compensare le defezioni con una corsa spettacolare e selettiva, eventualità più che probabile viste le premesse ed il precedente della passata stagione.

 

Il percorso

La carovana si muoverà da Chartes in direzione sud-ovest, costeggiando la sponda destra del bacino della Loira. I primi 2/3 dei 217 km totali di gara scorreranno lungo la più classica delle piane francesi, senza quindi particolari difficoltà altimetriche ma con la costante insidia del vento laterale. Lo scenario cambierà in maniera radicale dai -53 al traguardo, quando i corridori approcceranno la Cote Goguenne, prima di una serie di sette brevi asperità concentrate in poco più di 40 km. I vari strappi saranno intervallati inoltre da nove settori di sterrato (i cosiddetti “chemins de vignes”), per 10,7 km complessivi, che andranno a frastagliare ulteriormente le fila del plotone. Le montagne russe termineranno con la Cote de Rocheborn, posta a 10 km dal traguardo, al termine della quale i vigneti e i mangia e bevi faranno posto ai vialoni tipici delle battute conclusive della Parigi-Tours. L’ingresso in città da nord-ovest anziché da sud-est ha invece modificato solo parzialmente il finale, con la retta dell’Avenue de Grammont che ospiterà come da tradizione il traguardo, pur con una versione ridotta a poco più di 1 km.

 

I favoriti

Sempre difficile decifrare l’effettivo valore delle forze in campo in questa fase della stagione, specie viste le caratteristiche del percorso, ma la presenza di 2/3 del podio della passata edizione ci fornisce almeno degli indizi di partenza a riguardo. Nonostante non stia vivendo un periodo esaltante il defending champion Soren Kragh Andersen (Team Sunweb) proverà senza dubbio ad essere protagonista, con Max Walscheid come ripiego in caso di corsa più controllata. Dopo la piazza d’onore del 2019 Niki Terpstra (Team Total Direct Energie) punterà invece a chiudere con un bel colpo di reni un’annata con poche luci, forte dell’appoggio di un Anthony Turgis in bello spolvero nelle recenti semiclassiche franco-belghe. In queste prove mai sottovalutare anche le squadre World Tour transalpine, entrambe al via con un collettivo molto interessante. Tanta qualità in particolare per gli uomini dell’AG2R La Mondiale, guidati da Oliver Naesen, Tony Gallopin e dall’ex crossista Clement Venturini, atleta veloce e sicuramente a suo agio sugli sterrati. La Groupama-FDJ risponderà invece con il tridente composto da Marc Sarreau, reduce dai sigilli al Giro di Vandea e alla Parigi-Bourges, dal sempre temibile Arnaud Demare e, soprattutto, dal bronzo mondiale Stefan Kung, che potrebbe esaltarsi in un eventuale finale uomo contro uomo. Più opzioni anche per la Lotto Soudal, pronta a giocare sia d’attacco che d’attesa con Jens Keukeleire e Lawrence Naesen. Potrebbero inoltre sfruttare il loro ottimo stato di forma Tom Bohli (UAE-Team Emirates) e Jenthe Biermans (Team Katusha Alpecin), pur all’interno di formazioni sulla carta meno strutturate di quelle già citate. Nella pattuglia delle restanti Professional figurano inoltre diversi outsider di peso, tra i quali spiccano i nomi di Julien Simon (Cofidis), Bryan Coquard (Vital Concept-B&B Hotels), Clement Russo (Team Arkea-Samsic), altro elemento proveniente dal cross, Xandro Meurisse (Wanty-Gobert), Tom Van Asbroeck (Israel Cycling Academy) e Piet Allegaert (Sport Vlaanderen-Baloise). In chiave azzurra da seguire infine con curiosità i giovani Alexander Konychev (Team Dimension Data) ed Alessandro Fedeli (Delko Marseille Provence), segnalati con la gamba giusta per provare a mettersi in evidenza anche in contesto così particolare e qualificato.







12/10/2019

Marco Bea


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