GP de Québec 2019
Aria di mondiale sulla Grande Allée, Van Avermaet sfida Matthews e Sagan per sfatare il tabù, Evenepoel mina vagante

Aria di mondiale sulla Grande Allée, Van Avermaet sfida Matthews e Sagan per sfatare il tabù, Evenepoel mina vagante

(foto: Bettini)

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La marcia di avvicinamento al mondiale dello Yorkshire si appresta a vivere uno dei suoi snodi chiave con il weekend delle classiche canadesi, inaugurato venerdì, nella serata italiana, dalla 10° edizione del Grand Prix del Québec. Con il passare delle stagioni i corridori hanno iniziato a prendere progressivamente le misure a questa prova, oltremodo avvincente nei suoi primi anni di vita pur essendo di base meno selettiva della gara gemella di Montreal, riducendo gli spazi per gli attaccanti in favore degli atleti più esplosivi, abituati a sparare tutte le proprie cartucce nell’asfittica retta conclusiva della Grande Allée. Per questo motivo lo scenario più plausibile è quello di un finale a ranghi compatti, in cui vedremo scornarsi alcuni degli sprinter atipici più blasonati del palcoscenico mondiale, che ci forniranno inoltre indicazioni preziose in vista dell’ormai imminente rassegna iridata.

 

Nel tracciare la griglia dei favoriti il primo nome che balza all’occhio è quello di Greg Van Avermaet (CCC Team), vista soprattutto la sua notevole scia di precedenti. Nelle sue 7 apparizioni sulle strade di Quebec City il campione olimpico non è mai uscito dalla top 10, senza però mai riuscire a vincere, suffragando il suo feeling con la Grande Allée con ben 4 piazze d’onore, di cui 3 consecutive nelle ultime 3 edizioni. Dopo un’estate notevole per continuità di prestazioni ma priva di acuti il belga potrebbe stavolta essere destinato ad andare in goal, non solo per la legge dei grandi numeri, ma anche per le condizioni non perfette dei rivali più temibili. Il defending champion Michael Matthews (Team Sunweb) non sta infatti vivendo la sua annata più prolifica e rischia di essere insidiato anche dalla concorrenza interna di Marc Hirschi, vera rivelazione delle ultime settimane ed elemento ideale per scaricare un po’ di responsabilità dalle spalle dell’australiano, che rimarrà comunque un cliente scomodo per chiunque allo sprint. Gravitano più dubbi che certezze pure sulle effettive possibilità di un altro habitué del Canada come Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), apparso spuntato ed abulico, rispetto ai suoi standard abituali, sin dall’inizio del 2019. Il recente 6° posto ad Amburgo dice poco o nulla sull’effettivo stato, sia fisico che mentale, del campione slovacco, che tuttavia cercherà di raddrizzare in corner, a partire da domani, la stagione al momento più magra di soddisfazioni della propria carriera.

 

C’è chi tentenna e chi invece è in continua crescita di quotazione, come Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) e Sep Vanmarcke (EF Education First), entrambi in lizza per un posto nella selezione belga per il mondiale e pronti ad approfittare di qualsiasi balbettio dei big. Il primo non è mai uscito dai 10 per tutto il mese di agosto, facendo suo anche il Giro di Germania, mentre il secondo ha riassaporato il gusto di una vittoria di peso 10 giorni or sono a Plouay, dove ha rubato l’occhio sia per gamba che per lucidità. Le due compagini statunitensi avranno inoltre in Bauke Mollema e Michael Woods delle solide alternative, in grado di strappare un buon risultato non solo in caso di corsa dura. Avere frecce multiple nel proprio arco è invece più una consuetudine che un lusso per la Deceuninck-Quick Step, che avrà in Julian Alaphilippe, ancora in rodaggio dopo il breve stacco per le fatiche del Tour, il vertice di un tridente composto anche da Kasper Asgreen e Remco Evenepoel, scheggia impazzita che, come visto di recente in Germania, potrebbe creare scompiglio già dalla medio-lunga distanza prima di mettersi a disposizione della squadra. Discreta abbondanza inoltre sia per la AG2R La Mondiale, guidata da una sicurezza come Oliver Naesen e dal giovane Benoit Cosnefroy, che per la Mitchelton-Scott, dove partiranno in sostanza alla pari Daryl Impey e Jack Haig.

 

Sul fronte azzurri le nostre carte principali saranno rappresentate da Sonny Colbrelli (Bahrain Merida) e Diego Ulissi (UAE-Team Emirates), usciti con un’ottima gamba dal Giro di Germania e decisi a legittimare ulteriormente la loro più che probabile convocazione al mondiale. Le due formazioni emiratine avranno poi nell’ordine Matej Mohoric e Rui Costa come seconde punte, specie in chiave offensiva, mentre tra i nostri portacolori ci sarà sa seguire pure Davide Ballerini (Astana), altro papabile per una maglia azzurra. In caso di finale convulso attenzione infine agli inserimenti degli outsider, tra i quali figurano anche atleti da top 5 come Michael Valgren (Dimension Data), Tim Wellens (Lotto Soudal), Anthony Roux (Groupama-FDJ), Timo Roosen (Team Jumbo-Visma) ed Eduard Prades (Movistar).

 

Il nostro borsino dei favoriti:

**** Van Avermaet

*** Matthews, Stuyven, Sagan, Vanmarcke

** Alaphilippe, Naesen, Colbrelli, Ulissi, Impey, Valgren

* Hirschi, Evenepoel, Asgreen, Cosnefroy, Mohoric, Rui Costa, Wellens, Ballerini, Roux, Woods, Roosen, Mollema, Prades, Haig





12/09/2019

Marco Bea


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