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Parigi-Nizza 2019 - La legge del vento non fa sconti, Groenewegen ancora a segno in una tappa dalla feroce bellezza

Parigi-Nizza 2019 - La legge del vento non fa sconti, Groenewegen ancora a segno in una tappa dalla feroce bellezza

(foto: Bettini)

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Tutto lo spettacolo e la brutalità uniti alla forza di  Dylan Groenewegen  (Team Jumbo-Visma) nella folle 2° tappa della Parigi-Nizza. Lo sprinter olandese si è ripetuto sul traguardo di Bellegarde, cavalcando in grande stile le folate di maestrale che hanno decimato il gruppo sin dai primi km di gara. Il podio di giornata è stato completato da  Ivan Garcia Cortina (Bahrain Merida Pro Cycling Team) e  Philippe Gilbert (Deceuninck - Quick Step), a loro volta membri del manipolo di superstiti giunto a giocarsi la vittoria dopo una sanguinosa quanto spaziale battaglia a colpi di ventagli nella piana francese, nobilitata dalla clamorosa media oraria finale di 51,2 km/h.

Nonostante l'altimetria c'è aria da "si salvi chi può" ancor prima della partenza da Les Breviaires, per via del forte vento da nord-ovest, trasversale ma leggermente favorevole rispetto all'intera direzione di marcia della tappa. Condizioni ideali per lo sviluppo dei ventagli quindi, che iniziano a prendere forma sin dal km 30. In poche battute il gruppo va dunque a riprendere il tentativo di fuga partito nelle primissime battute, composto dal nostro  Alessandro De Marchi (CCC TEAM),  Nicolas Edet (Cofidis, Solutions Crédits) e dalla maglia a pois  Damien Gaudin (Direct Energie), continuando poi a procedere a marce spedite sotto la spinta del dio Eolo. La situazione in corsa esplode in via definitiva al km 60, quando una serie di cadute provocano il frazionamento del gruppo in ben 4 tronconi, costringendo anche al ritiro due potenziali uomini da classifica come  Rigoberto Uran (EF Education First-Drapac p/b Cannondale),  Warren Barguil (Team Arkéa Samsic) e  Gorka Izagirre Insausti (Astana Pro Team).

La bagarre continua senza esclusione di colpi e tra vari rimescolamenti si arriva ai -40 con un drappello di 24 elementi al comando, con predominanza dell'AG2R La Mondiale e del Team Jumbo-Visma della maglia gialla  Dylan Groenewegen, il più a suo agio tra gli sprinter nella tonnara dei ventagli. Il gruppo di testa va a rinfoltirsi all'interno dell'anello conclusivo, di 22 km, con il rientro della prima pattuglia inseguitrice, composta da circa 40 corridori. L'ultimo cambio di direzione ed il conseguente ritorno del vento laterale provoca un'ulteriore spaccatura nel plotone di testa, che dai -5 ai -3 viene progressivamente ridotto ai soli Groenewegen Luke Rowe Michal Kwiatkowski Egan Arley Bernal (Team Sky),  Matteo Trentin (Mitchelton-Scott),  Ivan Garcia Cortina (Bahrain Merida Pro Cycling Team),  Luis Leon Sanchez Gil (Astana Pro Team) e  Philippe Gilbert (Deceuninck - Quick Step).

Il lavoro del terzetto del Team Sky per tenere a distanza gli atleti in caccia viene a vantaggio proprio la maglia gialla, che in volata riesce ad aver ragione con una certa facilità di Garcia Cortina, Gilbert e Trentin. Lo sprint dei battuti è invece appannaggio di  Arnaud Demare (Groupama - FDJ), il cui gruppo riesce infine a limitare il passivo sui 5''. In chiave generale sono comunque in tanti ad essere naufragati tra i ventagli, a partire da  Simon Yates (Mitchelton-Scott) e  Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team), attardati nell'ordine di 6'44'' e 8'27''. Giornata nera infine per  Fabio Aru (UAE Team Emirates), arrivato nel drappello del "camion scopa" a ben 14'21'' dal vincitore. 





11/03/2019

Marco Bea


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