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Freccia Vallone 2018 - Alaphilippe spodesta Valverde dal trono del Mur de Huy, Nibali in evidenza con un attacco nel finale

Freccia Vallone 2018 - Alaphilippe spodesta Valverde dal trono del Mur de Huy, Nibali in evidenza con un attacco nel finale

(foto: Bettini)

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L'edizione 2018 della Freccia Vallone segna la fine dell'era dell'Imbatido ed apre, forse, a quella di  Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors). Il talento francese ha infatti trovato la chiave di volta per domare il Mur de Huy, siglando il suo primo trionfo in carriera nel Trittico delle Ardenne e, soprattutto, relegando  Alejandro Valverde (Movistar Team) alla piazza d'onore. Il murciano non è quindi riuscito a ritoccare il proprio record di successi, anche a causa di un andamento tattico di gara piuttosto vivace. La Movistar in particolare si è dovuta spremere per tenere sotto controllo un pericoloso tentativo dalla distanza promosso da  Vincenzo Nibali (Bahrain Merida Pro Cycling Team), annullato soltanto nei km conclusivi.

Le modifiche apportate al tracciato, indurito con 3 nuove difficoltà nei primi 100 km, hanno dato ragione agli organizzatori, con la corsa che si è rivelata meno bloccata e più selettiva rispetto agli anni scorsi. La fuga del mattino è ben nutrita e vede come protagonisti il nostro  Cesare Benedetti (BORA - hansgrohe),  Anthony Roux (Groupama-FDJ),  Anthony Perez (Cofidis, Solutions Crédits),  Romain Combaud (Delko Marseille Provence KTM ),  Romain Hardy (Fortuneo - Samsic ),  Patrick Müller (Vital Concept Cycling Club),  Kevin Van Melsen (Wanty - Groupe Gobert) ed  Antoine Warnier (WB Aqua Protect Veranclassic). La Movistar si mette in moto da subito per gestire la situazione e, almeno per 2/3 di gara, riesce nell'intento senza particolari affanni. Gli attacchi delle compagini rivali iniziano già sul primo dei tre passaggi sul Mur de Huy, mettendo a dura prova la guardia iberica.

Ai -45 dal traguardo gli attaccanti vengono riassorbiti da un avanguardia del gruppo di circa 20 unità, sganciatasi lungo le rampe della Côte d'Ereffe. Tra il falsopiano e la discesa seguenti è proprio  Vincenzo Nibali (Bahrain Merida Pro Cycling Team) a rinforzare ulteriormente l'andatura, tirandosi dietro  Jack Haig (Mitchelton-Scott),  Tanel Kangert (Astana Pro Team),  Maximilian Schachmann (Quick-Step Floors) e gli ex-battistrada Benedetti e Roux. Il sestetto trova subito un buon accordo e guadagna rapidamente 45'' un un plotone sempre più sguarnito di gregari. Dopo il secondo transito sul muro la situazione sembra oltremodo favorevole agli uomini in testa, con il solo  Mikel Landa (Movistar Team) rimasto a perorare la causa di Valverde. A dar manforte al basco per tamponare il distacco arrivano però sia  Michal Kwiatkowski (Team Sky), al servizio di Henao dopo essersi avventurato in un tentativo di contropiede nei km precedenti, che  Tiesj Benoot (Lotto Soudal), per l'occasione spalla di Wellens. Le trenate del belga in particolare assottigliano il gap tra i -15 e i -5, riportando il gruppo a tiro ai piedi della Côte de Cherave.

L'armonia davanti salta proprio nella penultima difficoltà di giornata, con Haig e Schachmann che vanno a distanziare i compagni di avventura nel tratto in discesa. Il plotoncino degli inseguitori, ormai ridotto all'osso, riassorbe nel frattempo anche Nibali, ottimi in suoi segnali in vista della Liegi, piombando poi sugli ultimi due attaccanti ad erta finale già iniziata. Schachmann riesce tuttavia a tener botta fino agli ultimi 200 metri, mettendo  Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors) nella condizione di giocare sulle mosse altrui. Il transalpino sfrutta infatti l'abbrivio di  Jelle Vanendert (Lotto Soudal), il primo ad esporsi seriamente, per esplodere la sua progressione, approfittando di un momento di appannamento di  Alejandro Valverde (Movistar Team). La reazione del murciano è di quelle violente, ma Alaphilippe lo ricaccia indietro di prepotenza, issando la bandiera della Quick-Step Floors , sono 26 i sigilli stagionali, anche sulle Ardenne. Vanendert chiude invece 3° davanti ad un  Roman Kreuziger (Mitchelton-Scott) confermatosi dopo l'Amstel e ad un sorprendente  Michael Matthews  (Team Sunweb), facendo meglio del leader di squadra designato  Tim Wellens (Lotto Soudal), piantatosi sul più bello e 7° al traguardo. Azzurri infine fuori dalla top 10, con il migliore che è risultato essere  Diego Ulissi (UAE Team Emirates), con il 14° posto.



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18/04/2018

Marco Bea


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