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Parigi-Roubaix 2018 - Tripudio Sagan sul velodromo di Roubaix, piazza d'onore per un eroico Dillier

Parigi-Roubaix 2018 - Tripudio Sagan sul velodromo di Roubaix, piazza d'onore per un eroico Dillier

(foto: Bettini)

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Gambe e cuore di pietra per  Peter Sagan (BORA - hansgrohe) in una Parigi-Roubaix dai forti contenuti tecnici ed emotivi. Il campione del mondo ha domato per la prima volta in carriera l'Inferno del Nord, stanando gli avversari in prima persona con un attacco scagliato a più di 50 km dal traguardo. Il trionfo del fenomeno di Zilina è stato accompagnato dalla favola di  Silvan Dillier (AG2R La Mondiale), in avanscoperta sin dal mattino e 2° sul velodromo, dopo aver interpretato le fasi cruciali della corsa con carattere, coraggio ed anche un pizzico di follia. Qualche rammarico invece per la Quick-Step Floors , poco reattiva nel momento decisivo ma comunque capace di piazzare  Niki Terpstra sul gradino più basso del podio, a coronamento di una campagna delle pietre comunque straordinaria. 

Rischio pioggia scongiurato e giornata più che primaverile sin dalla partenza di Compiegne, con le fasi iniziali, come preventivabile, oltremodo battagliate e veloci. Dopo quasi 50 km di scatti e controscatti si forma un tentativo di 9 elementi, comprendente  Silvan Dillier (AG2R La Mondiale),  Marc Soler (Movistar Team),  Sven Erik Bystrom (UAE Team Emirates),  Jelle Wallays (Lotto Soudal),  Jay Robert Thomson (Dimension Data),  Gatis Smukulis (Delko Marseille Provence KTM ),  Geoffrey Soupe (Cofidis, Solutions Crédits),  Jimmy Duquennoy (WB Aqua Protect Veranclassic) e  Ludovic Robeet (WB Aqua Protect Veranclassic). Il gruppo inizia a cambiare marcia in corrispondenza dei primi settori di pavé, alcuni dei quali ancora segnati dal maltempo dei giorni scorsi, dove a tenere banche non sono purtroppo soltanto le cadute. Sulle pietre di Briastre i medici di gara sono costretti ad un drammatico intervento di rianimazione  Michael Goolaerts (Vérandas Willems-Crelan), accasciatosi a terra per un arresto cardiaco e trasportato, dopo essere stato stabilizzato, all'ospedale di Lille.

La gara procede senza particolari sussulti fino alla mitica Foresta di Arenberg, dove è  Philippe Gilbert (Quick-Step Floors) ad esporsi per seguire un'accelerazione di  Mike Teunissen (Team Sunweb). L'azione del vallone e del neerlandese procede senza neanche troppa convinzione per una decina di km, esaurendosi sul settore di Wandignies. Nel successivo rimescolamento è ancora la Quick-Step Floors a muovere una propria pedina, ovvero  Zdenek Stybar. Il ceco fallisce però il riaggancio coi battistrada e, dopo 15 km al vento, deve a sua volta tornare nei ranghi di un plotone sempre più ridotto. 

La vera svolta avviene su un tratto in asfalto a 55 km dall'arrivo, quando è  Peter Sagan (BORA - hansgrohe) a cogliere di sorpresa il resto della compagnia e ad involarsi in solitaria, sfruttando l'abbrivio di una percussione precedente di Van Avermaet. L'iridato guadagna rapidamente 40'' e va a riagganciare Dillier, Bystrom e Wallays, superstiti della fuga della prima ora, all'imbocco di Mons-en-Pévèle. Tra gli inseguitori il più attivo è invece  Niki Terpstra (Quick-Step Floors), che con le sue trenate seleziona un drappello con  Sep Vanmarcke (EF Education First-Drapac p/b Cannondale),  Taylor Phinney (EF Education First-Drapac p/b Cannondale),  Greg Van Avermaet (BMC Racing Team),  Jens Debusschere (Lotto Soudal),  Jasper Stuyven (Trek - Segafredo) e  Wout Van Aert (Vérandas Willems-Crelan).

Davanti Sagan trova soprattutto la collaborazione di Dillier, che non pago dei 150 km all'attacco già accumulati decide di giocarsi a viso aperto le proprie chance da podio. Il campione nazionale elvetico non si limita a dare qualche cambio, ma riesce addirittura a reggere le ruote dello slovacco, gettando l'anima sull'infido selciato del Carrefour de l'Arbre. Tra gli atleti in caccia invece è ancora Terpstra a menare le danze, trascinando con sé i soli Vanmarcke, Van Avermaet e Stuyven. La reazione del detentore della Ronde è tuttavia tardiva, con la coppia al comando entra infatti al velodromo con un margine di assoluta sicurezza. Nel duello finale Sagan non ha problemi ad avere ragione di uno stremato Dillier, agguantando il suo secondo sigillo in carriera in una monumento. L'alfiere dell'AG2R La Mondiale raccoglie comunque un risultato dal sapore epico, soprattutto per la generosità con cui ha condotto il finale di corsa, davanti ad un Terpstra bravo ad anticipare i diretti concorrenti per il 3° posto. Giornata negativa infine per i colori azzurri, con  Matteo Trentin (Mitchelton-Scott) messo ko da una caduta nel settore di Wallers ed un  Gianni Moscon (Team Sky) a sua volta limitato da una scivolata a 140 km dal traguardo. Il migliore dei nostri è stato  Marco Marcato (UAE Team Emirates), 18° dopo aver stazionato per lunghe fasi di gara nel gruppo dei migliori.



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08/04/2018

Marco Bea


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