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GP Francoforte 2019 - Ackermann vince di clava su Degenkolb e Kristoff, Cimolai ai piedi del podio, 7 Gabburo

GP Francoforte 2019 - Ackermann vince di clava su Degenkolb e Kristoff, Cimolai ai piedi del podio, 7 Gabburo

(foto: Bettini)

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Volata travolgente e successo meritato per  Pascal Ackermann (BORA - hansgrohe) nel Gran Premio di Francoforte. Il campione nazionale tedesco ha trionfato nella classica di casa grazie ad uno sprint di rara cattiveria agonistica, dopo aver contribuito con la propria squadra a tenere cucite le maglie della corsa. L'atleta nativo di Kandel, giunto al 3° centro stagionale, si è tolto anche lo sfizio di vincere il confronto diretto con il più esperto connazionale  John Degenkolb (Trek-Segafredo), 2° davanti ad un  Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) che ha invece mancato l'appuntamento con il 5° sigillo consecutivo. Per gli azzurri top 10 di valore sia per  Davide Cimolai (Israel Cycling Academy), 4° al traguardo coraggioso nel lanciare il guanto di sfida ai -200, che per  Davide Gabburo (Neri Sottoli - Selle Italia - KTM), ottimo 7° al cospetto di rivali di grande caratura.

Rispetto alla scorsa edizione si scende sotto i 200 km di distanza e la gara, nonostante un dislivello complessivo di poco superiore ai 3000, si consuma sui suoi binari tattici più consolidati. Subito dopo lo sparo del via sono  Casper Pedersen (Team Sunweb),  Artyom Zakharov (Astana Pro Team),  Sebastian Schonberger (Neri Sottoli - Selle Italia - KTM),  Mathias Van Gompel (Sport Vlaanderen - Baloise),  Evgeny Shalunov (Gazprom-RusVelo),  Dimitri Peyskens (Wallonie-Bruxelles) ed  Yoann Offredo (Wanty - Groupe Gobert) ad avvantaggiarsi, con quest'ultimo che è tuttavia costretto a desistere a poco più di 110 km dalla conclusione, a causa di un guasto meccanico. Il gruppo controlla la situazione senza particolari affanni e, una volta arrivato a circa 5' di ritardo, inizia una progressiva rimonta.

La corsa procede senza particolari scossoni fino al suo giro di boa, in corrispondenza della sezione più movimentata del tracciato. Dopo lo strappo di Ruppertshain dal plotone fuoriescono infatti  Davide Ballerini (Astana Pro Team),  Francois Bidard (AG2R La Mondiale),  Kristian Sbaragli (Israel Cycling Academy) e  Geoffrey Soupe (Cofidis, Solutions Crédits), che ai -67 si riportano su Shalunov e Peyskens, unici due superstiti dell'attacco iniziale. Il drappello di testa, nonostante la coabitazione di atleti freschi e reduci della fuga della prima ora, trova subito un buon accordo e ai -50 viene rimpinguato anche dal rientro di  Matej Mohoric (Bahrain Merida Pro Cycling Team), gettatosi all'inseguimento in solitaria in un tratto di discesa veloce. L'ultimo dei 4 passaggi sull'erta di Mammolshain, salita simbolo della corsa, non produce sconquassi né tra i battistrada, dove è il solo Soupe a perdere contatto, né in un gruppo forte ancora di un ottantina di unità, compresi quasi tutti gli spinter favoriti alla vigilia.

Le squadre delle ruote veloci non faticano ad organizzarsi nel tratto di avvicinamento al circuito finale di Francoforte, approcciato dai 7 al comando con un vantaggio inferiore ai 30''. Gli attaccanti cuociono a fuoco lento sulle strade dell'anello cittadino ed alzano bandiera bianca ai -4, quando è la BORA - hansgrohe , in prima linea sin dall'avvio nel condurre il plotone, a prendere in mano la situazione e a stoppare anche un tentativo di anticipo di  Manuele Boaro (Astana Pro Team). Allo sprint è  Pascal Ackermann (BORA - hansgrohe) a mostrare i muscoli, facendosi largo a suon di contatti, comunque legali, prima con  Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), lesto nel guadagnare la ruota del pesce pilota  Andreas Schillinger (BORA - hansgrohe), poi con  Davide Cimolai (Israel Cycling Academy), lanciatosi con buon piglio dal centro della strada ai -200. Il friulano è costretto a cedere al pressing del campione nazionale tedesco, che una volta guadagnato il varco sulla destra riesce anche a difendere la prima posizione dal ritorno di  John Degenkolb (Trek-Segafredo). Con questa vittoria Ackermann firma anche un ottimo biglietto da visita per il prossimo Giro, dove sarà uno degli sprinter più temibili. Ottimi segnali in vista della Corsa Rosa anche per Cimolai, 4° dietro a Degenkolb e Kristoff e primo azzurro di un ordine d'arrivo dove spicca anche il 7° posto di  Davide Gabburo (Neri Sottoli - Selle Italia - KTM), bella scoperta di questa prima parte di 2019. 





01/05/2019

Marco Bea


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