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Giro dei Paesi Baschi 2019 - Ribaltone finale di Ion Izagirre ai danni di Buchmann, ad Eibar vince Adam Yates

Giro dei Paesi Baschi 2019 - Ribaltone finale di Ion Izagirre ai danni di Buchmann, ad Eibar vince Adam Yates

(foto: Bettini)

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Dopo 16 anni il Giro dei Paesi Baschi torna a sorridere ad un corridore di casa e, nello specifico, a  Jon Izagirre Insausti (Astana Pro Team). Il classe 1989 nativo di Ormaitzegi ha infiammato l'ultimo atto della corsa con un attacco a 65 km dalla conclusione, portato avanti insieme ad altri 4 atleti, grazie al quale è riuscito a strappare la leadership ad  Emanuel Buchmann (BORA - hansgrohe), costretto alla resa di fronte alla potenza di fuoco del team kazako. Il successo di tappa sul traguardo di Eibar è andato invece ad  Adam Yates (Mitchelton-Scott), bravo a mettere in riga i compagni d'avventura con una decisa stoccata ai -3, per poi andarsi a prendere il 3° centro della sua stagione su  Daniel Martin (UAE Team Emirates) e  Jakob Fuglsang (Astana Pro Team). 

118 km di continui su e giù, con ben 6 GPM complessivi, per un'ultima frazione in cui era fortemente attesa la reazione dell'Astana Pro Team dopo il mezzo autogol di ieri ad Arrate. I primi 30 km vedono svilupparsi un corposo tentativo a 18, con dentro anche   Diego Ulissi (UAE Team Emirates) ed un  Alessandro De Marchi (CCC TEAM) intento a racimolare punti per difendere la sua maglia a pois, poi sfumata proprio per mano dello stesso Yates. La grande assente nel gruppo di testa è proprio l'Astana, che dimostra però di voler rimediare subito e senza troppi fronzoli a questo piccolo incidente di percorso.

Con un forcing violento i kazaki annullano infatti la fuga all'imbocco del GPM di 1° categoria di Azurki, prima di scagliare un vero e proprio attacco frontale al capoclassifica. Sulle rampe più dure della salita, a circa 65 km dal traguardo, sono infatti  Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) e  Jon Izagirre Insausti (Astana Pro Team) ad accendere la miccia e far esplodere il drappello dei big, trascinandosi dietro i soli  Adam Yates (Mitchelton-Scott),  Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) e  Daniel Martin (UAE Team Emirates). Il leader della generale  Emanuel Buchmann (BORA - hansgrohe) vacilla e, dopo essere scollinato con un distacco di poco superiore ai 20'', fallisce il riaggancio con i corridori al comando anche nella seguente discesa, affrontata pancia a terra da tutti i contendenti. Vista la mancanza di collaborazione il tedesco sceglie quindi di attendere il secondo gruppo inseguitore, distanziato in quel momento di oltre 1', in modo da opporre una resistenza organizzata con l'aiuto dei compagni  Maximilian Schachmann e  Patrick Konrad.

Il quintetto di testa procede però in armonia e supera le ascese di Karakate e Asensio attestando il proprio vantaggio sul 1'40'' nei confronti della sempre più ridotta pattuglia in caccia, dove gli uomini del leader ricevono una timida collaborazione dal solo  Carlos Verona Quintanilla (Movistar Team), gregario di  Mikel Landa. Ad eccezione di una breve sortita di Martin ai -12 davanti l'accordo viene rotto solo all'ingresso di Eibar, quando è Adam Yates ad avvantaggiarsi con una secca sparata in un dentello ai -3, che provoca anche il cedimento di Pogacar. Il britannico riesce quindi a difendere il proprio vantaggio fino all'arrivo, mentre alle sue spalle Ion Izagirre può gioire non solo per aver regalato al proprio team il 9° trionfo stagionale in una gara a tappe, ma anche e soprattutto per aver centrato quella vittoria nella corsa di casa che, per gli atleti baschi, mancava dal 2003 con Iban Mayo. Grazie ad un finale all'arma bianca Buchmann salva invece il gradino più basso del podio della generale, dietro a Daniel Martin, dopo aver rischiato una clamorosa beffa per aver imboccato a 300 m dal traguardo la deviazione per le vetture, a causa anche delle scarse segnalazioni da parte degli addetti al percorso. Il tempo effettivo non avrebbe quindi dato ragione al tedesco, soccorso però dal giusto intervento della giura. Tutti gli atleti protagonisti di questa sfortunata manovra sono stati infatti accreditati di 12'' in meno, coi distacchi che sono quindi stati equiparati a quelli dei componenti del drappello inseguitore che hanno evitato la trappola. 





13/04/2019

Marco Bea


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