Parigi-Nizza 2019
Tra tanti big manca il favorito principe, Simon Yates, Bernal e Jungels i più accreditati

Tra tanti big manca il favorito principe, Simon Yates, Bernal e Jungels i più accreditati

(foto: Bettini)

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Tanti giocatori validi ma nessun chip leader designato al tavolo della 77° edizione della Parigi-Nizza, prima gara a tappe World Tour dell’anno sul suolo europeo. Sulla carta appare infatti difficile decifrare le gerarchie nel lotto dei favoriti de “La course au soleil”, sia per il livellamento verso l’alto del campo partenti che per le caratteristiche endemiche di una prova andata spesso a decidersi, negli ultimi anni, sul filo dei secondi. Per sfilare in giallo sulla Promenade des Anglais sarà necessario interpretare al meglio le numerose difficoltà del percorso, come sempre molto completo, muovendosi al tempo stesso con grande attenzione tattica.

 

Per blasone e possibilità concrete di vittoria uno dei nomi più pronosticabili è quello di Simon Yates (Mitchelton-Scott), che in più di un’occasione ha fatto di questa corsa il banco di prova principe della sua primavera. Il folletto di Bury, già a segno in stagione nella 4° tappa della Vuelta Andalucia, punterà a riscattarsi della beffarda piazza d’onore della passata stagione, giocando magari sulla presenza in squadra di un’ottima alternativa come Jack Haig, in evidenza nelle gare iberiche di febbraio. Come accade sovente in questi contesti vanterà una notevole batteria di bocche da fuoco il Team Sky, capitanato da un Egan Bernal che proverà ad acquisire ulteriori certezze in vista del Giro d’Italia, suo primo GT da leader. Tra le fila britanniche partono invece più defilati sia Michal Kwiatkowski, deciso quest’anno a raggiungere il picco di forma per la settimana delle Ardenne, che l’altro gioiellino colombiano Ivan Sosa, atleti comunque da seguire in chiave classifica. Quotazioni alte inoltre per un Bob Jungels (Deceuninck -Quick Step) più che mai “on fire” dopo il numero alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne e destinato a fare la voce grossa rispetto ai diretti competitor non solo nella crono di Barbentane, ma anche nei più che probabili ventagli delle tre frazioni inaugurali, dove potrà far leva sulla forza del proprio team.

 

Visto l’attuale stato di forma di tutto il collettivo ci saranno notevoli aspettative anche nei confronti dell’Astana, che avrà in Ion Izagirre la punta di un tridente composto anche da Luis Leon Sanchez e Miguel Angel Lopez, con quest’ultimo che troverà tuttavia il terreno per fare la differenza nel solo arrivo in quota del Col de Turini. Discorso analogo per un altro scalatore temibile come Nairo Quintana (Movistar), pronto comunque a creare scompiglio in tandem con il campione uscente Marc Soler, corridore abituato a tirar fuori il meglio del proprio repertorio proprio in questo periodo dell’anno. Obiettivo podio finale anche per Dylan Teuns (Bahrain-Merida), vera sorpresa sabato scorso sulle pietre dell’Het Nieuwsblad e coadiuvato da una spalla di qualità come Domenico Pozzovivo, all’esordio assoluto alla Parigi-Nizza ed apparso in condizione eccellente all’ultimo Tour of Oman. Sempre nella penisola araba, ma all’UAE Tour, ha fatto vedere delle ottime cose Wilco Kelderman (Team Sunweb), altro pretendente credibile almeno alla top 5 ed elemento solido contro le lancette, mentre agirà nelle vesti di guastatore Romain Bardet (AG2R La Mondiale), affiancato da un habitué di queste strade come Tony Gallopin.

 

Opzioni plurime per la generale infine per la Bora-Hansgrohe, con Patrick Konrad e Felix Grosschartner, per un’EF Education First guidata dai colombiani Rigoberto Uran e Daniel Martinez e per la UAE-Team Emirates del vincitore del 2017 Sergio Henao e di Fabio Aru, che ha aggiunto all’ultimo questo appuntamento al proprio programma. Tra gli outsider da tenere in considerazione pure Giulio Ciccone (Trek-Segafredo), George Bennett (Team Jumbo-Visma), Ilnur Zakarin (Team Katusha-Alpecin) ed i padroni di casa Valentin Madouas (Groupama-FDJ) e Warren Barguil (Team Arkèa Samsic).

 

Oltremodo nobile e nutrita anche la pattuglia degli sprinter, che andranno a testarsi in una corsa che costituisce da tradizione uno step di avvicinamento fondamentale per la Milano-Sanremo. A sfidarsi negli arrivi di gruppo troveremo Alexander Kristoff (UAE-Team Emirates), Arnaud Demare (Groupama-FDJ), Michael Matthews (Team Sunweb), Sam Bennett (Bora-Hansgrohe),  Dylan Groenewegen (Team Jumbo-Visma), John Degenkolb (Trek-Segafredo), Marcel Kittel (Team Katusha-Alpecin), Caleb Ewan (Lotto Soudal) ed il giovane Fabio Jakobsen (Deceuninck-Quick Step), ai quali bisogna aggiungere anche i nostri Sonny Colbrelli (Bahrain-Merida), Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), Jakub Mareczko (CCC Team) e Niccolò Bonifazio (Direct Energie). Test importante infine anche per gli interpreti delle pietre presenti al via, tra i i quali spiccano i nomi di Niki Terpstra (Direct Energie), Philippe Gilbert (Deceuninck-Quick Step) ed Oliver Naesen (AG2R-La Mondiale).

 

Il nostro borsino dei favoriti:

**** Yates, Bernal, Jungels

***Izagirre, Kelderman, Soler, Teuns

**Lopez, Bardet, Pozzovivo, Konrad, Quintana, Kwiatkowski, Uran, Henao

* Bennett, Sanchez, Sosa, Martinez, Zakarin, Ciccone, Aru, Haig, Barguil, Madouas, Grosschartner, Gallopin





09/03/2019

Marco Bea


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