Mondiale Yorkshire 2019
Van der Poel e Alaphilippe vedette di una sfida epocale per l'iride, azzurri guidati da Trentin

Van der Poel e Alaphilippe vedette di una sfida epocale per l'iride, azzurri guidati da Trentin
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Definirlo il mondiale dei mondiali potrebbe risultare ai più uno slogan esagerato, ma la prova in linea elite della rassegna iridata di Yorkshire 2019 si presenta davvero come la più avvincente almeno dell’ultima decade. Merito di un cast di partecipanti da oscar e ricco di tante personalità diverse quanto carismatiche, che andranno ad inscenare una sfida, anche dai forti contorni generazionali, destinata a fare epoca nella storia contemporanea della disciplina. Oltre al blasone dei protagonisti bisognerà tenere in forte considerazione il fattore clima, piuttosto dirimente in una prova di quasi 290 km, di cui la maggioranza da disputare su strade tortuose e prive di vera pianura. La pioggia in particolare potrebbe rendere la contesa oltremodo nervosa e selettiva, contribuendo a far emergere gli atleti più coriacei sia sul piano fisico che mentale, capaci di leggere nella maniera giusta le pieghe tattiche della corsa.

 

Gli occhi del mondo saranno tutti puntati su Mathieu Van der Poel (Olanda), fenomeno polivalente reduce da un’annata monstre anche su strada, con uno score all’attivo di 10 vittorie su appena 32 gare disputate. Il nipote di Raymond Poulidor è approdato nello Yorkshire con la precisa missione di conquistare un ulteriore alloro di peso internazionale, già detiene l’iride nel ciclocross e il titolo europeo in MTB, che lo proietterebbe in maniera definitiva nella leggenda del ciclismo. Forte di un percorso cucito sulle sue caratteristiche e di una squadra pronta ad infiammare la corsa a suo piacimento, occhio tra gli orange anche a Mike Teunissen, il predestinato originario di Kapellen avrà come unica incognita quella della tenuta sul piano psicologico, che gli ha spesso giocato brutti scherzi nelle rassegne mondiali di ciclocross. Promette scintille l’atteso scontro frontale tra il neerlandese e Julian Alaphilippe (Francia), deciso a vendicarsi delle batoste rimediate negli unici due confronti diretti stagionali alla Freccia del Brabante e all’Amstel Gold Race. L’atleta di Saint-Amand-Montrond sarà il leader maximo dei galletti e, qualora dovesse aver ritrovato anche il 70% della gamba del Tour, venderà cara la pelle anche in caso di bagarre da lontano. A contendersi il ruolo di terzo incomodo avremo Peter Sagan (Slovacchia) e Michael Matthews (Australia), molto pericolosi soprattutto se riusciranno a rimanere al coperto fino alle battute conclusive. Il primo, a caccia di un 4° oro iridato che significherebbe record all-time, sa districarsi bene in qualsiasi situazione tattica e potrebbe beneficiare del fatto di non essere, per una volta, il principale uomo da battere.  Il capitano degli aussie, già argento a Richmond e bronzo a Bregen, condurrà invece  con la propria nazionale una strategia più conservativa, il ruolo di guastatore sarà delegato al solo Jack Haig, nella speranza di andarsi a giocare il tutto per tutto in una rampa finale che dovrebbe gradire oltremodo.

 

Nell’analisi dei favoriti merita invece un discorso a sé stante il Belgio, il cui CT Rik Verbrugghe ha deciso, a scanso di equivoci, di convocare tutti i big del proprio movimento. In una selezione impressionante per qualità media, 7 elementi su 8 sarebbero da top 10, spiccano però Philippe Gilbert e Greg Van Avermaet. Il vallone è uscito alla grande dalla Vuelta e sa muoversi come pochi altri anche nell’uomo contro uomo, mentre il campione olimpico è senza dubbio una garanzia di rendimento in simili contesti, sebbene abbia un po’ perso la verve vincente delle stagioni 2016 e 2017. Le carta a sorpresa del gruppo potrebbe invece essere Yves Lampaert, molto a suo agio sia con la distanza che con il maltempo, senza dimenticarsi inoltre del “cavallo pazzo” Remco Evenepoel, in grande condizione visto l’argento della crono ma forse un po’ penalizzato da un tracciato in cui sarà fondamentale saper limare. Se i belgi rischiano tuttavia di faticare a trovare l’amalgama e i giusti meccanismi di squadra pochi dubbi a riguardo ci sono invece sull’Italia. Sotto la gestione di Davide Cassani i nostri rappresentanti hanno infatti più volte mostrato un’invidiabile capacità di correre insieme, ovviando spesso alla mancanza di una vera e propria punta. Stavolta le gerarchie dovrebbero essere tuttavia piuttosto definite, con Matteo Trentin, autore quest’anno di un netto cambio di marcia dal Tour in poi, che sarà il nostro uomo di riferimento per le fasi calde. Le alternative principali saranno rappresentate da un Gianni Moscon che, al netto di un 2019 negativo, sa trasformarsi in meglio quando veste di azzurro e da Sonny Colbrelli, amante delle condizioni meteo estreme.

 

Tra i clienti più scomodi da portarsi dietro sulla retta di Parliament Street figurano sia Sam Bennett (Irlanda), in grande spolvero in questa seconda parte di stagione, che una vecchia volpe come Alexander Kristoff (Norvegia), specialista delle prova over 250 km. Sebbene non abbiano brillato in questa stagione potrebbero stupire anche Michael Valgren (Danimarca) e John Degenkolb (Germania), con Jakob Fuglsang e Nils Politt come vice nelle rispettive nazionali, al pari di un altro duro come Zdenek Stybar (Rep. Ceca). Impossibile poi dimenticarsi del campione uscente Alejandro Valverde (Spagna), che avrà carta bianca in una nazionale iberica dove ci sarà da seguire con attenzione anche Ivan Garcia Cortina. Tra gli atleti destinati a giocare all’attacco i più accreditati sono invece Alexey Lutsenko (Kazakhstan), semplicemente stratosferico nelle semiclassiche italiane di avvicinamento, Matej Mohoric (Slovenia) e Michael Woods (Canada), mentre con una gara di pura attesa potrebbero avvicinare almeno la top 5 Daryl Impey (Sudafrica) e Ben Swift (Gran Bretagna), “enfant du pays” segnalato come il più in palla tra i padroni di casa.

 

Il nostro borsino dei favoriti:

***** Van der Poel, Alaphilippe

**** Sagan, Gilbert, Matthews

*** Van Avermaet, Trentin, Kristoff, Bennett

** Stybar, Valgren, Degenkolb, Lutsenko, Valverde, Teunissen, Lampaert

* Swift, Mohoric, Haig, Fuglsang, Colbrelli, Evenepoel, Woods, Garcia, Impey, Politt, Moscon





28/09/2019

Marco Bea


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