Vuelta a Espana 2019
Carapaz, Roglic e Lopez frontman della lotta tra Movistar, Jumbo e Astana per la roja, Aru sogna la rinascita

Carapaz, Roglic e Lopez frontman della lotta tra Movistar, Jumbo e Astana per la roja, Aru sogna la rinascita

(foto: Bettini)

condividi la pagina:

Prepariamoci a 3 settimane di “corrida” ciclistica per la Vuelta a España 2019, appuntamento clou della porzione tardo-estiva del calendario. L’ultimo GT della stagione sarà anche quest’anno piuttosto difficile da leggere per quanto riguarda la classifica generale, con motivazioni ed energie residue che, nella lotta per la maglia rossa, peseranno quanto se non più dell’effettivo valore dei pretendenti. Non è un caso infatti che molte squadre si presenteranno sabato al via di Torrevieja con più di un nome da top 5, così da tutelarsi da eventuali burnout di fine anno dei singoli leader, molto comuni nella storia di questa corsa. In Spagna vedremo quindi all’opera tanti ottimi interpreti delle gare a tappe, tra cui alcune rivelazioni di questo 2019, che cercheranno di impreziosire ulteriormente il proprio bottino, o di rilanciarsi dopo un periodo poco fortunato.

 

Quando si parla del GT iberico è quasi automatico inserire in prima fascia per la vittoria finale i padroni di casa della Movistar, pronti anche in questa occasione a schierare un tridente oltremodo pesante. L’uomo più atteso dell’armata di Eusebio Unzue sarà senza dubbio Richard Carapaz, a caccia di quella doppietta Giro-Vuelta riuscita nel nuovo millennio al solo Alberto Contador nel 2008. L’ecuadoregno è apparso già a buon punto a livello di gamba alla recente Vuelta a Burgos, ma stavolta non potrà più contare sul fattore sorpresa, decisivo per spostare la bilancia a suo favore sulle strade italiane. Al fianco dello scalatore sudamericano agiranno Nairo Quintana ed Alejandro Valverde, molto più che semplici luogotenenti ed entrambi apparsi ancora con buone energie sa spendere nel finale di Tour. Sia in termini di quantità che di qualità non sarà da meno il Team Jumbo-Visma, destinato a disputare una corsa di vertice sin dalla cronosquadre inaugurale. Per la compagine orange si divideranno i galloni di capitano Primoz Roglic e Steven Kruijswijk, con George Bennett come terza scelta di lusso. Dopo il podio del Giro lo sloveno si è un po’ eclissato proprio per preparare al meglio il finale di stagione e potrà far male a molti sia sulle rampe di garage, presenti come da tradizione in abbondanza nell’arco delle 3 settimane, che nella crono di Pau. Il 3° posto alla Grande Boucle permetterà invece al neerlandese di muoversi a mente libera e, magari, di compiere l’ultimo step per diventare un atleta vincente da GT.

 

Coperta lunga anche in casa Astana, che punterà sulla voglia di rivalsa sia di Miguel Angel Lopez, rimandato a settembre dopo una Corsa con troppi alti e bassi, che di un Jakob Fuglsang col dente avvelenato dopo il ritiro forzato al Tour e, sulla carta, molto adatto alle ascese spagnole. Tra le formazioni che hanno sposato il teorema dell’abbondanza da segnalare anche l’EF Education First, al via con un collettivo molto interessante per le grandi montagne e pronta ad affidarsi all’esperienza di Rigoberto Uran e all’esuberanza di Hugh Carthy. Formula analoga anche per il Team INEOS, che concederà una chance da capitano a Wout Poels nella speranza di veder sbocciare anche il talento di Tao Geoghegan Hart, senza dubbio il più fresco dei potenziali uomini di classifica, avendo disputato fino ad ora, per quel che riguarda i GT, soltanto 12 tappe di un Giro abbandonato a causa della caduta di Ceresole Reale. Stessi gradi in partenza invece per il tandem della Bora-Hansgrohe composto da Rafal Majka e dal campione nazionale italiano Davide Formolo, deciso a mettere in mostra la sua maglia tricolore nelle frazioni più impegnative.

 

Le attenzioni del pubblico nostrano saranno però rivolte in primis a Fabio Aru (UAE Team Emirates), giunto alla prima vera prova del nove dopo lo stop primaverile a causa dell’intervento all’arteria iliaca. Dopo un Tour corso per accumulare km e riassaporare i ritmi dei GT il sardo approderà alla Vuelta con l’intenzione di mettersi in gioco nella generale, in una prova che, tra il 2014 ed il 2015, contribuì a consacrarlo agli occhi del grande pubblico. Il 14° posto ottenuto in Francia rappresenta senza dubbio un’ottima base per vederlo lottare con i migliori, ma soltanto la strada saprà dirci fin dove potranno spingersi le sue ambizioni. Tra gli outsiders figureranno infine non solo alcuni giovani in grado di stupire come Mark Padun (Bahrain Merida) e James Knox (Deceuninck-Quick Step), entrambi in buona evidenza nelle recenti brevi gare a tappe, ma anche elementi un po’ spariti dai radar quest’anno, soprattutto per via degli infortuni, come Wilco Kelderman (Team Sunweb) e Pierre Latour (AG2R La Mondiale), potenzialmente da top 5 qualora dovessero indovinare le 3 settimane giuste.

 

Il nostro borsino dei favoriti:

 ***** Carapaz, Roglic

 **** Lopez, Kruijswijk

 *** Quintana, Fuglsang

 ** Aru, Valverde, Uran, Majka, Poels

 * Latour, Bennett, Geoghegan Hart, Kelderman, Formolo, Carthy, Knox, Padun





21/08/2019

Marco Bea


ALTRE NOTIZIE CORRELATE

condividi la pagina:
ALTRE NOTIZIE

condividi la pagina:



Associazione Diretta Ciclismo
via S.Pertini 159 - 55041 Camaiore (LU) - P.IVA 02302740465
Questo sito non è una testata giornalistica o similare e viene aggiornato senza alcuna periodicità esclusivamente in base ai contenuti dei collaboratiri del sito, pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62/01.
Informazioni su privacy e disclaimer Archivio