Vuelta a Espana 2019
Fabio Aru e Davide Formolo guidano la spedizione azzurra in Spagna

Fabio Aru e Davide Formolo guidano la spedizione azzurra in Spagna

(foto: Bettini)

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Saranno tredici i portacolori azzurri che sabato 24 agosto prenderanno il via da Salinas de Torrevieja, Alicante,  per la settantaquattresima edizione della Vuelta a Espana 2019: ad attenderli 21 tappe, due giorni di riposo e 3272,2 chilometri, per la maggior parte in pendenza, per arrivare a Madrid il prossimo 15 settembre

I due nomi maggiormente blasonati per una prestazione di rilievo sono indubbiamente quelli di Fabio Aru (UAE Team Emirates) e Davide Formolo (Bora Hansgrohe). Le motivazioni e le spinte saranno però molto diverse: il sardo Aru dopo l'intervento all'arteria iliaca che lo ha tenuto fermo per mesi e una prestazione da valutare in complessivo positivamente allo scorso Tour de France, concluso in quattordicesima posizione, punta a consolidare i segnali di ritorno. Saranno sue le insegne di capitano in casa UAE con l'obiettivo di centrare una top five che, intanto, sancirebbe la definitiva ritrovata competitivita nelle corse a tappe di tre settimane ed inoltre potrebbe dire molto in vista del finale di stagione, sia atleticamente che psicologicamente. La sua squadra sarà inoltre il team con il maggior numero di italiani, ben quattro: oltre ad Aru, Valerio Conti, Marco Marcato e Oliviero Troia. Conoscendo i tre atleti pur partendo in veste di gregari possiamo aspettarci qualche azione tra inventiva e fantasia nelle tante tappe movimentate che la corsa spagnola riesce a regalare. Proprio Conti si tolse una bella soddisfazione nel 2016 vincendo in modo spettacolare la tredicesima tappa di quella edizione; quest'anno il Giro ha confermato lo spessore del ragazzo laziale, crederci è d'obbligo. 

Davide Formolo (Bora Hansgrohe) arriverà in Spagna con cucito addosso il tricolore simbolo della vittoria ottenuta al Campionato Italiano lo scorso 30 giugno. L'atleta con l'eterno volto da ragazzino compirà a ottobre 27 anni: la piena maturità atletica. Dopo la conquista tricolore il ciclista veneto ha spiegato di aver rivisto il suo modo di approcciarsi alle gare, più spontaneità e meno pressioni. Alla Vuelta condividerà il trono di capitano con Rafal Maijka: sarà l'ultima grande recita con la Bora Hansgrohe, dal prossimo anno ad attenderlo la UAE Emirates di Giuseppe Saronni e proprio di Fabio Aru. Una motivazione in più per fare bene: nel 2016 Formolo centrò la top ten alla Vuelta, l'anno scorso concluse poco fuori dalle prime venti posizioni. 

Altri nomi da tenere sotto controllo, seppur più in chiave vittorie di tappe che in ottica classifica generale, saranno quelli di Gianluca Brambilla (Trek Segafredo) e Enrico Battaglin (Katusha Alpecin). Il primo, alla quarta partecipazione alla Vuelta, si è sempre dimostrato combattivo: più volte in fuga e vincitore nel 2016 della frazione di Sallent de Gàllego. Negli ultimi anni, forse, non ha mantenuto il rendimento a cui aveva abituato agli inizi ma l'imprevedibilità resta da sempre una sua caratteristica. Accanto a lui in squadra Jacopo Mosca, atteso alla prova dei fatti al passaggio in un team WorldTour. In casa Katusha, invece, Enrico Battaglin potrebbe siglare la sua prima vittoria alla Vuelta a Espana: l'unica sua partecipazione nel 2016 fu segnata da uno sfortunato ritiro alla nona tappa. Alcuni finali di gara sembrano disegnati per il corridore di Marostica: alla strada la prova dei fatti. In squadra, tra l'altro, apparirà un altro brillante giovane talento di cui sentiremo sicuramente parlare nei prossimi anni: Matteo Fabbro, ventiquattrenne di Udine. 

Gli altri azzurri in gara saranno Salvatore Puccio al servizio della corazzata Ineos, Eros Capecchi col dorsale Deceuninck-Quick Step e l'accoppiata Dario Cataldo, Manuele Boaro azzurri di nome e di fatto in maglia Astana. 





21/08/2019

Stefano Zago


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