Mondiale Innsbruck 2018
La Svizzera domina fra gli under 23 e va a vincere con Hirschi. Sul podio Lambrecht e Hanninen, male gli azzurri

La Svizzera domina fra gli under 23 e va a vincere con Hirschi. Sul podio Lambrecht e Hanninen, male gli azzurri

(foto: Bettini)

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Sventola la bandiera della Svizzera nel terzultimo giorno di corsa al mondiale di Innsbruck 2018. La nazionale elvetica ha infatti spadroneggiato nella corsa degli under 23 andando a cogliere una meritata medaglia d'oro con Marc Hirschi. Il ventenne nativo di Berna - cresciuto con addossi i colori della Sunweb con cui passerà professionista nel 2019 - ha concluso in solitaria precedendo di qualche secondo il belga Bjorg Lambrecht e il Finlandese Jaakko Hänninen, rispettivamente secondo e terzo. Prova generosa ma infruttuosa per la Nazionale Italiana che negli ultimi due giri ha provato ad animare la corsa ma non ha piazzato neppure un atleta in top ten.

Questo terzo evento in linea - più indicativo rispetto alle due prove Juniores - ci ha confermato la durezza del tracciato di Innsbruck; i ragazzi Under 23 hanno percorso il tratto in linea e 4 tornate sul circuito austriaco rispetto alle 7 (più deviazione finale) che affronteranno i pro', ma la corsa è stata animata e i corridori hanno terminato sfiniti la propria fatica. La palma di più coraggioso di giornata va a Szymon Tracz (Polonia) che ha a lungo condotto la carovana in solitaria prima di farsi riprendere da Izidor Penko (Slovenia) e Nickolas Zukowsky (Canada). Questo terzetto è rimasto compatto fino alla salita di Gnadenwald dove il canadese ha staccato i due compagni di avventura; anche il tentativo del nordamericano ha avuto vita breve perché all'ingresso nel circuito il gruppo condotto da Danimarca e Slovenia è andato a riacciuffarlo.

La gara è tornata ad animarsi al penultimo giro quando la Nazionale Svizzera ha giocato il tutto per tutto mandando in avanscoperta ben 4 atleti; assieme a Marc Hirschi, Gino Mader, Lukas Ruegg, Patrick Müller si sono mossi anche il danese Mikkel Honore, lo statunitense Neilson Powless e l'ucraino Mark Padun. L'Italia si è fatta prendere dal panico assistendo all'all-in elvetico e i ragazzi del CT Marino Amadori si sono riversati in massa in testa al plotone per chiudere il buco. Sulla salita di Igls Müller e Padun hanno fatto la differenza fra i fuggitivi mentre prima Samuele Battistella e poi Bjorg Lambrecht hanno attaccato in gruppo. In particolare l'affondo dell'attesissimo belga ha sgretolato quel che rimaneva del gruppo e lasciato i favoriti soli nell'uno contro uno. Al passaggio sul traguardo comunque la situazione si è ricompattata con Muller e Padun in testa, Dunbar (Irlanda) e Mader (Svizzera) all'inseguimento e un drappello forte di 30-40 unità poco più indietro.

All'ultimo passaggio sulla salita di Igls il Belgio con Cras ha alzato il ritmo facendo fuori tutti gli italiani. Ai -16 Lambrecht è nuovamente scattato e stavolta con lui sono rimasti soltanto Hirschi e Hänninen; questo terzetto ha ripreso e superato gli uomini al comando lanciandosi in discesa con un buon margine sui primi inseguitori; l'unico a provare ad accodarsi è stato l'ucraino Padun sfinito per la precedente fuga.

In discesa poi Lambrecht ha dimostrato qualche insicurezza mentre Hirschi è sembrato il più pimpante; l'elvetico ha distanziato metro dopo metro i due rivali che nonostante abbiano collaborato nel tratto finale in pianura non hanno più visto lo svizzero, ormai lanciato verso la maglia iridata. Nessun italiano ha concluso nel primo gruppo inseguitore mentre a 1'07'' di ritardo è arrivato Samuele Battistella, sedicesimo.





28/09/2018

Matteo Pierucci


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