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Giro d'Italia 2019 - Carapaz pesca il jolly dal caos cadute. Roglic guadagna su tutti, Dumoulin affonda

Giro d'Italia 2019 - Carapaz pesca il jolly dal caos cadute. Roglic guadagna su tutti, Dumoulin affonda

(foto: Bettini)

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 Richard Carapaz (Movistar Team)  ha vinto la quarta tappa del Giro d'Italia 2019: sul traguardo di Frascati l'ecuadoregno ha battuto un ristretto gruppo grazie a un allungo nei quattrocento metri finali. Inutile il tentativo di rimonta di  Caleb Ewan (Lotto Soudal) e di  Diego Ulissi (UAE Team Emirates), arrivati un attimo in ritardo sulle ruote del vincitore. Una tappa che segna questo inizio di Giro a causa di una caduta che ai meno 6 spezza il gruppo: davanti dei big rimane solo  Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) che guadagna secondi pesanti su tutti (il gruppo degli altri big arriva 18 secondi dopo la maglia rosa). Ancor peggio va a  Tom Dumoulin (Team Sunweb) che cade, si fa male al ginocchio, e giunge sotto il traguardo a oltre 4 minuti. Non si sarà certo deciso oggi chi vincerà il Giro ma sicuramente la tappa odierna, mettendo tutti big nella condizione di rincorrere, crea ostacoli inaspettati in una prima settimana che dalle planimetrie appariva tranquilla. 

Finalmente il sole sulla corsa rosa alla partenza di stamattina da Orbetello per una delle frazioni più lunghe del Giro d'Italia 2019: da Orbetello a Frascati il percorso si snoda lungo 235 chilometri. Il percorso non è piatto ma le difficoltà non sono rilevanti: un Gpm di quarta categoria a Manciano e due traguardi volanti, rispettivamente a Vetralla e a Mentana. Ci vuole coraggio ad andare in fuga in una tappa così, una tappa apparentemente riservata a velocisti che reggono su strappi brevi. Il coraggio lo trovano subito dopo la partenza in tre: Marco Frapporti (Androni-Sidermec), Mirco Maestri (Bardiani-CSF) e Damiano Cima (Nippo-Fantini-Faizanè). Il vantaggio dei tre fuggitivi aumenta rapidamente; il plotone non è interessato ad inseguire. Gli attaccanti arrivano ad avere ben 8'30" di margine sul gruppo. Una prima folata sa parte dei team dei velocisti porta il vantaggio a 4' ai meno sessanta. Poco dopo però il plotone rallenta ancora e ai 45 dal traguardo sembrano davvero esserci possibilità di riuscita per una fuga che al mattino si sarebbe giudicata folle. È un illusione: nulla può impedire il ricongiungimento ai meno dieci dal traguardo dopo 225 chilometri di fuga. 

Ai meno sei dal traguardo si riaccende una tappa che fino ad allora era stata di trasferimento. La causa, purtroppo, è una caduta: Salvatore Puccio (Team Ineos) sbanda a centro gruppo e innesca un capitombolo generale. Ad eccezione di Primoz Roglic tutti i big restano coinvolti: Tom Dumoulin appare da subito l'atleta messo peggio. Davanti proseguono dapprima in una quindicina, successivamente altri velocisti, tra cui Viviani, perdono contatto e la volata finale vanno a giocarsela in meno di dieci atleti. Richard Carapaz anticipa i tempi, Caleb Ewan prova a tornargli sulle ruote ma deve abbandonare ogni speranza di gloria. Primo Carapaz, secondo Ewan, terzo Ulissi. Al settimo posto dell'ordine d'arrivo un ottimo Valerio Conti. 

In classifica generale Primoz Roglic ha ora un vantaggio di 35" su Simon Yates e di 39" su Vincenzo Nibali. Sostanzialmente Roglic ha guadagnato 18" su tutti i big ad eccezione di Mikel Landa, giunto con 44" di ritardo e Tom Dumoulin, al traguardo con 4'04" di ritardo. Domani altra occasione per i velocisti lungo i 140 chilometri della quinta tappa da Frascati a Terracina. 





14/05/2019

Stefano Zago


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