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Vuelta a España 2019 - Numero di Cavagna a Toledo tra cadute e polemiche, la Movistar tira il sasso a Roglic e nasconde la mano

Vuelta a España 2019 - Numero di Cavagna a Toledo tra cadute e polemiche, la Movistar tira il sasso a Roglic e nasconde la mano

(foto: Bettini)

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Giornata di gloria per  Rémi Cavagna (Deceuninck - Quick Step) e di caos per gli uomini di classifica in una 19° tappa della Vuelta che, a discapito del profilo altimetrico, ha offerto tutto e il contrario di tutto. Sul traguardo di Toledo il 24enne di Clermont-Ferrand ha infatti sorpreso sia i compagni di fuga che il gruppo grazie ad una mirabile cavalcata solitaria negli ultimi 25 km, regalandosi la 2° vittoria stagionale, la 61° per il "Wolfpack", davanti a  Sam Bennett (BORA - hansgrohe) e  Zdenek Stybar (Deceuninck - Quick Step). Il numero del transalpino rimane tuttavia quasi in secondo piano rispetto a quanto accaduto nel plotone, dove la Movistar Team ha approfittato di una caduta generale per attaccare il leader  Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma), senza poi dare continuità all'azione, innescando una scia di polemiche e accuse non solo sull'inflazione tema del fair play, ma anche sul comportamento della giuria.

Tappa interlocutoria solo sulla carta da Avila a Toledo, vuoi per il finale insidioso, con l'ultimo km tutto all'insù e in parte in lastricato, vuoi per la pioggia e per il vento presenti in maniera consistente soprattutto nella porzione centrale di gara. La fuga buona si sgancia dopo una decina di km, lungo le non impegnative rampe dell'Alto La Paramera, con protagonisti  Shane Archbold (BORA - hansgrohe),  Silvan Dillier (AG2R La Mondiale),  Domen Novak (Bahrain Merida Pro Cycling Team),  Rémi Cavagna (Deceuninck - Quick Step),  Lawson Craddock (EF Education First-Drapac p/b Cannondale),  Bruno Armirail (Groupama - FDJ),  Tsgabu Gebremaryam Grmay (Mitchelton-Scott),  Ben O Connor (Team Dimension Data),  David De La Cruz (Team INEOS),  Nikias Arndt (Team Sunweb) e  Peter Stetina (Trek-Segafredo). Il gruppo non arriva a concedere più di 3'30'' di vantaggio ai battistrada ed film della frazione scorre seguendo il copione più lineare possibile fino ad un improvviso colpo di teatro.

Ai -65 infatti mezzo gruppo, a causa anche della strada bagnata, si ritrova a terra nell'attraversamento di una strettoia all'imbocco di un centro abitato. Il patatrac parte dalle posizioni di testa e tra i numerosi atleti coinvolti figurano non a caso anche la maglia bianca di  Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team) e, soprattutto, quella rossa  Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma), che nel frangente finisce per perdere anche il compagno  Tony Martin, costretto al ritiro per un brutto colpo all'arcata sopraccigliare. Nel troncone dei "sopravvissuti" si ritrova invece in blocco la Movistar Team , che decide, in barba ad ogni legge non scritta del gruppo, di iniziare a menare a testa bassa per mettere alla corda i rivali attardati, in un tratto caratterizzato anche dal forte vento laterale. La compagine iberica placa i propri bollenti spiriti solo dopo una decina di km, consentendo a Roglic e Lopez, il cui gap stazionava attorno al minuto, di rientrare tra più di un borbottio.

La situazione si stabilizza in via definitiva solo ai -30, dopo una breve fase di ventagli azionata sempre dalla Movistar, mentre davanti, in barba stavolta ad ogni giudizio tattico, è Cavagna a lanciarsi da solo all'attacco. L'alfiere della Deceuninck non trova grande opposizione tra i restanti fuggitivi, inchiodati presto sui 30/40" di svantaggio, mentre il gruppo impiega qualche km di troppo per riorganizzare un inseguimento efficace. L'ultima impennata nel cuore di Toledo è di autentica passione per il transalpino, che riesce comunque a difendersi dal ritorno dell'avanguardia del plotone, piombata facilmente sui suoi ex compagni di avventura, replicando in sostanza lo show della 3° tappa del Giro della California, in cui vinse con un'azione solitaria di ben altre proporzioni in quanto a gittata. Il drappello dei big è regolato da  Sam Bennett (BORA - hansgrohe), su  Zdenek Stybar (Deceuninck - Quick Step),  Philippe Gilbert (Deceuninck - Quick Step) ed un  Alejandro Valverde (Movistar Team) catapultato, insieme a tutto il proprio team, nel cuore della polemica nel post-tappa.

Protagonisti del vortice di accuse sia Lopez, tra i più decisi nel censurare il comportamento della Movistar (definiti senza mezzi termini degli "idioti"), che del DS della controparte José Luis Arrieta. Il tecnico iberico ha infatti dichiarato di aver stoppato il forcing dei suoi a causa della presa di posizione della giuria, rea di non aver operato il barrage a seguito della caduta e di aver consentito quindi alle ammiraglie di stazionare a bagnomaria tra i vari gruppi, favorendo di conseguenza gli inseguitori. Una scia di veleni che speriamo possa tramutarsi in fervore agonistico nella frazione di domani, con arrivo in quota alla Plataforma de Gredos, ultima occasione di questa Vuelta per cambiare i contorni della generale. 





13/09/2019

Marco Bea


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