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Tour de France 2018 - Nel delirio dell'Alpe d'Huez ne esce vincitore Thomas, Nibali limita i danni dopo un'assurda caduta

Tour de France 2018 - Nel delirio dell'Alpe d'Huez ne esce vincitore Thomas, Nibali limita i danni dopo un'assurda caduta

(foto: Bettini)

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Farà discutere a lungo la 12° tappa del Tour de France, vinta dalla maglia gialla  Geraint Thomas (Team Sky) ma sfregiata da situazioni di corsa surreali. La scalata finale all'Alpe d'Huez ha infatti messo a nudo gli stessi limiti organizzativi emersi due anni or sono sul Mont Ventoux, con il pubblico che ha pesato sul risultato più delle gambe dei corridori. A farne le spese stavolta è stato il nostro  Vincenzo Nibali (Bahrain Merida Pro Cycling Team), finito a terra ai -4 a causa di un contatto con una moto della gendarmerie, rallentata dalla pressione di una folla esuberante quanto scomposta al passaggio dei vari atleti. Lo Squalo, apparso fino a quel momento tra i più brillanti del lotto dei big, ha comunque reagito con grande carattere, chiudendo ad appena 13'' dal vincitore di giornata. Sul podio di tappa sono invece saliti nell'ordine  Tom Dumoulin (Team Sunweb) e  Romain Bardet (AG2R La Mondiale), battute dal leader della generale in un anomalo sprint a 5 finale.

Il trittico alpino si chiude con il tappone per antonomasia in stile Tour, con il Col de la Madeleine ed il Col de la Croix de Fer a fare da antipasto alla mitica ascesa dell'Alpe d'Huez. Le prime manovre di un certo peso iniziano a registrarsi già lungo le rampe del primo GPM di giornata, aggredito dagli attacchi a rotazione della Movistar. Le folate degli iberici portano alla formazione di un tentativo di 26 unità, al cui interno figurano anche grossi calibri come  Steven Kruijswijk  (Team LottoNL - Jumbo), 6° nella generale a 2'40'' dal leader,  Alejandro Valverde (Movistar Team),  Ilnur Zakarin (Team Katusha - Alpecin),  Mikel Nieve Iturralde (Mitchelton-Scott),  Serge Pauwels (Dimension Data) e la maglia a pois  Pierre-Roger Latour (AG2R La Mondiale), più atleti in lotta per la classifica degli scalatori come  Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors) e  Warren Barguil (Fortuneo - Samsic).

Il Team Sky , vista anche la pericolosità della fuga, arriva a concedere un vantaggio massimo di 4' e l'andamento tattico della corsa procede con una certa linearità fino all'attacco dell'interminabile salita della Croix de Fer. Nel drappello al comando è infatti Kruijswijk a forzare la mano e a gettarsi in un'encomiabile azione solitaria a lunga gittata, mentre il gruppo maglia gialla viene sferzato dal forcing della Movistar e dell'Ag2R. L'olandese transita in vetta con 3' sui più immediati inseguitori e con ben 6' sul plotoncino dei big, che tuttavia, nel corso della discesa e nei successivi 15 km di fondovalle, va non solo a riassorbire tutti gli ex componenti della fuga, ma anche a rosicchiare una considerevole fetta di margine nei confronti del battistrada.

Kruijswijk si presenta ai piedi di un'Alpe d'Huez gremita di folla con un tesoretto di 3'45'', ma il suo sogno di una clamorosa impresa viene smorzato dal ritmo serrato di  Egan Arley Bernal (Team Sky). Il giovane colombiano riduce all'osso il gruppetto maglia gialla, provocando anche dei cedimenti eccellenti come quello di  Nairo Quintana (Movistar Team), andato in affanno ai -6 dopo essersi prodotto in un timido allungo pochi km prima. A far esplodere in via definitiva la miccia è tuttavia  Romain Bardet (AG2R La Mondiale), lanciatosi da solo in caccia del neerlandese dopo aver piegato la resistenza di  Mikel Landa (Movistar Team). L'affondo del transalpino suscita ai -4 una decisa reazione di  Chris Froome (Team Sky), la cui "frullata" va a a combaciare con il fattaccio di giornata. La progressione del britannico, lanciata a ridosso della zona transennata, viene seguita da  Vincenzo Nibali (Bahrain Merida Pro Cycling Team), che già in precedenza aveva provato a sondare il terreno con una breve sortita. La rincorsa del messinese incappa tuttavia con una moto della polizia, trovatasi nel posto sbagliato, ovvero nel punto di maggior concentrazione di pubblico, nel momento sbagliatissimo. Nibali trova quindi la porta chiusa dal mezzo della gendarmerie e finisce per rovinare sull'asfalto, tra un nugolo di persone assiepate più al centro che al bordo della strada. Dopo qualche secondo di stordimento l'azzurro riesce a risalire in sella, mentre davanti Froome va a raggiungere Bardet, per poi rilevare Kruijswijk in testa alla corsa. La sparata del "Keniano Bianco" viene però contenuta da  Tom Dumoulin (Team Sunweb),  Geraint Thomas (Team Sky) e dallo stesso Bardet, che in prossimità del triangolo rosso rompe con un ulteriore attacco una fase di stallo dettata dalla coppia Sky, forse proprio per consentire il rientro dell'incidentato Nibali. La progressione dell'alfiere dell'Ag2R non è però tale da consentirgli di fare la differenza, con il quartetto di testa che viene riagganciato anche da Landa. Lo sprint finale è dominato da un Thomas che legittima quindi la sua maglia gialla, mentre Nibali, autore comunque di una notevole rimonta, chiude 7° alle spalle di  Primoz Roglic (Team LottoNL - Jumbo). 

Alla fine di questa folle frazione la generale non riserva comunque cambiamenti di rilievo a livello di posizioni, con Thomas che incrementa il proprio vantaggio soprattutto rispetto a Quintana, giunto a 47'' e principale sconfitto di oggi. La carovana saluta quindi le Alpi lasciandosi dietro dei momenti che non saranno certo ricordati come pagine memorabili di ciclismo e che dovrebbe spingere gli organizzatori a riflettere sulla gestione di una macchina grandiosa ma apparsa, specie in alcune giornate, pericolosamente fuori controllo. La corsa riprenderà domani con la Bourg d'Oisans-Valence, frazione che chiamerà a raccolta i pochi velocisti superstiti. 

 



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19/07/2018

Marco Bea


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