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Tour de France 2019 - Il gigante premia i francesi: a Pinot la tappa, Alaphilippe sempre più in giallo

Tour de France 2019 - Il gigante premia i francesi: a Pinot la tappa, Alaphilippe sempre più in giallo

(foto: Bettini)

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Tripudio francese in vetta alla montagna più amata e trafficata dal Tour de France, il Tourmalet. Sul gigante dei Pirenei il successo è andato a  Thibaut Pinot che dopo aver indirizzato la corsa col proprio team ha fatto la differenza sugli altri nell'ultimo ed impervio chilometro di salita. Stupisce nuovamente  Julian Alaphilippe (Deceuninck - Quick Step) che è arrivato in seconda posizione rinforzando la propria maglia gialla nei confronti di un ingolfato  Geraint Thomas (Team INEOS) che ha pagato una trentina di secondi. Terza piazza di giornata e anche nella generale per  Steven Kruijswijk  (Team Jumbo-Visma) mentre gli altri big rimasti a galla sono stati  Emanuel Buchmann (BORA - hansgrohe),  Egan Bernal (Team INEOS) e  Mikel Landa (Movistar Team).

Non mancano le vittime illustri dopo questa prima giornata di alta montagna. Si è salvato in calcio d'angolo  Jakob Fuglsang (Astana Pro Team), attardato di circa un minuto, più indietro  Richie Porte (Trek-Segafredo) mentre a tre minuti sono arrivati  Enric Mas (Deceuninck - Quick Step) e  Nairo Quintana (Movistar Team). Escono definitivamente di classifica invece  Adam Yates (Mitchelton-Scott) e  Romain Bardet (AG2R La Mondiale).

La tappa si è accesa con un trasferimento allungato a causa di una protesta che per alcuni minuti ha bloccato la strada. Pronti-via e sono arrivate le firme d'eccezione di  Vincenzo Nibali (Bahrain Merida Pro Cycling Team) e  Peter Sagan (BORA - hansgrohe); i due campionissimi hanno attaccato per primi ritrovandosi da soli al comando prima che altri 15 atleti si riaccodassero al loro tentativo: G. Martin, Henao, Taaramae, Vuillermoz, Zakarin, Sanchez, Sicard, Kamna, Wellens, Gerbert, Mohoric, Calmejane, Verona, Ladagnous e Haller. La situazione è rimasta stazionaria fino all'approccio del primo colosso di giornata, il Col du Soulour. La Movistar ha rotto gli indugi forzando il passo e mietendo la prima vittima di giornata,  Romain Bardet (AG2R La Mondiale) che terminerà a oltre un quarto d'ora di ritardo. In vista dello scollinamento hanno ceduto terreno anche  Fabio Aru (UAE Team Emirates) e  Adam Yates (Mitchelton-Scott) ma questa coppia è rientrata nella seguente discesa. 

Nel fondovalle nel gruppo di testa ha fatto la differenza  Romain Sicard (Total Direct Energie) mentre alle sue spale gli altri fuggitivi si sparpagliavano. Il basco ha approcciato in testa il Tourmalet inseguito da  Elie Gesbert (Team Arkéa Samsic) e  Lilian Calmejane (Total Direct Energie). Tutti questi atleti sono stati però riacciuffati nei primi chilometri di ascesa dal gruppo sempre pilotato dai Movistar. Il ritmo elevato è costato caro a Yates, che ha definitivamente salutato la compagnia degli altri capitani, poi a  Daniel Martin (UAE Team Emirates) ma successivamente anche al capitano della stessa Movistar  Nairo Quintana. Gli spagnoli ci hanno messo qualche minuto a capire la situazione ma ormai il colombiano era irrimediabilmente staccato. Dopo un breve ritorno del trenino INEOS ha preso in mano la situazione la Groupama con  David Gaudu che ha definitivamente rotto le acque. Alle ruote del francesino sono rimasti soltanto il suo capitano  Thibaut Pinot, la maglia gialla  Julian Alaphilippe Rigoberto Uran Emanuel Buchmann Mikel Landa Jakob Fuglsang Egan Bernal e  Geraint Thomas Warren Barguil e  Steven Kruijswijk  con un paio di compagni. Proprio i Jumbo hanno inseguito l'unico coraggioso, il campione nazionale francese della Arkea che per qualche minuto ha guidato in solitaria la corsa prima di rientrare nei ranghi.

Nei tre chilometri finali non abbiamo assistito a veri e propri attacchi ma il ritmo non è mai sceso e a farne le spese sono stati prima Uran e poi Fuglsang. Sotto la flamme rouge  Thibaut Pinot ha rotto gli indugi finalizzando il lavoro di tutta la giornata e togliendosi di ruota tutti gli avversari. Sull'accelerazione ha pagato dazio  Geraint Thomas mentre  Egan Bernal sembrava averne ma è rimasto bloccato osservando il proprio compagno di team sfilarsi. Il colombiano ha concluso appaiato con  Steven Kruijswijk  e soprattutto  Julian Alaphilippe che si è nuovamente superando consacrandosi ormai come papabile vincitore finale di questo Tour incertissimo.





20/07/2019

Diretta Ciclismo


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