Tour de France 2019
Tanta qualitÓ tra i 15 azzurri al via, Viviani ci prova per la prima maglia gialla, suggestione classifica per Nibali

Tanta qualitÓ tra i 15 azzurri al via, Viviani ci prova per la prima maglia gialla, suggestione classifica per Nibali
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Livello medio alto come non mai negli ultimi anni ma ambizioni individuali tutte da scoprire per la pattuglia italiana che prenderà parte al Tour de France 2019. Il contingente azzurro che si presenterà sabato al via di Bruxelles sarà composto da 15 elementi, 2 in più rispetto alla passata edizione, attestandosi come il 3° più numeroso della manifestazione, superato soltanto da quello dei belgi dei padroni di casa transalpini. Oltre al dato prettamente quantitativo desta tuttavia interesse soprattutto quello tecnico, poiché alla Grande Boucle vedremo all’opera quasi tutti i migliori esponenti del nostro movimento, decisi a recitare, pur con sfumature diverse, un ruolo tutt’altro che marginale nell’economia della corsa.

 

Il nome che condensa più curiosità e, al tempo stesso, speranze rimane però ancora una volta quello di Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), che ha indicato la 6° tappa, giorno del primo temibile arrivo in quota alla Planche des Belles Filles, come deadline per capire quale direzione prenderà il suo Tour. Con il passare dei giorni infatti ha preso sempre più piede l’ipotesi classifica nella testa dello “Squalo”, che potrebbe quindi, in caso di risposte positive nella prima settimana, abbandonare il progetto originario delle tappe e della maglia a pois per qualcosa di ben più nobile e suggestivo. Tra gli 8 selezionati del team emiratino figurano anche Damiano Caruso e Sonny Colbrelli, rispettivamente alla 5° e alla 3° apparizione consecutiva alla Grande Boucle. Come già accaduto al Giro con ottimi risultati il ragusano farà da scudiero a Nibali, senza disdegnare le fughe sulle grandi montagne, mentre il bresciano, reduce dalla convincente piazza d’onore al campionato italiano, avrà a disposizione un buon ventaglio di frazioni per piazzare quella zampata vincente sfiorata lo scorso anno in un paio di occasioni.

 

Nei finali più nervosi e convulsi sarà della partita anche il campione europeo Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), altro atleta che andrà a scornarsi con l’agguerrita schiera di classicomani al via, per provare ad incrementare il suo bottino di 2 successi parziali. Licenza di colpire pure per Alberto Bettiol (EF Education First), a sua volta in bello spolvero in una rassegna tricolore che, con l’argento a crono ed il bronzo in linea, lo ha consacrato come uno dei talenti più completi del nostro ciclismo. Il detentore del Giro delle Fiandre si alternerà tra azioni personali e lavoro per i capitani, sulla falsariga della positiva esperienza del 2017.

 

La nostra carta più pesante per le tappe sarà tuttavia rappresentata da Elia Viviani (Deceuninck-Quick Step), tornato subito in carreggiata al Giro di Svizzera, dove ha siglato una bella doppietta, dopo le delusioni della Corsa Rosa. Il veronese cercherà di conquistarsi sul campo la palma di miglior sprinter del gruppo e, con il supporto di un treno sulla carta molto difficile da contrastare, inscenerà delle sfide tutte da seguire con i restanti pesi massimi della velocità, a partire da quella che assegnerà la prima maglia gialla. Grazie alla recente affermazione al Giro di Slovenia si è guadagnato la convocazione, a discapito di Mark Cavendish, anche Giacomo Nizzolo (Team Dimension Data), che farà il suo esordio al Tour con l’obiettivo minimo di centrare qualche top 10. Nella mischia si getteranno pure Andrea Pasqualon (Wanty – Gobert Cycling Team) ed un Niccolò Bonifazio (Team Total Direct Energie) a sua volta al debutto, uomini di punta delle rispettive formazioni negli arrivi a ranghi compatti.

 

Andranno al Tour per riscoprirsi invece sia Fabio Aru (UAE-Team Emirates) che Gianni Moscon (Team INEOS), entrambi in ripresa da una fase poco fortunata e costellata di guai fisici. Con la scelta di tuffarsi  nella Grande Boucle a meno di un mese dal rientro dalle competizioni il sardo ha spiazzato più di qualche appassionato ed addetto ai lavori, ma l’idea di provare a riassaporare subito determinati ritmi e determinate sensazioni potrebbe anche non risultare malvagia. Una crescita progressiva nelle tre settimane e qualche giornata alla ribalta sulle vette alpine o pirenaiche costituirebbero già un bel traguardo per un corridore che, con le incoraggianti prestazioni in Svizzera e ai campionati nazionali, ha comunque già dato dei sostanziali segnali di competitività. Il trenino classe 1994 si sta invece lasciando alle spalle la primavera peggiore della sua giovane carriera e partirà con l’intento di lasciare un ricordo migliore di quello della squalifica della passata edizione. Le sue chance di mettersi in luce dipenderanno però in larga parte dagli ordini di scuderia e dai compiti che dovrà svolgere per il team, spesso poco indulgente nel concedere spazio a chi deve spendersi come gregario.

 

Agirà dal canto suo nella veste di puro battitore libero Alessandro De Marchi (CCC Team), tra le principali opzioni di una squadra destinata a muoversi all’attacco soprattutto nelle frazioni più impegnative. Nonostante qualche vincolo tattico in più saranno da seguire nelle fughe anche Fabio Felline e Giulio Ciccone (Trek-Segafredo). La chiamata al Tour ha il sapore di investitura per l’abruzzese, che non aveva fatto mistero di volerci essere già al termine della Corsa Rosa. L’eroe di Ponte di Legno parteciperà innanzitutto per fare esperienza ma, qualora la condizione lo dovesse sorreggere, potrebbe anche andare in cerca di gloria sulle montagne. Prenderà infine tanto vento in faccia Daniel Oss (Bora-Hansgrohe), che sarà l’uomo-ombra di Peter Sagan nella prima metà di corsa. 





03/07/2019

Marco Bea


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