Tour Down Under 2020
Porte contro mezza Mitchelton e non solo per la vittoria finale, Viviani, Ewan e Bennett le stelle per le volate

Porte contro mezza Mitchelton e non solo per la vittoria finale, Viviani, Ewan e Bennett le stelle per le volate
condividi la pagina:

La giostra del grande ciclismo partirà come da tradizione dall’emisfero australe, con un Tour Down Under che, per la sua 22° edizione, presenterà un parterre ricco come non mai nelle ultime stagioni di elementi di spessore. Tra campioni del mondo, interpreti di vertice dei GT e specialisti del contesto i fari saranno comunque puntati in primis sui corridori locali, forti non solo di un surplus di motivazione, ma anche di una naturale quanto superiore capacità di adattamento alla torrida estate australiana. Pur con tutte le incognite del caso, ad oggi non abbiamo ovviamente riferimenti sullo stato di forma di nessuno dei potenziali protagonisti, è possibile individuare con ragionevole certezza più di qualche nome in chiave vittoria finale, in luce anche dei trascorsi e dell’albo d’oro recente della manifestazione.

 

Proprio in virtù dei precedenti risulta difficile escludere dal discorso il due volte campione uscente Daryl Impey (Mitchelton-Scott), nonostante il percorso, forse il più impegnativo di sempre a livello altimetrico, rischia di non facilitare il suo cammino verso il three-peat. Non a caso la formazione di casa avrà delle alternative di peso come i recenti mattatori del campionato nazionale aussie Cameron MeyerLucas Hamilton e, soprattutto, Simon Yates, che potrebbe partire addirittura avanti nelle gerarchie interne qualora fosse sorretto da una buona gamba. Chi non difetterà di condizione è senza dubbio Richie Porte (Trek-Segafredo), sempre sul podio del Down Under nelle ultime 5 stagioni e pronto a mettere le mani sulla generale nella tappa regina di Willunga Hill, sulla cui cima primeggia per distacco ininterrottamente dal 2014.

 

Negli arrivi più duri il tasmaniano dovrà vedersela con due scalatori del calibro di George Bennett (Team Jumbo-Visma) e Romain Bardet (AG2R La Mondiale), entrambi ai nastri di partenza con legittime ambizioni di classifica. Il neozelandese è tra quelli che sanno stare sul pezzo già a gennaio e ha tutte le carte in regola per essere almeno da podio, mentre il transalpino punterà ad approcciare con il piede giusto un 2020 in cui dovrà rilanciarsi in primis a livello morale. Un risultato positivo rappresenterebbe una bella iniezione di fiducia anche per l’iridato a crono Rohan Dennis (Team INEOS), talento spesso indecifrabile che potrebbe trarre oltremodo giovamento dal cambio di casacca, dopo il burrascoso epilogo dell’esperienza in maglia Bahrain. Il vincitore del 2015, a cui non fanno certo paura le salite dell’Australia Meridionale, ha tutte le qualità per destreggiarsi bene nei finali più aspri ed esplosivi, dove condividerà almeno in avvio la leadership con il rampante Pavel Sivakov.

 

A queste latitudini hanno dimostrato in passato di trovarsi a loro agio pure Ben Hermans (Israel Start-Up Nation) ed il nostro Diego Ulissi (UAE-Team Emirates), uomini che, quando il gioco si farà duro, saranno le pedine di prima linea delle rispettive formazioni. Da non sottovalutare poi un vero aficionado del Down Under come Luis Leon Sanchez (Astana), che fece sua questa corsa addirittura nel lontano 2005, per poi tramutarla in un ideale trampolino di lancio per i suoi frequenti exploit tra febbraio ed aprile sul suolo europeo. Al fianco dell’esperto atleta spagnolo si muoverà il piemontese Fabio Felline, che potrebbe inserirsi a sua volta, visto anche il tracciato favorevole, nelle posizioni tra la 5 e la 10.

 

Tra i padroni di casa l’outsider più interessante è il giovane Jai Hindley (Team Sunweb), tra le scoperte della seconda metà del 2019, senza dimenticarsi degli affidabili Jay McCarthy (Bora-hansgrohe) e Nathan Haas (Cofidis), entrambi abituati a tirare fuori il meglio sulle loro strade ed apparsi a buon punto ai recenti campionati nazionali. Una top 10 dovrebbe invece essere un obiettivo credibile, vedremo poi con quale collocazione, Dries Devenyns (Deceuninck-Quick Step), Eduard Prades (Movistar), Hermann Pernsteiner (Bahrain-McLaren) e Kilian Frankiny (Groupama-FDJ).

 

La Schwalbe Classic di domenica, kermesse di apertura della “settimana santa” degli appassionati australiani, ci ha invece fornito delle indicazioni sostanziali su quanto vedremo negli sprint. Il duello annunciato su questo fronte sarà infatti quello tra Caleb Ewan (Lotto Soudal) ed un Elia Viviani (Cofidis) giunto già ad un discreto livello di sintonia con il suo nuovo treno, con Sam Bennett (Deceuninck-Quick Step) nel ruolo di terzo incomodo. Pur partendo leggermente indietro rispetto ai 3 corridori appena citati ci saranno da seguire nelle mischie anche Jasper Philipsen (UAE-Team Emirates), Kristoffer Halvorsen (EF Pro Cycling), Marc Sarreau (Groupama-FDJ) e, per rango e trascorsi nella terra dei canguri, André Greipel (Israel Start-Up Nation), ai quali bisogna aggiungere i nostri Giacomo Nizzolo (NTT Pro Cycling) ed Alberto Dainese (Team Sunweb), con quest’ultimo all’esordio tra i pro’. Aria di debutto, però a livello World Tour, infine per Andrea Vendrame (AG2R La Mondiale), esponente di una pattuglia di cacciatori di tappe intermedie capeggiata dal campione del mondo Mads Pedersen (Trek-Segafredo).

 

Il nostro borsino dei favoriti:

**** Porte, Bennett

*** Yates, Dennis, Bardet

** Sivakov, Ulissi, Hindley, Sanchez, Impey, Hermans

* Pernsteiner, Hamilton, Frankiny, Felline, Meyer, Prades, Devenyns, McCarthy, Haas





20/01/2020

Marco Bea


ALTRE NOTIZIE CORRELATE

condividi la pagina:
ALTRE NOTIZIE

condividi la pagina:



Associazione Diretta Ciclismo
via S.Pertini 159 - 55041 Camaiore (LU) - P.IVA 02302740465
Questo sito non è una testata giornalistica o similare e viene aggiornato senza alcuna periodicità esclusivamente in base ai contenuti dei collaboratiri del sito, pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62/01.
Informazioni su privacy e disclaimer Archivio