Risultati
Kuurne-Brussel-Kuurne 2019 - Numero di Jungels: fuga e vittoria in solitaria

Kuurne-Brussel-Kuurne 2019 - Numero di Jungels: fuga e vittoria in solitaria

(foto: Bettini)

condividi la pagina:

I numeri di un tempo fanno sempre bene al ciclismo: oggi Bob Jungels (Deceuninck-Quick Step), sulle strade della Kuurne-Bruxelles-Kuurne ha fatto qualcosa di speciale che tale sarebbe rimasto anche senza la vittoria finale. La vittoria finale, però, è arrivata ad impreziosire ancora di più una giornata che gli appassionati di ciclismo e gli amanti delle classiche difficilmente dimenticheranno. Il secondo posto è stato acchiappato in extremis da Owain Doul (Team Sky) che negli ultimi metri ha buttato sull'asfalto tutta la forza che aveva nei muscoli dopo una gara corsa a tutta; terzo un atleta Direct Energie: parliamo di Niki Terpstra. I due hanno preceduto, grazie ad un vantaggio di pochi secondi, il plotone ricompattatosi proprio nei chilometri finali alle loro spalle e regolato dalla volata di Dylan Groenewegen (Jumbo Visma), valevole per il quarto posto. Già dai primi dati della corsa odierna e dall'analisi della Omloop-HetNieuwsblad di ieri, vinta da Zdenek Stybar, emerge un dato incontrovertibile: la Quick Step è intenzionata a fare bottino pieno nelle classiche del Nord. 

Nonostante condizioni meteo avverse il plotone parte in tarda mattinata da Kuurne imponendo un'andatura molto elevata: sembrano da subito prospettarsi 201 chilometri di fuoco prima del ritorno a Kuurne, questa volta sulla linea del traguardo. A causa dell'alta velocità anche la fuga di giornata tarda a trovare spazio. Saranno premiati in sette quando la corsa avrà già percorso circa un terzo del tracciato. Parliamo di: Magnus Cort Nielsen (Astana), Pim Lightart (Direct Energie), Jimmy Turgis (Vital Concept), Lawrence Naesen (Lotto Soudal), Alex Kirsch (Trek-Segafredo), Benoit Jarrier (Arkea-Samsic) e Ludwig De Winter (Wanty-Groupe Gobert). La fuga, a formazione progressiva nell'arco nei primi cento chilometri di gara, ha spazio e raggiunge e supera i quattro minuti di vantaggio sul plotone in un tempo abbastanza breve. Il punto cruciale della gara sarà però il Kwaremont: nome altisonante da queste parti. 

All'imbocco della salita il plotone si spezza in più tronconi: per diversi istanti la situazione non sarà stabile. Il rimescolamento è agevolato dalle diverse scelte degli atleti in merito alle modalità con cui intraprendere lo strappo: viene premiato chi sale gradualmente, non tiene le ruote dei migliori chi sforza la gamba oltre le proprie possibilità. La prima strategia è proprio quella adottata da Bob Jungels: nelle retrovie in un primo momento, in testa allo scollinamento. Fanno compagnia al lussemburghese quattro atleti: l'azzurro Ballerini, Cort Nielsen, Langeveld e Naesen.

Sino alla fine le possibilità di epilogo appaiono duplici: sprint a quattro o volata a ranghi compatti con il plotone a chiudere sugli attaccanti. Nessuna di queste ipotesi sarà poi la tesi finale: c'è la fantasia, c'è Bob Jungels a "stracciare" le facili previsioni. Quando mancano quindici chilometri all'arrivo, infatti, Jungels si lancia in un attacco solitario abbandonando la compagnia dei quattro attaccanti di giornata. Da quel momento sono al taglio della fettuccia bianca bianca del traguardo per il lussemburghese è una cronometro a tutta velocità: vantaggio sempre più o meno risicato ma comunque sufficiente a garantirgli residue possibilità. Le squadre che tirano il gruppo, Sky e Bora in particolare, non hanno lo spunto necessario per chiudere sul fuggitivo; vani anche i tentativi nel finale di Drucker, Lampaert e Keukeleire. Più fortunati sono Owain Doul e Niki Terpstra: non possono competere con lo strapotere di Jungels ma riescono comunque ad aggiudicarsi rispettivamente il secondo e il terzo posto. Lo sprint del plotone, pochi secondi dopo, è conquistato da Dylan Groenewegen. 

Tanti spunti di riflessione per la stagione delle classiche che si è ufficialmente aperta e una certezza: Bob Jungels, ancora una volta, ha portato a termine un numero di quelli per cui vale la pena amare il ciclismo. Applausi. 





03/03/2019

Stefano Zago


ALTRE NOTIZIE CORRELATE

condividi la pagina:
ALTRE NOTIZIE

condividi la pagina:



Associazione Diretta Ciclismo
via S.Pertini 159 - 55041 Camaiore (LU) - P.IVA 02302740465
Questo sito non è una testata giornalistica o similare e viene aggiornato senza alcuna periodicità esclusivamente in base ai contenuti dei collaboratiri del sito, pertanto, non pu essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62/01.
Informazioni su privacy e disclaimer Archivio