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Tour de France 2019 - Nibali si prende da campione Val Thorens, Bernal il Tour, crollo di Alaphilippe

Tour de France 2019 - Nibali si prende da campione Val Thorens, Bernal il Tour, crollo di Alaphilippe

(foto: Bettini)

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Pur in versione minimal la 20° tappa del Tour ha comunque regalato momenti di grande ciclismo, grazie soprattutto a  Vincenzo Nibali (Bahrain Merida Pro Cycling Team). Il messinese ha trionfato in solitaria sul traguardo di Val Thorens, dopo essersi gettato all'attacco sin dalla partenza di una tappa accorciata, a causa di una frana sulla discesa del Cormet de Roseland, a soli 59,5 km, di cui gli ultimi 33 in ascesa. Magistrale quanto palpitante la difesa dello "Squalo" nelle fasi finali, nei confronti di una pattuglia dei big regolata nell'ordine da  Alejandro Valverde (Movistar Team) e  Mikel Landa (Movistar Team). Nessun problema invece per la maglia gialla  Egan Bernal (Team INEOS), che tra 24 ore a Parigi potrà godersi il trionfo in una generale scossa oggi soltanto dalla crisi di  Julian Alaphilippe (Deceuninck - Quick Step), scalzato dal podio sia  Geraint Thomas (Team INEOS) che da  Steven Kruijswijk  (Team Jumbo-Visma).

Come prevedibile avvio sprint per una frazione mozzata e ridotta in sostanza alla secca scalata verso Val Thorens, irregolare quanto sfiancante per lunghezza. I primi a sganciarsi sono  Alberto Bettiol (EF Education First-Drapac p/b Cannondale),  Dylan Teuns (Bahrain Merida Pro Cycling Team),  Magnus Cort Nielsen (Astana Pro Team),  Rui Alberto Faria Costa (UAE Team Emirates),  Lilian Calmejane (Total Direct Energie) e  Kevin Van Melsen (Wanty - Groupe Gobert), raggiunti a 40 km dalla conclusione da un gruppo di 23 contrattaccanti, con all'interno, per quanto riguarda gli azzurri, anche  Vincenzo Nibali (Bahrain Merida Pro Cycling Team) e gli sprinter  Niccolo Bonifazio (Total Direct Energie) ed  Elia Viviani (Deceuninck - Quick Step). I battistrada approcciano con un margine di 2'30'' la salita finale, presa di petto in gruppo dal Team Jumbo-Visma .

Nel drappello di testa emergono già dalle prime rampe dell'ascesa Nibali Ilnur Zakarin (Team Katusha-Alpecin),  Michael Woods (EF Education First-Drapac p/b Cannondale) e  Tony Gallopin (AG2R La Mondiale), raggiunti poi alla chetichella da  Pierre-Luc Perichon (Cofidis, Solutions Crédits) e  Omar Fraile Matarranz (Astana Pro Team), mentre dietro è  Laurens De Plus (Team Jumbo-Visma), entrato in azione ai -20, ad imprimere il primo cambio di marcia significativo. Il forcing del belga miete vittime illustri come  Richie Porte (Trek-Segafredo) e, soprattutto,  Julian Alaphilippe (Deceuninck - Quick Step), andato in netto affanno ai -13 e presto costretto ad abbandonare anche i sogni di podio. Le trenate di De Plus mettono in allarme tra i fuggitivi proprio Nibali, che semina in progressione il resto della compagnia, inchiodando per diversi km il vantaggio nell'ordine del minuto.

Il messinese non si limita a contenere il più regolare ritmo di De Plus, andato acquietandosi una volta messo in cassaforte il terzo gradino del podio del proprio leader  Steven Kruijswijk  (Team Jumbo-Visma), ma respinge anche gli assalti di  Simon Yates (Mitchelton-Scott),  Warren Barguil (Team Arkéa Samsic),  Nairo Quintana (Movistar Team) e  Marc Soler (Movistar Team), partiti in caccia alla spicciolata tra i -6 e -3. Nibali supera con grande tenacia anche il braccio di ferro nell'ultimo impegnativo km e taglia il traguardo con 10'' su  Alejandro Valverde (Movistar Team) e 14 su  Mikel Landa (Movistar Team), entrambi partiti forse con un po' di ritardo, centrando così un successo, il 53° in carriera, che mancava dalla Milano-Sanremo 2018.  Egan Bernal (Team INEOS) e  Geraint Thomas (Team INEOS) chiudono invece mano nella mano in 4° e 5° posizione, con il 22enne colombiano che va quindi a regalare al proprio paese il primo storico trionfo al Tour de France. In classifica l'unico cambiamento di rilievo è invece la caduta di Alaphilippe, giunto ad oltre 3' dai migliori e scivolato dalla 2° alla 5° posizione, dopo una Grande Boucle condotta comunque su livelli stellari e conclusa, anche in maniera fisiologica, un po' alla canna del gas. 





27/07/2019

Marco Bea


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